Se non segui la Bibbia devi essere ucciso (americanata)

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03/12/2018 Attilio De Alberi 165

Tanto per cambiare, scoprendo certe informazioni la prima cosa che viene da dire è: beh, solo in America. In questo caso la notizia viene da Spokane, laddove il rappresentante repubblicano di estrema destra presso l’assemblea dello stato di Washington Matt Shea, avvocato di 44 anni, se n’è appena uscito con un Manifesto Cristiano nel quale s’invoca l’esecuzione di tutti i maschi che si rifiutano di seguire la “Legge Biblica”.

Naturalmente, come ben si sa, la Bibbia da quando è nata è stata interpretata in svariate maniere, e quindi è importante specificare cosa intende Matt Shea per “Legge Biblica”. Per lui i maschi che supportano il diritto all’aborto ed i matrimoni di persone dello stesso sesso dovrebbero essere, appunto, condannati a morte.

E’ già indicativo il titolo del Manifesto di Shea: “Biblical Basis for War” (“Base Biblica per la Guerra”).
Il documento lungo quattro pagine è in pratica una radicale chiamata (cristiana) alle armi, nella quale, dettagliatamente, si indicano in 14 step come conquistare il potere e cosa fare una volta che si è conquistato.

Chiaramente il manifesto dichiara la sua totale opposizione all’aborto ed alle unioni omosessuali, per poi dichiarare esplicitamente che se il “nemico” non si arrende e non segue la “Legge Biblica” tutti i maschi verranno semplicemente uccisi. A quanto pare (e non si capisce perchè) le donne se ne possono stare tranquille. Un vero cavaliere questo Shea, verrebbe da dire.

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Ozzie Knezovich, sceriffo della Contea di Spokane non ha tardato a reagire, ed ha inviato il manifesto di Shea all’FBI per un’investigazione, notando: “Il documento che ha scritto il Signor Shea non è un progetto da Scuola della Domenica o uno studio accademico. E’ un manuale coerente con l’ideologia e la filosofia operativa del movimento Identità Cristiana/Nazioni Ariane e del Redoubt Movement degli anni ’90”.

Knezovich ha poi aggiunto: ”L’obiettivo di questi gruppi è sempre stato quello di creare una patria bianca che consiste dell’Idaho, del Montana, del Wyoming, dell’Oregon e del Washington State. Le idee presentate nel documento sulla guerra biblica indicano come questi gruppi intendono acquistare il controllo, con la forza, qualora ci fosse un collasso governativo o una guerra civile”.

In pratica, dice Knezovich, le idee di Shea sono coerenti con l’ideologia razzista, anti-semita e fautrice della supremazia bianca nota come Christian Identity che cerca di creare una nazione bianca nel nord-ovest degli USA.

Checché ne dicano rappresentanti della legge e dell’ordine come il citato sceriffo il rappresentante Shea non vede nulla di sbagliato nell’invocare la Legge Biblica e nell’esecuzione di coloro che si oppongono ad essa, ed ha rilasciato pure un video su Facebook nel quale ha difeso il suo manifesto, con affermazioni ridicole secondo le quali verrebbe addirittura perseguitato, e dichiarando che secondo lui gli USA sono veramente una nazione cristiana.

Se, come affermano certe teorie apocrife, il buon Gesù Cristo in realtà non risorse per poi salire in cielo, ma invece si riprese dalle ferite della crocifissione, e poi partì per l’India dove passò il resto dei suoi giorni, probabilmente leggendo il Manifesto di Shea si rivolgerebbe nella tomba.

Ed in ogni caso, a parte le reazioni di Gesù, episodi di questo genere sono perfettamente coerenti con l’atmosfera di razzismo, suprematismo bianco ed intolleranza che caratterizzano l’America nell’era di Trump.

Ecco un video sull’uscita del Manifesto di Shea.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.

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