Dubbi e certezze sulla guerra dell’ISIS contro l’Europa

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26/03/2016 Attilio De Alberi

Di nuovo, come nel caso degli attacchi di DAESH a Charlie Hebdo e a Parigi il modus operandi dei servizi di sicurezza sia francesi che belgi fa nascere non pochi dubbi. Tuttavia rimangono alcune certezze geopolitiche non esattamente rassicuranti.

   In un’Europa sconquassata dopo i recenti attentati di Bruxelles, dopo il lutto e la paura iniziali, vari analisti si sono scatenati nel tentativo freddo di capire cosa veramente è successo e continuerà probabilmente a succedere. Uno di questi, inevitabilmente, è Giulietto Chiesa, giornalista, un tempo inviato per La Stampa e L’Unità da Mosca, ma ora anche politico. Tra le sue recenti iniziative l’associazione “Alternativa” e la creazione di una rete di controinformazione: Pandora TV.

   Secondo Chiesa, dietro gli attacchi di DAESH in Europa potrebbe esistere una vera e propria “Strategia della Tensione”, simile a quella a cui abbiamo assistito in Italia negli Anni di Piombo, quando dietro episodi terroristici sia di matrice fascista che brigatista si muovevano servizi segreti deviati nostrani e americani con lo scopo di destabilizzare il Paese e ottenere certi fini politici. L’obiettivo, ora, sarebbe destabilizzare l’Europa. In questo momento storico si cerca di terrorizzare i popoli europei, che sono giustamente terrorizzati, per poi quindi imbrigliare i nostri governi in una certa direzione geopolitica.

La finalità ultima di questa strategia sarebbe, secondo Chiesa “una maggiore dipendenza dell’Europa dal suo protettore storico: gli Stati Uniti d’America”.

Nei confronti degli attacchi a Bruxelles lei sembra sposare le teorie complottistiche che sono state lanciate sull’attacco a Pearl Harbor o su quello alle Torri Gemelle: gli americani sapevano in anticipo quello che stava per succedere, ma hanno, come minimo,  permesso che avvenisse per fini geopolitici.

Queste teorie hanno una loro validità storica suffragata anche da dati inconfutabili, ma non riconosciuta ufficialmente. Circolano sul web dove hanno un discreto successo, ma sono note a un numero infinitesimale di persone tra il pubblico. Personalmente cerco di concentrarmi su quello che so essere vero al 100%. Per esempio sul fatto che l’edificio n 7 del WTC è crollato nel pomeriggio dell’11/9 senza essere stato colpito da nessun aereo. Per esempio nessun aereo ha colpito il Pentagono.

Bene, andiamo con ordine. Pochi giorni dopo gli attacchi a Parigi il NYT rivelò che la sindaco di Molenbeek aveva ricevuto una lista di potenziali terroristi tra i quali i fratelli Salah e l’architetto della strage. La lista venne passata al Ministero degli Interni, ma, spiegava il NYT, a causa della frammentazione etnico-linguistica presente in Belgio e la susseguente mancanza di coordinazione tra i servizi di sicurezza non se ne fece nulla. Questo schema sembra ripetersi.

Certamente c’è stata un’enorme inefficienza e sotto certi aspetti una sospetta incapacità. La prima cosa che mi viene in mente a riguardo è il fatto che un mese fa c’è stata un’esercitazione con 150 attori/comparse e 150 agenti nel metrò di Bruxelles, e proprio nella parte del tunnel dove poi è avvenuto l’attentato reale: uno studio virtuale sugli effetti di un’eventuale esplosione. Ciò è sbalorditivo: vuol dire che le forze di sicurezza avevano previsto dettagliatamente l’attacco.

Altre ‘strane’ coincidenze?

Il fatto che due sbandati, senza né arte né parte, praticamente analfabeti ti vanno a fare un attentato esattamente nello stesso punto dove si era fatta una prova di emergenza. Domandiamoci: quali sono le probabilità reali di un fatto del genere?

Isis: caccia ai boia europei,un gallese e due francesi

Nell’infografica realizzata da Centimetri la mappa dei Paesi di provenienza dei combattenti stranieri dello Stato Islamico.
[Credit: ANSA/CENTIMETRI]

D’altronde nel caso dell’attacco all’aeroporto di Bruxelles sappiamo che due persone hanno tranquillamente preso un taxi per andare a farsi esplodere: sembrerebbe un’operazione piuttosto facile, almeno in superficie. Al limite chiunque di noi potrebbe farsi una bomba in casa e andare a una stazione o aeroporto e farsi saltare in aria.

In realtà noi, il pubblico in generale, non sappiamo come funzionano esattamente certe cose. Certo: un matto qualsiasi potrebbe fare una cosa del genere.

Quindi dove sta il vero problema?

Il fatto che tutte queste persone implicate negli attentati fossero dei pregiudicati. Dopo il 13 novembre (data attacchi a Parigi n.d.r) tutti coloro implicati negli attentati dei giorni scorsi erano in una lista conosciuta ai servizi di sicurezza sia belgi che francesi. Quindi una mattanza. o mattana, random non si può prevenire, ma questo caso è ben diverso.

Sta parlando di normali operazioni di sorveglianza?

Certo ed è proprio questo che non è stato fatto da entrambi i servizi.

Allora perché i servizi segreti e di sicurezza non si sono mossi in questa direzione?

Lo dico chiaro: perché nell’ambito dei servizi ci sono dei complici. Tutto il resto sono favole per bambini. La storia dei terroristi che vanno in taxi a fare un attentato e poi quella del terzo uomo che lascia una borsa e se ne va non sta proprio in piedi. E’ come parlare degli asini che volano.

Perché?

Un kamikaze non scappa. E non sappiamo nemmeno se sono morti. Potrebbero benissimo non esserlo affatto.

Parliamo del nesso tra questa “inefficienza” e il tentativo di mantenere l’Europa sotto la protezione storica degli USA.

Anche qui, come nel caso dell’analogia con l’11 settembre, la maggior parte della gente non capirebbe. La gente non riesce a vedere questo nesso. Tutti si concentrano su DAESH e sul terrorismo e basta.

Allora quale sarebbe la sua “strategia informativa”?

Semplice: concentrarsi sui fatti noti.

Quali?

Innanzitutto il fatto che DAESH è un’organizzazione militare che è stata messa su con soldi provenienti dall’Arabia saudita e con l’aiuto militare e organizzativo della Turchia. Quindi dovremmo chiedere conto degli attentati in Europa a quelli che sono i nostri alleati.

Ci sembra utile la Turchia in questo momento.

Infatti. Poi vediamo la signora Merkel, o Renzi o Hollande, pronti a considerare la richiesta turca di entrare nella UE. Ma sono impazziti? Una richiesta da quelli che aiutano il terrorismo?

La Turchia è anche un alleato chiave della NATO.

Sì, ma, tra l’altro sta entrando in collisione con la Russia e questo è pericolosissimo. Dovrebbe esserci una riunione degli stati europei a Bruxelles e si dovrebbe agli USA: noi non vogliamo la Turchia nella NATO, perché è un pericolo politico-militare per il continente.

E che fare con l’Arabia Saudita?

Poiché i servizi segreti europei sono strettamente legati a quelli americani, bisognerebbe chiedere perché non hanno fatto un’opera di “convincimento” nei confronti di quelli sauditi. Questo paese, che, come la Turchia, non esito a definire “stato canaglia” sta diventando un centro di sovversione mondiale. A parte la collusione con DAESH e con certi gruppi terroristici in Siria, cito il continuo bombardamento, soprattutto di civili, in Yemen, il tentativo di destabilizzazione in Libano, ha intenzioni bellicose verso l’Iran.

Mi sembra di capire che tu sia critico anche di una certa ignoranza o ingenuità da parte dei media su fatti così gravi.

Vado oltre. C’è proprio un fallimento dal punto deontologico. Il caso più eclatante è scoprire che il filmato dell’attacco nell’aeroporto di  Bruxelles era invece quello dell’attacco in un aeroporto russo anni fa. Fossi io, licenzierei tutti i responsabili in tronco.

Visto che si parla di dominanza americana come vede Sanders? Potrebbe cambiare la rotta dell’Impero?

Fino a un certo punto. Ci sono poteri molto più forti al di sopra di chiunque sia seduto alla Casa Bianca. In ogni caso la vera competizione finirà per essere tra Trump e la Clinton, a meno che il Partito Repubblicano riesca a liberarsi del miliardario di New York.

Qualche preferenza tra Trump e Hillary?

Fermo restando che Trump è solo un idiota, rimane il fatto che, paradossalmente, ha un’attitudine più isolazionista e quindi, teoricamente, potrebbe interrompere la politica aggressiva USA che abbiamo visto applicare direttamente o indirettamente, cioè per interposto stato, in Libia, nel Medio Oriente e in Ucraina. La Clinton sarebbe peggio di Obama da questo punto di vista.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.

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