Il forte valore simbolico del viaggio papale in Iraq

Marzo 16, 2021
Attilio De Alberi
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Pochi giorni fa Papa Francesco è rientrato dal suo storico viaggio in Iraq. Non è un caso che abbia scelto di visitare questo paese che da decenni soffre di conflitti e terrorismo.

Non bisogna dimenticare tutto quello che il paese ha attraversato negli ultimi decenni: la dittatura di Saddam Hussein, la guerra con l’Iran, l’invasione del Kuwait, l’arrivo ed il presidio delle truppe americane e, fatto più grave che mai, la creazione dello stato dell’ISIS nella parte settentrionale della Nazione.

Tra gli eventi più importanti della visita del papa in Iraq vale la pena menzionare l’incontro con l’Ayatollah Alì al-Sistani, iraniano di origine e capo della comunità sciita nel paese. Un incontro molto tranquillo, diplomatico e positivo.

Il Papa ha visitato poi il posto dove nacque Abramo, considerato una figura molto importante sia dalla religione cristiana che da quella ebraica che da quella mussulmana.

Infine il papa è stato anche a Mosul, nel nord del paese, città chiave per lo stato dell’ISIS e tuttora in uno stato di distruzione totale.

Il messaggio chiave di Papa Francesco nel corso del suo viaggio è intimamente legato al concetto di fratellanza. Questo non è un caso. Il papa crede molto nella fratellanza umana e in quella tra le varie religioni esistenti sul pianeta Terra. La fratellanza è vista come una soluzione a tutti i conflitti, sia religiosi che politici che economici e sociali che caratterizzano il mondo.

Il viaggio in Iraq è stato visto come una minaccia per il papa. Avrebbe potuto esserci un pericoloso attentato. Ma il papa ha deciso di partire lo stesso, lasciando da parte le preoccupazioni collegate a questa minaccia.

Non è la prima volta che Papa Francesco compie dei viaggi significativi. Basti pensare al suo viaggio a Lampedusa, ad Auschwitz o nella Repubblica Centrafricana, Quest’ultimo, come quello in Iraq, avrebbe potuto essere pericoloso.

Il prossimo viaggio di Papa Francesco sarà in Libano, altro paese pieno di conflitti e di pericoli. Ma il Papa non si preoccupa di tutto questo. Per lui quello che rimane importante è diffondere attraverso il mondo un positivo messaggio di fratellanza e di pace, in piena coerenza con la filosofia cristiana. Tutto ciò è decisamente ammirabile.

[foto copertina © Avvenire.it]

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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