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Schiavi a 6,50 euro l’ora: un salto nella “periferia” del lavoro

Postato il Settembre 22, 2015 Davide Marciano 0

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Dico la verità: nel guardare la puntata di domenica sera di Presa Diretta dedicata al mondo del lavoro ho pensato che il buon Riccardo Iacona stesse un po’ estremizzando la sua narrazione andando a prendere situazioni al limite che, in tutta franchezza, ci sono sempre state. Mi sono sbagliato di brutto e sono stato costretto subito a ritrattare la visione dei fatti di cui mi ero auto convinto. Tutto nel giro di poche ore, dalla sera alla mattina.

Da poche settimane ho cambiato casa, trasferendomi a Torino, e mi sono visto “costretto” a cercare l’aiuto di una domestica per ripulire l’appartamento che, tra parentesi, è anche il mio “ufficio” in cui mi guadagno da vivere scrivendo per il web. La mia offerta si sostanzia in un lavoro occasionale, da svolgersi una volta sola intanto che mi sistemo meglio e trovo la mia giusta dimensione tra le nuove quattro mura. Ho inserito l’annuncio su un noto portale, pensando di fare fatica a trovare qualcuno disposto a guadagnare, nella migliore delle ipotesi, 20-30 euro. Ignaro del mercato, non ho imposto un prezzo ma ho chiesto di rispondere indicando una tariffa oraria.

Non ho creduto ai miei occhi quando, nel lasso di una manciata di minuti, la mia casella di posta elettronica è stata letteralmente bombardata di messaggi. In circa due ore ne ho ricevuti almeno settanta e, senza che lo chiedessi, si è scatenata un’asta al ribasso al limite del paradossale: alcune aspiranti collaboratrici sono arrivate a proporsi per 6 euro e 50 l’ora pur di accaparrarsi il lavoro. Gente che scrive, rispondendo a me come a chissà quanti, da ogni dove ed è disposta a spostarsi da una parte all’altra della città, persino dai paesi della cintura: ovviamente senza nemmeno osare chiedere un rimborso, tutto compreso nel modico prezzo. Con appena 13 euro, volendo speculare, mi sarei assicurato la completa pulizia della mia piccola casetta che, in un paio d’ore, si riassetta facilmente.

Scorrendo un campione di curricula – settanta in una mattinata sarebbero troppi anche per il miglior responsabile aziendale delle risorse umane – ho trovato uno spaccato di un mondo su cui i riflettori insistono poco: c’è Manuela, 35 enne e referenziata; c’è Maggy, che precisa di essere italiana e di aver già svolto questo lavoro per tanti anni; c’è Julia, che in Moldavia ha lavorato come maestra di scuole elementari e qui a Torino si arrangia come può; c’è Valeria che, scopro, vive a poche centinaia di metri da me. Pensavate che le pulizie domestiche fossero un lavoro per sole donne? Macchè! Almeno una dozzina dei candidati sono uomini: si va dall’over 55 disoccupato con famiglia che si offre, domandando se il suo sesso è un problema, fino al 19enne appena diplomato che vuole “guadagnare qualche soldo per aiutare a casa”. E poi: camerieri con esperienze all’estero, operai giovani e meno giovani, persino studenti universitari.

Colgo l’occasione di questo spazio pubblico per ringraziare tutti quanti mi hanno dedicato pochi minuti del loro tempo: purtroppo molti curricula non sono stati nemmeno aperti, proprio perché troppi. Sono imbarazzato perché tante volte è successo a me e ci sono rimasto male.

Mentre leggevo e disegnavo tutte le storie che si materializzavano sul monitor del mio pc, sfogliavo distrattamente i giornali con il faccione di Renzi e i soliti dibattiti sulla ripresa, sulla disoccupazione che cala e sull’ottimismo per il futuro. Poi c’è il mantra delle “riforme” e degli aut aut del premier a Grasso dalla Direzione del PD: tutti fatti, questi, che sicuramente incideranno significativamente sulla vita dei lavoratori che mi hanno scritto (sic!). Immaginate tutta questa platea di persone che saluta con gioia la fine del bicameralismo perfetto ed il Senato delle Regioni! La standing ovation per la Boschi e per Verdini è già pronta.

Mi sono sentito quasi in colpa nel dover scegliere chi chiamare per un’operazione che, fondamentalmente, penso sappiano fare il 99% di coloro che si sono proposti. E’ il capitalismo, bellezza! Qualcuno potrebbe obiettare: rende tutti interscambiabili, trasforma l’essere umano in merce che si (s)vende al minor prezzo possibile. Ammazza che cosa siamo diventati, al netto delle manfrine sui diritti che ci propinavano all’Università.

Alla fine ho dovuto decidere e, nel dubbio, ho “premiato” (se così si può dire) la studentessa a cui manca poco per la laurea. Ho voluto fare una scelta “politica”, aiutando idealmente i giovani che cercano di barcamenarsi all’Università senza il supporto di mamma e papà e con lo stato (scritto volutamente con la lettera piccola) inesistente. Questo per ammiccare a chi ritiene che la politica si faccia tutti i giorni, quando si fa la spesa o si affronta la quotidianità, e non solo nei salotti buoni delle intellighenzie varie.

Nel frattempo, mentre butto giù queste poche righe, su Repubblica c’è in bella mostra il Ministro del Lavoro Poletti che, per l’ennesima volta, esprime la volontà di procedere verso la riforma delle pensioni, accompagnata dall’arrivo di un sussidio per i disoccupati: una promessa, questa, che va avanti da anni e che ci continua a relegare tra i Paesi meno civili in Occidente in quanto a redistribuzione della ricchezza. Chiudo infastidito il browser, guardando per un attimo al Paese reale. Nel limbo del lavoro precarizzato e sporadico non esistono “tutele crescenti” né Jobs Act che tengano. I sindacati al massimo compaiono in tv e dei miracoli economici paventati a reti unificate non si scorge nemmeno l’ombra. Quaggiù, nell’Italia che nessuno vuol vedere, servirebbe solo un po’ di buon senso, giusto per impedire alla gente di offrirsi per 6,50 euro l’ora ed attraversare in auto o su un pullman un’intera città!

#crisi#disoccupazione#giovani#lavoro#schiavitù

Pubblicato da

Davide Marciano

Sono venuto al mondo nel sempre più lontano 1990. Nel sangue, fin da piccolo, la passione per la scrittura che si è sposata irrimediabilmente con la rete. Laureato in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, sono “nato” come giornalista prima di avvicinarmi progressivamente al web. Collaboro per diverse testate online fra cui IlVescovado.it e Blasting News. Mi occupo di svariati temi, in particolare di economia, pensioni, tasse, lavoro e politica. Blogger nel Dna, nel 2014 ho fondato AffariMiei.biz. Dopo un quarto di secolo trascorso in Costiera Amalfitana, mi sono trasferito a Torino nella seconda metà del 2015, continuando a bloggare sotto la Mole.


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