Come rimanere emozionalmente maturi durante una crisi

Aprile 20, 2020
Attilio De Alberi
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Molte persone soffrono regolarmente di apprensione. Potrebbe trattarsi del timore di ammalarsi e morire, o potrebbe essere la paura di una rovina finanziaria, o potrebbe essere il sospetto che gli altri finiscano per umiliarci con le loro dicerie contro di noi.

Uno dei suggerimenti di fronte a tale apprensione potrebbe essere quello di andare da uno psicoterapista che finirebbe per calmarci. Gli psicoterapeuti sarebbero in grado di farci capire che i nostri timori in realtà vengono dal nostro mondo interiore più che dal mondo esteriore.

Secondo The School of Life, il centro britannico di studi filosofici e psicologici, grazie alla psicoterapia impariamo a distinguere, appunto, il mondo interiore dal mondo esteriore. Se il primo può essere caratterizzato da timori ed apprensioni, il secondo può rivelarsi in realtà molto più positivo e quindi più facile da affrontare.

E’ importante capire che questa distinzione tra mondo interiore e mondo esteriore potrebbe ricondursi alle nostre specifiche esperienze durante l’infanzia. Alcuni di noi hanno avuto un’infanzia assai poco felice e piena di turbamenti. E questo ci può condurre a continuare a vedere la vita in maniera negativa, anche da adulti.

Uno psicoterapista è in grado di farci capire qual è il pregiudizio di fondo che influenza la nostra percezione del mondo e che da adulti possiamo invece liberarci di tanti demoni interiori ed accogliere la vita con molta più positività e speranza. Il “disastro” è avvenuto molto tempo fa, ed il presente (di adulto) può essere molto diverso e decisamente più ottimista.

Purtroppo alcuni di noi possono essere veramente sfortunati durante la loro esistenza e gli eventi negativi che li colpiscono li portano a non tenere in considerazione le voci rassicuranti che provengono dagli altri, psicoterapeuti inclusi. Potrebbero trovarsi di fronte ad una malattia mortale, o capire che, nonostante il continuo lavaggio delle mani, sono vittime di un germe capace di ucciderli, o che pur avendo avuto il coraggio di esplorare la loro sessualità, persone nemiche sono intenzionate ad umiliarli proprio per averlo fatto.

In situazioni di tale sconforto e confusione una persona potrebbe anche rinunciare alla psicoterapia, convinta che non ci sia via di uscita da un mondo così negativo. Quindi tutti i tentativi di raggiungere un minimo stato di calma fallirebbero.

Ma nonostante tutto, coloro che sono vittime di tale stato, soprattutto interiore, potrebbero sforzarsi a raggiungere un certo livello di saggezza. I mali che provengono dal mondo esteriore magari non possono essere evitati, ma, al tempo stesso, si dovrebbe comprendere che la psicoterapia non li annulla, ma ci aiuta ad affrontarli mentalmente – compresa la morte stessa.

E’, alla fin fine, di grande importanza comprendere che c’è modo e modo di affrontare le problematiche del mondo reale. Non tutti si fanno prendere dal panico. Ci sono invece quelli che ne eliminano le conseguenze secondarie, specificatamente a livello mentale.

In particolare, coloro che sono vittime di una vita interiore assai agitata potrebbero e dovrebbero tenere conto di due cose.

Queste persone magari credono che non ci sia alcuna via d’uscita dalla situazione disastrosa in cui si trovano. Anche se è vero che il mondo esteriore può essere molto negativo – e, per esempio, basta pensare all’attuale pandemia di coronavirus – è il nostro mondo interiore che vi aggiunge terrore psicologico. Una situazione grave non significa necessariamente la fine di tutto.

In questo contesto può essere di aiuto ricordare gli sforzi compiuti da un genitore gentile ed amabile di fronte alle nostre preoccupazioni infantili: il tenerci in braccio, il coccolarci con voce dolce, il farci capire che ci può essere una soluzione di fronte a disastri come, per esempio, il rompersi di un giocattolo a noi molto caro.

Una volta diventati adulti questo ricordo può essere prezioso per capire che può esserci una via d’uscita dalle nostre problematiche reali. Ed anche se non ci fosse, il ricordo di quella voce parentale ci può portare a pensare che tutto andrà comunque bene. Lo stesso vale per la possibilità di morire, se magari ricordiamo come un nostro genitore l’ha affrontata con una certa dose di serenità.

La seconda cosa da considerare è come affrontare il pensiero che ci meritiamo le disgrazie di cui siamo vittime. L’idea di fondo è che le meritiamo perché siamo persone cattive, come se tali disgrazie fossero una forma di verdetto nei nostri confronti.

Di fronte a questo modo di pensare bisognerebbe invece che possiamo continuare ad essere persone che meritano amore, nonostante gli eventuali disastri che ci colpiscono, e che potremo sopravvivere. Di nuovo, tutto sta nell’interpretazione mentale degli eventi negativi.

Bisogna quindi capire come la filosofia e la psicologia possano esserci di aiuto di fronte alle avversità della vita. Queste a volte sono inevitabili, ma non è necessario aggiungervi pensieri negativi e persecutori. E’ importante anche saper consolare sé stessi con quella voce affettuosa dei genitore che sa calmare il bambino spaventato che eravamo, e che, sotto un certo aspetto, tuttora siamo.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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