La crisi politica italiana

Gennaio 18, 2021
Attilio De Alberi
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L’Italia sta attraversando una crisi politica che potrebbe concludersi con la fine del governo Conte-bis. Secondo certi sondaggi però, il 70% degli italiani non capisce esattamente cosa sta succedendo. Secondo un altro sondaggio lanciato dal “Corriere della Sera”, la maggior parte degli italiani sostiene Conte, mentre considera Renzi, che ha causato questa crisi, assai impopolare.

Alla base di questa crisi c’è stato il continuo attacco da parte di Renzi sulla gestione del Recovery Fund offerto al nostro paese dall’Unione Europea e che ammonta a 209 miliardi. Bisogna ammettere che il governo Conte è stato un po’ lento nell’introdurre dei cambiamenti nella gestione del Recovery Fund, ma poi ci sono stati dei cambiamenti. Un esempio è stata la crescita del contributo alla sanità pubblica da 9 miliardi a 20 miliardi. In pratica, invece di aspettare e continuare a discutere in maniera costruttiva la gestione del Recovery Fund, Renzi ha insistito nel creare una crisi ed ha tolto due donne del suo partito, Italia Viva, dalla loro funzione ministeriale.

Esiste un’ipotesi di carattere psicologico che può essere utile a spiegare questa crisi: il ben noto narcisismo di Matteo Renzi.

Nella maggioranza di governo il Partito Democratico, il Movimento Cinque Stelle e LEU continuano a sostenere Conte, che, in realtà, più che un politico vero e proprio è un amministratore ed un moderatore nella gestione della politica italiana.

Una delle cose più preoccupanti di questa crisi è che si sta svolgendo in un periodo di grande crisi a causa della diffusione del Covid-19, e del tentativo di ridurlo, e, grazie alle vaccinazioni, di sconfiggerlo tout court. D’altra parte bisogna ricordare che l’Italia è da tempo un paese noto per le sue continue crisi di governo, e ciò rende il paese costantemente instabile.

A questo punto esistono vari possibili scenari.

Il primo scenario è che grazie alle votazioni in parlamento continui ad esserci un supporto per il governo Conte, e quindi potrebbe nascere un governo Conte-ter. Secondo i numeri previsti sarà più facile ottenere un supporto nella Camera dei Deputati che nel Senato. L’unica speranza è che, oltre ai voti a favore di Conte provenienti dal Partito Democratico, dal Movimento Cinque Stelle e da LEU, si possano aggiungere quelli del gruppo misto, costituito da rappresentanti usciti dai partiti, soprattutto dal Movimento Cinque Stelle. Chiaramente Italia Viva non pare pronta a sostenere Conte, anche se potrebbero esserci dei contributi positivi da parte di qualche dissidente che non è d’accordo con Renzi. Notare anche che Nencini del Partito Socialista, originariamente sostenitore di Renzi, ha cambiato idea e si sta opponendo a lui.

Il secondo scenario potrebbe essere la fine del governo Conte e la nascita di un governo alternativo. Da un lato si è parlato di Franceschini, del PD, come nuovo Primo Ministro. L’alternativa potrebbe anche essere un governo tecnico con personaggi come Cottarelli o Mario Draghi.

Il terzo scenario, in realtà il più allarmante, sarebbe il ricorso a nuove elezioni. Allarmante per due motivi. Da un lato, a causa del Covid-19, la campagna per le elezioni e la votazione potrebbero essere pericolose. Da un altro lato, secondo i sondaggi potrebbe entrare in campo un governo di centro-destra, visto che la destra, secondo i sondaggi otterrebbe una maggioranza dei voti necessari per creare un nuovo governo. Quindi, avere un governo di destra con personaggi come Salvini o la Meloni, non sarebbe una buona alternativa, a causa delle posizioni anti-europeiste, ed anti-immigrazione delle forze di destra. Non è un caso che la Meloni insiste proprio in un ricorso alle elezioni.

L’ironia della situazione è che fu proprio Renzi a spingere per un governo Conte-bis, ponendo quindi fine al governo Conte-1 che godeva dell’appoggio non solo del Movimento Cinque Stelle, ma anche della Lega di Salvini.

A questo punto non rimane che stare a vedere quali saranno gli sviluppi, senza dimenticare il vecchio proverbio popolare italiano: “La pazienza è la virtù dei forti“. 

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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