Ma adesso basta liti: è urgente un Governo di Unità Nazionale, si dia forma a un Comitato di Liberazione Nazionale rappresentativo di tutte le forze del Parlamento, esattamente come avvenne 75 anni fa.
E questo Partendo dalla fondamentale premessa che tutta la politica italiana è senza distinzione di colore atrocemente responsabile di comportamenti omissivi e irresponsabili che hanno portato al dilagare della pandemia stessa. Ora non è ammissibile ma soprattutto estremamente pericoloso per la autorità delle istituzioni e dunque per l’istituzione dello Stato, che in un momento come questo ci sia ancora formalmente l’uomo solo al comando che prende decisioni.
Questa configurazione può suscitare e lo sta già facendo energie anti politiche distruttive.
Non si possono più imporre altre misure straordinarie al paese senza che queste misure non siano frutto di una sintesi politica di un governo di unità nazionale. La cosa è passata per il rotto della cuffia la prima volta non andrà a buon fine la seconda.
E questo è ancora più sensato considerando che la grave situazione in cui il paese si trova non è attribuibile a una parte politica ma è la conseguenze di comportamenti della politica pienamente condivisi e praticati da tutte le forze politiche che via via si sono trovate a governare con alterne vicende nel corso degli anni e che i politici di nuova generazione hanno via via ereditato e portato avanti come un meccanismo automatico di status quo.
La devastazione del Sistema Sanitario Nazionale, sopra ogni cosa paradigma di questo assunto, non è colpa della sola destra ne della sola sinistra ne tantomeno del centro, é una comune grave responsabilità condivisa per decenni dalla intera compagine politica, quella restata in scena, nel suo insieme.
È stata comune incapacità della politica quella di resistere a emergenti nuovi interessi e forze, spesso di natura non elettiva e sovranazionale che hanno stornato risorse dello Stato verso altri settori avviando cosi lo smantellamento innanzi tutto del Sistema Sanitario Nazionale, a cui sono stati tagliati 350.000 posti letto , da quando fu istituito con la legge 833 sotto la presidenza della repubblica di Sandro Pertini, ad oggi.
Quel sistema sanitario se fosse stato a regime all’inizio della pandemia ci avrebbe permesso di arginare e attraversare la crisi pandemica mondiale senza che essa producesse la catastrofe socio economica.
È concepibile avere soli 5000 posti di terapie intensive in una nazione di 60 milioni di abitanti come aveva l’Italia a marzo 2020? E nello stesso tempo permettersi, questa stessa nazione sguarnita di un presidio vitale come un adeguato numero di terapie intensive ogni 100.000 abitanti, di comprare 14 miliardi di euro di cacciabombardieri F35? Rispondete alle vostre coscienze.
Nessuno nè a destra nè a sinistra ne al centro, mentre si adoperava per acconsentire a questo mostruoso acquisto di armi, di cui ho citato solo una parte, si è però battuto dal 2005 in poi per mettere in atto il Piano Pandemico nazionale, adottato quando l’Italia, dopo che il segnale lanciato dalle epidemie di Ebola e Sars, aveva chiarito che la moltiplicazione esponenziale della quantità e della velocità dei trasporti, prodotto dalla Globalizzazione, avrebbe scatenato infine una pandemia come quella che stiamo vivendo, e di cui non si sapeva con certezza quando sarebbe arrivata ma non se fosse arrivata cosa che invece era cosa certa, fu chiamata dall’OMS insieme a tutti gli altri stati del Mondo a prepararsi a uno scenario pandemico catastrofico
L’OMS, tutto nero su bianco, come ho documentato nei miei precedenti articoli tutti linkati alla fine, fece uno studio da cui emerse che pochissimi sistemi sanitari occidentali erano adeguati e che bisognava urgentemente prepararli in visione di una Pandemia e che le spese per adeguarli sarebbero state nulla rispetto ai costi spaventosi della crisi economica che avrebbe generato la pandemia se avesse trovato gli Stati impreparati, i quali avrebbero pagato allora, come stiamo vedendo ora, un costo che sarebbe stato centinaia di volte superiore.
Tutta la politica, tutti voi, da destra a sinistra da sinistra a destra sempre passando per il centro, avete ignorato questi reiterati richiami. Nè consulenti o direttori scientifici della sanità nello Stato si sono mai dimessi per protestare che ciò non fosse ancora stato fatto. Ma non avete mai ignorato invece i richiami ad aumentare le spese militari anno dopo anno senza requie. Come mai avete sempre sentito necessario preparavi alla guerra spendendo decine di miliardi di denaro pubblico, ma avete metodicamente ignorato l’annuncio a preparare il paese ad affrontare la pandemia che l’OMS aveva annunciato imminente?
Il fatto che questo stesso tragico schema di suicide omissioni e irresponsabilità si sia ripetuto in tutto l’occidente non attenua certamente quello che accade in Italia, ma lo aggrava, come è evidente. Forse non è a caso che a capo della commissione europea abbiamo l’artefice di un massiccio aumento delle spese militari tedesche, non del sistema sanitario, la adorabile signora Ursula Von der Leyen quando era ministro della difesa.
Tale piano pandemico era l’estintore che doveva trovarsi appeso alle pareti dello Stato Italiano , e degli altri stati europei, strumento necessario per spegnere il fuoco al suo principiare. Ma quando il fuoco divampò gli estintori non c’erano. Non erano stati messi da nessuno di coloro che via via arrivati al Governo ne erano perciò giuridicamente responsabili.
Da nessuno a destra, da nessuno a sinistra, da nessuno al centro.
Se la classe politica ora non vuole trovarsi da destra a sinistra spazzata via da una enorme onda di torbidi popolari e non, che si faranno più via via cattivi man mano che crescerà la tensione sociale con il peggiorare della situazione socio sanitaria ed economica, e in cui, come potremmo stare vedendo in Francia in queste ultimissime ore, potrebbero entrare a gamba tesa, con scopi di destabilizzazione, oscuri attori di cattive partite giocate alle periferie dei grigi contorni della geopolitica, e che non si saprebbe bene dove potrebbero andare a parare, attui immediatamente un Governo di Unità nazionale che non offra nessuna aderenza, per il solo fatto di esistere, a questi scenari.
Per tutti questi motivi e per altri ancora è assolutamente necessario che tutti i partiti siano ammessi a determinare le decisioni che devono tirare fuori il paese dalla catastrofe incombente.
Democrazia Cristiana e Partito Comunista, feroci avversari ideologici , governarono, ciò nonostante, fianco a fianco nel Comitato di Liberazione Nazionale e poi scrissero insieme la Costituzione italiana. Non ci sono altri modi che questo di fare politica in situazioni emergenziali di questa portata.
Tenere l’opposizione all’opposizione in questo momento significa spendere le già magre risorse ed energie psichiche, morali ed intellettuali della politica italiana nello sterile e arido scontro politico mentre il paese va alla deriva.
Lo scontro deve essere trasformato d’ufficio in incontro, l’opposizione deve essere ammessa in questo momento di crisi alla piena partecipazione a governare la Crisi, e ad assumersi con ciò davanti al paese le responsabilità delle decisioni che usciranno da tale di governo di unità nazionale, che non può prendersi invece se lasciata fare nient’altro che l’opposizione e che, esclusa dalle decisioni necessariamente delegittimerà davanti ai milioni di italiani che rappresenta, perché l’esclusione dalle decisioni altrimenti delegittimerebbe la loro leadership davanti ai cittadini che rappresenta, tutto ciò aumentando il livello entropico, disordinante, della situazione. Non possiamo permetterci queste cose sulla pelle del paese.
La politica che in tutto il suo arco ideologico è coralmente responsabile dello sfascio infrastrutturale di un paese nominalmente ottava potenza economica mondiale, a cui pero crollano viadotti autostradali in piena ora di punta, facendo morti come una bomba, o di terrorismo o di guerra, ora deve imperativamente compiere quella V che sogna di vedere nella ripresa economica, nel voltare pagina, facendo un reset delle inveterate abitudini che sono diventati vizio. Non ci sarà quella V nel rimbalzo economico se non si realizzerà prima nell’inversione della tendenza politica degli Ego-ismi.
Non esiste altra strada che un Governo di Unità Nazionale, oggi. Il folklore in politica in questo momento si paga in morti, in centinaia di morti a settimana e alle medie distanze con il fallimento dell’Italia.
Gli apparati di partito, occasione storica, oggi possono attraverso un Governo di Unità nazionale, emendarsi dalle pesanti responsabilità di questa catastrofe che stiamo vivendo che tutti indistintamente e storicamente hanno sulle spalle.
È imperativo trasformare a partire dalla dichiarazione di un Governo di Unità nazionale, come base di una rinascita, questa crisi in una opportunità di voltare completamente pagina nella infantile tradizione della politica italiana o saremo perduti.
Se il paese vedrà un governo di unità, in cui gli Ego–ismi o ismi dell’Ego , coltivati dalla spettacolarizzazione della politica e rilanciati da una stampa triviale, e corresponsabile negli anni delle colpe della politica, per aver sempre lavorato per gli eletti invece che per gli elettori, verranno finalmente gettati alle ortiche, dove meritano di stare, il paese reagirà nel sostenerlo e usciremo certamente fuori dalla crisi con un paese resettato pronto ad affrontare il XXI secolo.
Siamo un paese fino ad oggi che si è incancrenito nelle guerre civili di tutte le intensità possibili, fin dalla battaglia di Azio fra Ottaviano ed Antonio, e forse ancor prima, e abbiamo attraversato la storia fra faide. Ma quando oggi si arriva in una terapia intensiva, infermieri e medici siano essi di destra che di sinistra o di nessuna religione politica, tenteranno di fare tutto, a costo della loro stessa vita, come stanno facendo, per salvare la persona che hanno davanti senza chiedergli di che partito è.
La politica non può essere da meno di questi cittadini che stanno lottando fianco a fianco per uno scopo senza colore politico, la salvezza, perché ora è in gioco questo, e non tanto salvezza dal virus quanto soprattutto dalla reazione irrazionale delle società che stanno andando nel panico.
E ora di tirare fuori ognuno il meglio che c’è in voi, è la vostra enorme occasione di riparare i gravissimi danni che senza nessuna distinzione di colore politico avete fatto fino ad oggi governando ora gli uni ora gli altri.
Se non sarete capaci di questo passaggio epocale non illudetevi di riuscire a risolvere nulla di questa crisi di cui portate storicamente la piena responsabilità per non avere adeguato l’Italia a norme scritte decenni fa proprio per evitarla, ma anzi per averla persino peggiorata.
Ora alla politica Italiana si apre la possibilità irripetibile di riparare queste gravissime responsabilità innanzi tutto davanti alla storia ancor prima che davanti a un tribunale dove qualcuno dovrà necessariamente essere chiamato a rispondere dei 40.000 morti, per adesso, e del disastro economico.
Ascoltate bene un’ultima volta: Governo di Unita Nazionale subito.
Non si può escludere dalle decisioni vitali una parte di un equipaggio di una nave nella tempesta, senza scatenare a bordo una tempesta umana peggiore di quella naturale. Governo di unità e portare in salvo l’Italia.
Non è rimasto molto tempo da sprecare.
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