Coronavirus: alcune riflessioni

Marzo 26, 2020
Attilio De Alberi
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Attualmente, a causa della diffusione del Coronavirus, ci troviamo impantanati in una forma di incubo giornaliero, soprattutto in Italia, anche se, secondo le più recenti informazioni tale diffusione sta raggiungendo livelli molto elevati anche in altri paesi d’Europa, soprattutto la Spagna, ed ora anche negli Stati Uniti. E’ chiaro che le misure intraprese da vari Paesi per evitare la diffusione del virus cominciano a funzionare – il modello cinese lo conferma – e quindi si prevede che, dopo che è stato raggiunto il picco della pandemia, si tornerà gradualmente alla normalità.

C’è da notare che al di là degli effetti negativi legati alle restrizioni sugli spostamenti e sui contatti diretti tra le persone, ed anche al di là delle gravi conseguenze economiche della pandemia, esiste anche un effetto positivo del fenomeno: la riduzione delle emissioni di CO2 che la riduzione negli spostamenti sta generando. In poche parole, l’aria è ora più pulita. E visto gli effetti delle emissioni di Co2 sui cambiamenti climatici questo è un effetto positivo.

Ma al di là delle conseguenze negative, ma anche positive, dal punto di vista dell’ambiente, del Corona Virus, quello che è importante prendere in considerazione è lo stato d’animo che ognuno di noi, costretto a passare la maggior parte del tempo in casa, vive.

E’ chiaro che le restrizioni sugli spostamenti individuali possono provocare uno stato di frustrazione in ognuno di noi. Quindi, da questo punto di vista può essere utile un approccio psicologico e, se vogliamo, filosofico alle problematiche individuali che l’attuale stato delle cose può provocare.

La prima considerazione da fare è ripeterci il noto detto popolare italiano noto come “La pazienza è la virtù dei forti”. Secondo le previsioni scientifiche e pratiche legate alla diffusione del virus si sa che prima o dopo questo incubo finirò e potremmo tutti ritornare a vivere una vita normale e quindi potremo continuare a frequentare liberamente e tranquillamente amici, parenti e conoscenti. Quindi bisogna semplicemente aspettare con calma che questa situazione così delicata si risolva positivamente.

Armati di pazienza dobbiamo poi organizzare il nostro tempo nell’attuale stato di costrizione in cui ci troviamo. Possiamo quindi decidere di dedicarci di più a cose che magari prima facevamo di meno: cucinare, curare la nostra casa, leggere, ascoltare musica rilassante, goderci la visione di film e di serie televisive possibilmente comiche anche grazie a You Tube.

Vale la pena sottolineare la parola “comiche”. Infatti, vista la situazione, rivalutare lo humour può essere molto utile. E’ un approccio psicologico utile nei confronti del potenziale stato depressivo che la costrizione alla vita in casa può portare.

Se viviamo con qualcuno, questo stato potrebbe aiutarci ad apprezzare di più e ad approfondire i nostri rapporti umani, e, magari, anche a migliorarli.

Se viviamo soli, al di là della possibilità di curare meglio il rapporto con noi stessi, anche attraverso la riflessione e la meditazione, non dobbiamo dimenticarci che gli attuali mezzi di comunicazione (WhatsApp, Skype, Facebook e Twitter) ci permettono di rimanere in contatto con le persone a noi care, e quindi esiste comunque la possibilità pratica di rompere l’isolamento a noi imposto dal virus.

Altro fatto importante è prendersi cura giornalmente del nostro corpo attraverso un regolare esercizio fisico e, possibilmente anche yoga. Il rapporto tra corpo e mente è essenziale, e poi prendersi cura della nostra respirazione è un altro modo per difenderci dalla possibilità di infezione da virus.

Occuparci di noi stessi in maniera regolare ed approfondita non è una forma di egoismo. Come diceva Gesù Cristo e come ha poi approfondito Eric Fromm nel suo classico volume “L’Arte di Amare”, per poter amare gli altri dobbiamo in primo luogo amare noi stessi. E la solitudine a cui siamo costretti ci permette anche di curarci meglio di noi stessi.

Ironicamente, seguire questo tipo di approccio finirà per migliorare nel lungo termine le nostre vite, e quindi potremmo uscire rafforzati e più sani da questa situazione, e quando tutto sarà finito la nostra vita potrebbe alla fin fine migliorare considerevolmente.

Armiamoci quindi di pazienza, di amore per noi stessi e di auto-organizzazione positiva e teniamoci pronti ad un futuro migliore.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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