Sappiamo veramente esprimere la nostra gratitudine?

Marzo 23, 2021
Attilio De Alberi
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Nella nostra vita, regolarmente, ringraziamo gli altri per una serie di cose: per un regalo, per un piacere che ci è stato fatto, per un pasto che ci è stato preparato, e via dicendo. Il nostro messaggio di ringraziamento potrebbe a tal proposito apparire piatto e, in qualche modo, non convincente. Possiamo dire che il regalo che ci è stato dato è stato bello o che il pasto offertoci è stato ottimo. Tutto ciò può essere vero, ma può persistere la impossibilità di esprimere quello che ci ha veramente toccato nel profondo.

Secondo The School of Life, il centro britannico di studi filosofici e psicologici, possiamo in realtà imparare ad esprimere in maniera diversa e più profonda il nostro modo di ringraziare gli altri. A veicolare tale insegnamento potrebbe essere la Storia dell’Arte.

Secondo quest’approccio le tante opere artistiche, che siano queste quadri o romanzi o poesie, sono a modo loro forme di ringraziamento verso il mondo. E’ come se dicessero “Grazie” a un bel cielo, a un certo tipo di paesaggio, o semplicemente al viso di una persona che si ama.

Ciò che differenzia la grande arte da quella mediocre sono i dettagli con i quali il mondo è stato studiato ed espresso. In pratica, un artista di talento è uno in grado di specificare il motivo per cui un’esperienza o un posto può essere considerato prezioso. Non si limita a dire che la primavera o anche l’autunno sono piacevoli, ma specifica gli elementi e i dettagli che arricchiscono secondo l’occhio umano tali stagioni: le caratteristiche delle foglie, le caratteristiche climatiche, il canto degli uccelli. Quindi, più l’artista si concentra sulle specificità di un aspetto del mondo e più questo diventa vivo nelle nostre menti. Questo vale sia per la letteratura e la poesia che per l’arte visiva, ed è un modo di mostrare il proprio apprezzamento per il mondo che ci circonda.

Uno dei motivi per cui i grandi artisti sono rari è questo: le nostre menti non sono del tutto capaci di capire perché ci sentiamo in un modo o nell’altro. Quello che conta è essere in grado di giungere alla fonte reale delle nostre impressioni.

E questo vale per le nostre sensazioni rispetto ad un regalo che ci viene fatto o a un pasto che ci viene preparato. Ci vogliono capacità e pazienza per esplorare la nostra coscienza e capire in maniera più approfondita ciò che ci fa veramente piacere. Un pasto che ci è stato preparato può essere molto buono, ma possiamo approfondire la fonte del piacere che abbiamo provato nel mangiarlo analizzando in dettaglio il sapore di certe spezie o, in generale, di certi elementi presenti in quel cibo.

Lo stesso vale per un amico che può esser stato non solo gentile, ma può anche aver dimostrato una certa sensibilità o generosità nel domandarci come ci siamo sentiti di fronte ad una tragedia familiare, come può essere stata la morte di una persona cara.
Anche quando riceviamo un regalo, esso può contenere dei dettagli particolari che lo rendono prezioso. Dobbiamo fare attenzione a questi dettagli nel momento in cui ringraziamo chi ci ha offerto tale regalo.

In realtà non è necessario essere dei grandi artisti per esprimere in maniera più profonda il nostro ringraziamento. L’importante è concentrarsi sulle ragioni della nostra gratitudine.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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