Come trovare un lavoro soddisfacente

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23/07/2020 Attilio De Alberi

A parte i disoccupati, non tutti quelli che lavorano sono soddisfatti della propria attività. L’idea che un lavoro possa essere soddisfacente, oltre ad essere dolorosamente necessario, è una recente invenzione. Oggigiorno non ci aspettiamo soltanto di guadagnare denaro attraverso il nostro lavoro, ma anche di trovare più o meno una certa dose di significato e di soddisfazione. Questa attitudine ci aiuta a spiegare perché molte persone si trovano in uno stato di insoddisfazione rispetto alla propria carriera.

Secondo The School of Life, il centro britannico di studi filosofici e psicologici, ci sono sei idee che possono aiutarci nella nostra ricerca di un lavoro appagante.

La prima consiste nell’accettare l’esistenza di una certa confusione nella nostra carriera lavorativa. Innanzitutto bisogna tenere presente che mentre nel mondo preindustriale esistevano all’incirca 2000 mestieri disponibili, oggigiorno si stima esista un mezzo milione di diverse opzioni lavorative. Uno dei risultati di ciò è che siamo così ansiosi di fare la scelta sbagliata che magari finiamo per non fare alcuna scelta. Gli psicologi chiamano questo “il paradosso della scelta”, una forma di paralisi che nasce proprio dall’esistenza di troppe scelte. In questo contesto, dovremmo capire che una certa confusione è naturale e che il timore assolutamente normale. Però, al tempo stesso, non dobbiamo permettere ai citati sentimenti di far naufragare le nostre scelte per sempre.

La seconda idea è quella di conoscere sé stessi. Questa è una delle più antiche raccomandazioni filosofiche, e bisogna tenere in conto che essa ha una particolare rilevanza nel campo delle nostre carriere. Per la maggior parte delle persone il sapere cosa vogliono non nasce spontaneamente. Ciò non significa che non hanno gusti o inclinazioni particolari, ma semplicemente che non conoscono questi elementi chiave in maniera abbastanza chiara. Questo può essere relativamente pericoloso perché ci pone alla mercé di quelli che invece hanno le idee ben chiare. Per risolvere questa problematica bisogna imparare ad ascoltare noi stessi, e mettere l’aspetto del denaro da parte, almeno per un po’ di tempo. Questo perché il panico finanziario spesso uccide tutto il dialogo con gli aspetti più autentici ed appassionati della propria natura interiore. La soluzione chiave è quella di elencare, senza però essere troppo logici o analitici, tutte le cose che abbiamo mai fatto o amato fare. Questo può portarci, col tempo, a scoprire, e quindi capire, quale è il nostro futuro ed ideale tipo di lavoro che possiamo svolgere.

La terza idea è quella di pensare molto. Ci vuole un bel po’ di tempo per riflettere a fondo su quale può essere la carriera giusta da scegliere. Il concetto è quello di assicurarsi di non continuare ad essere intrappolati in un lavoro che magari abbiamo scelto quando eravamo degli adolescenti. Dobbiamo essere generosi con noi stessi in questo processo di ripensamento.

La terza idea è quella di provare a fare una scelta. In questo processo non basta riflettere, ma sono anche necessari dei dati. Possiamo anche provare a vedere cosa può andar bene per noi magari impegnandoci in qualche forma di volontariato. L’idea è di esplorare altre opportunità al di là del lavoro che stiamo già svolgendo.

La quarta idea è quella di riflettere su cosa rende le persone infelici. Alla fin fine bisogna capire che ogni lavoro è un servizio che offriamo agli altri. Se riusciamo a capire qual è la fonte di infelicità nelle persone, riusciamo anche a capire quali possono essere le opportunità di lavoro che ci possono invece rendere soddisfatti ed alla fin fine felici.

La sesta idea è di essere in qualche maniera sicuri di sé. Bisogna riflettere sul fatto che la differenza tra il successo ed il fallimento è a volte rappresentata dal coraggio di fare un tentativo in una certa direzione. La capacità di immaginare noi stessi in un certo ruolo non significa dover chiedere agli altri il permesso di tentare di coprire quel ruolo. Molte delle posizioni al top vengono prese da persone che hanno semplicemente, e con una certa audacia, chiesto di poterle coprire. La mancanza di sicurezza in noi stessi è alla fin fine la mancanza di capire il modo in cui il mondo funziona. E’ quasi una forma di feudalismo interiorizzato secondo la quale crediamo che solo certe persone, ma non noi stessi, hanno il diritto prestabilito di ottenere certe cose. Ma ciò non è vero. Molte cose si rivelano in realtà possibili, quando usciamo da uno stato di timidezza e di dubbio. Dobbiamo quindi, grazie alla fiducia in noi stessi, prendere una serie di passi verso un lavoro di cui non ci rammaricheremo quando siamo vicini alla morte.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.

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