La fake news dei cori pro-foibe a Macerata

Pubblicato il 11 February 2018 da Emiliano Rubbi | Per leggere questo articolo ti servono: 4 minuti | 17942
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Nel giorno della grande manifestazione antifascista e antirazzista di Macerata, Matteone Salvini e Giorgina Meloni erano impegnatissimi sui loro social network a cercare di trovare qualcosa per indignare le scimmiette che li seguono ed aizzarle contro “i violenti dei centri sociali”.

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Ma purtroppo, anche se c’erano quindici/ventimila persone in piazza, da Macerata seguitavano a non arrivare notizie.
Nulla, neanche una vetrina rotta o un cassonetto bruciato (e si sa che i fascistelli ci tengono moltissimo ai cassonetti e alle vetrine: se un nazileghista spara a 6 persone innocenti è un “eroe patriota”, ma se spacchi una vetrina sei un maledetto verme disgustoso, certe cose non si fanno, vergogna, fai piangere Gesù).

E allo sciacallone Matteo non deve essere parso vero quando Il Giornale ha scritto, online, di un coro che sarebbe partito da alcuni manifestanti: “Ma che belle son le foibe da Trieste in giù” (notizia apparsa anche su un sito locale e poi riproposta da Il Tempo).
Finalmente aveva qualcosa per cui indignarsi e tramite la quale fomentare l’odio del suo branco di scimmiette urlatrici.

Durante il giorno in cui si ricordavano le foibe, tra l’altro.
Giorgina Meloni aveva anche appena dedicato proprio alle foibe un post commosso.
Purtroppo, però, aveva sbagliato foto e ne aveva messa una in cui dei fascisti fucilavano alle spalle dei civili sloveni, ma in fondo sono cose che capitano.

Vabbè, a quel punto mi sono detto: ma ascoltiamolo questo coro, no?
E ho cercato ovunque su internet, da YouTube ai quotidiani online locali, una testimonianza di questo fatto.
Niente.
Questo fantomatico coro non l’aveva ripreso nessuno.
È pieno di cori contro Minniti, contro Salvini, contro i fascisti, ma delle foibe proprio non c’è traccia.

E nessuno dei partecipanti sembra averlo sentito, tranne Giuseppe De Lorenzo, l’inviato de Il Giornale.
Di tutti gli inviati presenti, l’unico ad aver ascoltato questo fantomatico coro, è proprio quello de Il Giornale, che però, per qualche strano motivo, non ha pensato di tirare fuori il telefonino e riprenderlo.
Curioso, non trovate?

Le possibili spiegazioni sono due: o quelli che hanno intonato il “coro” erano in pochi (e allora riprendere tre imbecilli che cantano non aiuta certo a far passare la cosa per un “coro dei manifestanti”) oppure, semplicemente, questo coro non c’è mai stato.

Ma Teone il felpato non si accontentava dei cori.
A lui serviva il sangue, non poteva certo far passare l’idea che i terribili e violentissimi centri sociali potessero manifestare in ventimila senza che volasse una mosca, senza neanche lo straccio di uno scontro.

Quindi ha ben pensato di postare questo.
Finalmente c’era la prova dei violenti di sinistra che, addirittura, picchiavano un carabiniere, e per giunta durante una manifestazione contro la violenza fascista e razzista.

Peccato che, in realtà, le immagini postate da Felpetta Nera non siano state girate a Macerata, ma siano quelle di uno scontro tra polizia e manifestanti a Piacenza, durante l’apertura di una sede di Casapound.
Naturalmente, Teone si è guardato bene dallo specificare la cosa, tanto che le migliaia di imbecilli che hanno commentato il suo post in maggioranza si lamentano del fatto che solo LVI, solo capitan disagio, ne ha parlato, i tg e i giornali no.
Strano, eh?
Forse perché questi scontri, a Macerata, non sono mai avvenuti? La butto lì.

In ogni caso, lo dico per tutti quelli che, magari, dopo questo post, ci sono rimasti male perché volevano vedere gli scontri tra la polizia e i manifestanti a Macerata: delle cariche e dei feriti in realtà ci sono stati anche lì.
Però il giorno prima, durante la manifestazione di Forza Nuova.
I camerati hanno ben pensato di aggredire i poliziotti, e sono stati caricati e picchiati.

Cercateli, i video sono molto istruttivi.
Buona visione.


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Sono principalmente un produttore discografico, ma anche uno sceneggiatore e una persona interessata alle dinamiche sociali. Parlare di musica di solito mi annoia, quella preferisco farla e ascoltarla, quindi parlo di altro, ma sempre dal mio parzialissimo punto di vista
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