Le problematiche della campagna vaccinale contro Covid-19

Marzo 9, 2021
Attilio De Alberi
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Il numero di infezioni da Covid-19 continua in maniera preoccupante in tutta l’Italia e ogni giorno si contano centinaia di decessi. A rendere la situazione ancora più allarmante è la diffusione di varianti del virus come quella inglese, quella sud-africana e quella brasiliana. A questo punto è chiaro che l’unica soluzione sarebbe il processo di vaccinazione per un grande numero di persone nel paese.

La diminuzione delle dosi di vaccino provenienti da compagnie come Pfizer, Moderna e Astrazeneca ha rappresentato un primo grande problema. La buona notizia è che ora sarebbe in arrivo anche il vaccino di Johnson & Johnson, il quale, diversamente dagli altri vaccini, richiede la somministrazione di una singola dose. Ma ora, a partire dal terzo trimestre del 2021, le dosi sembrano destinate ad aumentare di nuovo.

Molte persone oltre gli anni 80 sono state già vaccinate ed il numero di contagi e di morti in questo gruppo è sensibilmente diminuito.

Inoltre il Ministro della Salute Roberto Speranza ha appena dichiarato: “Entro fine estate conto che tutti gli italianiche lo vorranno saranno vaccinati”. Come potrà avvenire questo? In primo luogo somministrando su una scala più vasta il vaccino Astrazeneca, che finora, per motivi precauzionali è stato limitato agli under 65. Speranza ha spiegato questo: “Ci sono nuove evidenze scientifiche che dimostrano che può essere utilizzato su tutte le fasce generazionali”.

Inoltre il Ministro ha dichiarato di non aver alcun pregiudizio nei confronti del vaccino Sputnik di origine russa. A breve l’Unione Europea dovrebbe dare il via libera all’importazione di vaccini non solo dalla Russia, ma anche dalla Cina e da Cuba.

L’Unione Europea ha sancito degli accordi per l’importazione di vaccini dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna, ma, come si è detto, il numero delle dosi in arrivo è stato diminuito.

In questo momento i paesi con la più vasta distribuzione di vaccini sono gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e Israele. Ed infatti in questi paesi si sta assistendo ad una grande diminuzione di infezioni e di morti a causa del Covid-19.

Esiste però un’altra problematica piuttosto inquietante. In molti paesi del mondo, soprattutto in Africa, non sono ancora arrivati i vaccini, mentre i più ricchi paesi occidentali continuano a ricevere grandi quantità di vaccini. A tal proposito si rende necessaria una politica di acquisto e di diffusione dei vaccini a livello mondiale. Ed in questo tipo di operazione sia i singoli stati che la WHO (World Health Organization – Organizzazione Mondiale della Sanità) dovrebbero intervenire in maniera più incisiva.

Un altro fatto interessante è stato il divieto imposto dal Primo Ministro italiano Mario Draghi all’esportazione dall’Italia di 250.000 dosi di vaccino Astrazeneca in Australia, che, tra l’altro, soffre di una diffusione inferiore della pandemia. Astrazeneca ha dichiarato di essere d’accordo su questo divieto, ed anche la stessa Australia ha dichiarato di non opporsi.

E’ chiaro che in Italia sia necessaria una campagna vaccinale ben organizzata e diffusa in maniera equa in tutte le regioni del paese.

Bisogna però tener anche conto che esiste una fascia della popolazione che appartiene alla categoria dei no-vax. Si parla di persone che sono contrarie ai vaccini in generale. Si dovrebbe forse introdurre l’obbligatorietà del vaccino, proprio allo scopo di porre fine alla diffusione della pandemia.

Staremo a vedere se la campagna vaccinale potrà essere veramente portata a termine entro la fine dell’estate come ha promesso il Ministro della Salute Speranza.  

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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