Perché dovremmo (tutti) smettere di leggere notizie di calciomercato

Agosto 10, 2016
Germano Milite
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Era dal 2012 che non seguivo più le “notizie” di calciomercato, né in estate né a gennaio. Una scelta presa per salvaguardare il mio fegato ed evitare istinti omicidi.

Gli “articoli” di calciomercato, infatti, penso siano uno degli aspetti più deprimenti, squallidi e cialtroni del giornalismo. Probabilmente anche un gradino sotto il mero gossip e di sicuro almeno due spanne sotto le notizie su gattini e bimbi che fanno cose buffe. In questi casi, infatti, chi scrive la (non) notizia, si rivolge al  pubblico consapevole di offrire o spazzatura spegnicervello o emotività a buon mercato per i momenti di intrattenimento. Insomma: è frivolezza pura, che viene vista e presentate come tale, senza pretese di autorevolezza.

Chi invece scrive di calciomercato ed inventa panzane imbarazzanti quanto evidenti, prendendo in giro società sportive, calciatori e tifosi, è un cialtrone che tenta di truffare due volte chi lo legge, travestendosi da professionista ma essendo in realtà un accattone privo di fantasia e dignità.

GIOCATORI O PARTECIPANTI DI UN REALITY?

Lo scempio che si sta consumando ad esempio sulla vicenda Icardi, giusto per citare il caso più eclatante di queste estate, è infatti per molti versi ben peggiore del deficientissimo titolo oramai arcinoto sulle “cicciottelle italiane”, che è costato il posto al direttore Tassi. Un’accozzaglia inutile di articoli basati sul monitoraggio ossessivo dei profili Twitter dell’improbabile Manager Wanda Nara e del suo marito/assistito/cafonal. Un delirio senza ritegno e senso del ridicolo che sta scrivendo le peggiori pagine del giornalismo sportivo italiano, mostrando il lato più vomitevole e sciatto di uno sport ancora incredibilmente popolare che amo, nonostante tutto.

La prima riflessione che mi è venuta in mente leggendo questo bailame di cifre inventate (i 70 milioni di euro di cui parla Gazzetta.it non si capisce quando e come ADL li abbia mai offerti) e questa patetica cronaca twitteriana, è stata: “Ma se sto tizio stecca una stagione? Se, dopo tutto sto teatrino deprimente, si permette di non segnare a valanga e fare un campionato incredibile? Quanto sarà valutato “domani” Icardi? Chi vorrà più acquistarlo? E si parlerà ancora di 60/70 milioni più 6,5 di ingaggio? Considerando che questo giocatore sembra più un partecipante al Gande Fratello che tenta di strappare, insieme al suo manager/moglie, il contratto migliore per una serata al Nabila?

SE L’ETICA PROFESSIONALE E’ FUORI MODA…

Bimbiminkia elevati a super-star e veline che diventano manager e vengono elette a maestre della comunicazione, che avrebbero addirittura delle fini strategie per tenere sotto scacco presidenti e società sportive. Ma sul serio, esimi colleghi, siete così sciocchi (o in malafede) da non aver capito con quanta scarsa professionalità la Nara si è mossa e quanti enormi danni sia d’immagine che economici rischia di fare al suo assistito? E’ tutto così chiaro: prima i mal di pancia per ottenere il rinnovo, dichiarazioni pubbliche di trattative con il Napoli per mettere pressione ai nerazzurri. Muro dell’Inter e successivo tentativo (falso e goffo) del duo per imbonirsi la nuova dirigenza e la tifoseria con fintissimi messaggi di amore lanciati sempre a mezzo Twitter. Il tutto, per cercare di ottenere con le buone il rinnovo immediato che con i ricatti non si era riuscito ad avere. Altro muro dell’Inter sul contratto, che non cede alle pressioni e ribadisc che il discorso rinnovo è da rimandare (ricordiamo che Icardi e moglie non hanno molti problemi ad arrivare alla fine del mese, quindi potrebbero anche attendere con dignità e professionalità qualche mese per veder lievitare i compensi) e sbam: cambio ulteriore di strategia, con nuovi incontri tra intermediari e Giuntoli riferiti pubblicamente.

Se un milionario strapagato, che deve ancora dimostrare quasi tutto, può permettersi di agire senza la minima etica professionale, venendo addirittura giustificato da taluni sempliciotti aspiranti/Trump per il suo comportamento, siamo al punto deprimente di cui ho parlato in questo editoriale.

 I GIORNALISTI E LE TESTATE NON SONO MIGLIORI

E se il duo di avidi/miopi Nara-Icardi non mostra, anche comprensibilmente, l’intelligenza e l’eleganza che pure molti milionari sanno conservare (proprio perché tali e non costretti a trasformarsi in ricchi/accattoni), di sicuro, come detto, non ne esce meglio l’esercito di cronisti e testate che scrivono articoli a caso usando sempre i soliti tre vocaboli/concetti (“Napoli: suggestione Balotelli”, “Colpo Poggibonsi: preso Minkiatovic”, “Fumata bianca per ParòCaz, è del Giarre). Il calciomercato sembra una vera e propria franca dove ognuno può inventare presunte indiscrezioni, voci, trattative e vendere copie su copie (o fare tante visite) parlando praticamente di nulla. E’ tutto il contrario del giornalismo, che non rispetta neppure le regole di base della deontologia, ma è una cosa incredibilmente tollerata e ritenuta normale. Ogni tanto qualche tifoso/lettore protesta per i titoli a caso, le cifre inventate, i nomi riciclati 100 volte ecc…poi però continua a controllare 10 volte al giorno i portali di settore, con la bavetta alla bocca e pronto ad emozionarsi su romanzi malscritti che parlano di ventenni milionari e cafoni, procuratori ingordi e soubrette/manager che si fanno le foto al culo di fronte allo specchio del cesso.

Immaginate (al momento è utopia, lo so), se tutti questi individui venissero progressivamente ignorati, se le bufale di calcio mercato non venissero lette, se ogni tifoso le leggesse non più di una volta a settimana. La produzione di melma e fuffa di sicuro crollerebbe, le Wanda Nara dovrebbero studiare cosa sono management e cura dell’immagine di un professionista, gli Icardi ed i Balotelli non dovrebbero più preoccuparsi soprattutto di creste,  tatuaggi e rolex e ti tornerebbe a fare una cosa bellissima: si parlerebbe di sport, di gioco, di caratteristiche tecniche, di fede calcistica, di veri professionisti.

In ogni caso, proteste a parte, il Milan ha fatto un sondaggio per Messi e al Napoli dovrebbe tornare Careca.

 

L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".
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