Nel Libro di Roberto Speranza il Piano Pandemico non è mai citato. Forse perché non sapeva cosa fosse.

Dicembre 22, 2020
david colantoni
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Sono riuscito a procurarmi il libro del Ministro della salute Roberto Speranza e l’ho letto tutto. Ben due volte. Si legge bene, come un fumetto. bastano poche ore. Nel libro il Ministro della Salute non parla assolutamente mai del Piano Pandemico. Non mi sembra una cosa molto normale. Soprattutto perché inizia il libro scrivendo nel prologo intitolato proprio “Senza manuale” che nessuno aveva un manuale con cui affrontare la Pandemia.

Non ho un manuale di istruzioni per questa emergenza, nessuno di noi ce l’ha. In occidente non ci sono soluzioni già sperimentate con successo da replicare. Siamo dentro una tempesta senza precedenti e non abbiamo un manuale da consultare che ci possa indicare una rotta da seguire” (pag 29)

E che cosa sarebbe il Piano Pandemico se non il manuale per affrontare la pandemia? Immagino che non abbia mai parlato del Piano Pandemico semplicemente perché non lo conosceva.

Non trovo altre ragioni razionali al fatto che un Ministro della Salute che scriva un libro sulla Pandemia, che ha ucciso a oggi 70.000 italiani e ne ucciderà ancora molti, non abbia mai citato il Piano Pandemico nel libro, che il fatto disarmante che non conoscesse l’esistenza del Piano Pandemico.

Ben 229 pagine senza mai citare il Piano pandemico, il Manuale per affrontare le Pandemie.

Tale ministro, poverino, che ha perso 70.000 vite umane e che molto presumibilmente non aveva la minima idea del Piano Pandemico, è ancora a capo del Ministero della Sanità , ovvero è il capo nel potere esecutivo del ministero che si occupa della salute, diritto costituzionale fondamentale.

Ci si è proprio rinchiuso dentro al Ministero, come se fosse terrorizzato dalla luce dell’incendio della pandemia che divampa e arde mille vite umane al giorno. Rifiuta di confrontarsi con le pochissime voci ,che ancora sfidano il potere mediocre di questo paese di infima categoria, paese a cui una banda di smandruppati libici si è permessa di sequestrare per 100 giorni dei cittadini, nonostante abbiamo l’ undicesima spesa militare mondiale del mondo, che evidentemente serve solo a ingozzare chi di dovere, altrimenti dopo una settimana dal sequestro avremmo mandato immediatamente dei corpi speciali a rompere il culo agli smandruppati libici e a riprendere i cittadini italiani senza che fosse torto loro un capello, altrimenti perché mai dovremmo finanziare con 64 milioni al giorno le forze armate, 26 miliardi ogni anno se non per essere difesi in casi come questi, paghiamo per mandare soldati a difendere gli afgani dai talibani mentre lasciamo i siciliani per tre mesi agli smandruppati libici?

Se il ministro della Salute in carica non conosceva il Piano Pandemico fino a quando ha finito di scrivere il suo libro arrivato il 22 Ottobre sugli scaffali e urgentemente ritirato dalle librerie senza rispettare la legge che regola il ritiro di un libro dal commercio, puro esercizio di potere, affinché non cadesse nelle mani del popolo , che poi è anche il popolo più analfabeta funzionale d’Europa, non lo avrebbe mai letto comunque, e poco importa che qualche copia sia sfuggita al rogo, allora tale Piano Pandemico non lo conosceva nemmeno il Presidente del Consiglio dei Ministri, che fra governo Conte I e il Conte II ha governato ben 578 giorni il paese prima che scoppiasse la Pandemia.

Cosa significa questo ?

Significa che il Presidente del Consiglio per 578 giorni non ha mai messo a norma di sicurezza il paese di cui si è assunto la responsabilità. Ovvero sia non ha mai fatto attuare il Piano Pandemico alle regioni. E come poteva se non lo conosceva ? Giusto?

Il che tuttavia lo rende del tutto simile a un gestore di un albergo che, obbligato a informarsi sui suoi doveri, ovvero sulle leggi che regolano la sua attività, fra cui prima di tutte quelle sulla sicurezza, avviando la sua attività, non la avesse mai messa a norma, ovvero non avesse mai messo le porte di sicurezza, le scale antincendio, i sensori antifumo e gli estintori a ogni piano. Che è la prima cosa che doveva fare prima di aprire i battenti. E scoppiato un incendio che avesse ucciso decine di avventori, invece di essere processato per direttissima gli fossero stati affidati addirittura poteri special, come quelli che oggi ha Conte, per gestire l’incendio stesso, che egli per la legge, non avendo provveduto a impedirlo con gli adeguati mezzi di prevenzione previsti dalla legge , è come se lo avesse cagionato, lo dice l’articolo 40 del codice penale, di cui Conte, volendo, a norma dell’articolo 96 della Costituzione potrebbe benissimo essere chiamato a rispondere. Quando uscirà dal palazzo, con calma.

In un paese serio questa cosa, fra cui il sequestro auto censorio del libro del ministro, sarebbe uno scandalo, invece qui strisciamo sulla notizia con le risatine finte mandate in onda.

Questa è la squallida realtà odierna di quella che decenni or sono era una nazione che si era sollevata dalla polvere della secolare miseria in cui era giaciuta per secoli, diventando la quinta potenza mondiale. Oggi siamo un paese fotografato appena prima di inabissarci nuovamente in quelle coltri miserabili da cui per salvarsi milioni e milioni di italiani prendevano il mare o i treni per poi andare a morire nelle miniere di altre nazioni.

E sapete una cosa? Ce lo meritiamo, è il risultato complessivo dei nostri comportamenti sociali, è ciò che siamo.

Siamo un popolo di stronzi che mentre succedono queste cose tragiche stanno appiccicati ai loro smartphone a mandare tutti i giorni in tendenza su twitter o Sanremo , o i cantanti koreani o il campionato di calcio o qualche altro stronzo del genere. Questo è ciò di cui ci occupiamo sui social nel pieno di una pandemia. Abbiamo poi un giornalismo,rarissime eccezioni a parte, penoso e servile come non mai, oltre che pieno zeppo di egregi stupidi con incarichi non raramente da direttori di importanti testate, e sono passati ormai 50 anni da quando Pier Paolo Pasolini scriveva sulle colonne del Corriere della Sera accusando il potere, quando appunto ci avviavamo ad essere la quinta potenza economica del mondo.

Sparire in maniera relativamente pacifica dalla faccia delle nazioni sviluppate del pianeta è il minimo che ci possa accadere, anzi diciamola tutta è quanto ci sta accadendo. Noi siamo il Titanic. Sopra c’è la prima classe che festeggia con i politici, i giornalisti di regime , le troie e i troi, gli industrialotti, gli apparati , i servizi e via dicendo e sotto, insieme ai topi, ci sta la middle class ormai sempre più declassata verso la sua origine proletaria e sub proletaria che non si è mai scrostata dalle mutande. Ma la nave porterà giù tutti. Le scialuppe di salvataggio nel frattempo sono partite già da un pezzo con i superstiti del naufragio , che stanno già da anni beati nelle sedi fiscali straniere USA, Olanda , Irlanda etc.

Buon divertimento.

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L'AUTORE
David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015
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