Lettera “cattiva” ai leghisti del Sud: meritate solo vera miseria

Luglio 8, 2018
Germano Milite
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Precisiamolo fin da subito: questa non è la classica, retorica lettera che ricorda le battaglie anti-meridionali della Lega Nord e dello stesso Matteo Salvini. Non servirebbe, annoierebbe e soprattutto è un contenuto che potete già leggere su infinite altre fonti. La mia recriminazione nei confronti dei terroni che oggi votano il Carroccio e sono pazzi del “Capitano”, infatti, va molto più in là del link al coro anti-napoletano dello sciacallo felpato.

I meridionali che votano Salvini, senza andare troppo per il sottile, visto che a quanto vedo il politically correct oramai è bandito, li ritengo feccia per motivi forse meno evidenti e quindi meno agevolmente ignorabili/dimenticabili. Non li contesto aspramente (e banalmente) solo perché sostengono chi fino a ieri raccattava voti insultandoli e discriminandoli, ma perché il razzismo tra colonizzati è di sicuro la peggior forma di disumanità e miopia che possa esistere in un paese che vuole definirsi civile. L’odio dell’ex ultimo, ora penultimo, nei confronti di chi ultimo lo è da sempre, è non solo la rappresentazione più meschina di una pericolosa involuzione socio-culturale, ma anche la deprimente e preoccupante vittoria di chi utilizza l’arma più vecchia del mondo per governare, il “dividi e domina”, non avendo alcuna reale idea di come proiettarsi verso il futuro in maniera competente, coraggiosa e migliorativa.

IL MERIDIONE: LA GRANDE COLONIA CHE ODIA GLI ALTRI COLONIZZATI

Il terrone che oggi vota Lega chiedendo “sicurezza” e “pulizia”, sbraitando contro “questi che vengono qui, non lavorano, sporcano e rubano”, è difatti suo ridicolo malgrado lo storico rappresentante di quella che possiamo definire “L’Africa d’Italia”, sia per le modalità con le quali il Mezzogiorno è stato effettivamente spolpato durante e dopo l’Unità, sia per le co-responsabilità che pure hanno avuto i suoi abitanti all’epoca ed in tempi ben meno remoti. Il meridionale rappresenta, in maniera lampante, il tipico colonizzato “moderno”. Il Meridione, in generale, è difatti una vera e propria colonia euro-americana.

Come tutti i colonizzati, anche l’abitante del meridione ha le sue colpe, le sue debolezze, i suoi vizi ed i suoi comportamenti sbagliati. Cede al clientelismo, strizza l’occhio alla raccomandazione (solo quando lo favorisce), elegge rappresentanti per lo più cialtroni e corrotti/corruttibili e spesso si martella da solo gli zebedei, non riuscendo a liberarsi dei clichè negativi che lo attanagliano fin dal nascita, in quanto vinto e quindi presentando come “inferiore” meritevole di discriminazione.

Tuttavia, chi colonizza, è (sempre) in una posizione di potere ed ha quindi di sicuro la gran parte delle colpe per la prepotenza con la quale soggioga il colonizzato e lo depreda delle proprie risorse, aggiungendo al danno anche la beffa di una narrazione denigratoria e razzista dello sconfitto, che rende ancora più difficile il suo affrancarsi dal dominio straniero. Perché quando sei stato depredato e ferito a morte una volta, è molto più semplice che ciò accada anche una seconda, un terza ecc, fino ai tuoi discendenti, che a quel punto hanno sempre meno responsabilità per il proprio status di dominati.

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PERCHE’ ANCHE I TERRONI NON RESTANO “AL PAESE LORO”?

Insomma: diciamo agli Africani che dovrebbero “restare al paese loro” e “combattere lì per migliorare la situazione”, facendo finta di non sapere che in quei luoghi non si deve combattere contro politica e malaffare o contro la disoccupazione, ma avere a che fare con dittatori sanguinari, povertà assoluta, persecuzioni politiche e sessuali, “guerre di pace”, militari corrotti, totale assenza di infrastrutture ed ingerenza straniera continua quando si osa alzare la testa (la storia di Sankarà dovrebbe insegnarci qualcosa in tal senso).

Il Sud d’Italia, per la sua storia anche abbastanza recente, è quindi molto simile all’Africa dalla quale oggi vogliamo fermare ogni arrivo; anche a costo di far morire uomini, donne e bambini inermi in autentici campi di concentramento o in mare. Noi dovremmo, come pochi altri al mondo, solidarizzare in maniera spontanea con gli Africani, da defraudati quali siamo, ma cediamo al fascino bastardo della guerra tra poveracci, mentre chi fino a ieri ci considerava indegni di vivere in Europa se la ride, con quel suo finto-buonismo che manda abbracci ed augura lunga vita subito dopo aver sparato bordate meschine.

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I FIGLI TERRONI POSSONO ANDARE A LONDRA A FARE I CAMERIERI

L’aspetto più odioso e penoso della nuova pletora di neoleghisti del Sud, è che spesso (troppo spesso) essa è composta da quella media borghesia ingorda, frignona, viziata e mai contenta; che chiagne e fotte per predisposizione genetica; con i figli laureati ma inetti che vanno a Londra a fare i camerieri e a convivere con le blatte nell’illusione di realizzarsi, mentre i genitori (che magari già preparano loro casa di proprietà e matrimonio tutto pagato) inveiscono contro i “negri”, i quali invece di venire qui a disturbare dovrebbero rimanere dove sono nati e combattere fino a morire. I loro (ram)polli rammolliti possono cercare più soldi altrove, fallendo ripetutamente, ma i “buana” devono rimanere a morire di fame in Africa e combattere dittatori e potenze straniere.

Questa gente, infatti, ha figli smidollati e piscialletto che si sentono eroi per aver preso un appartamento a 15km dal centro di Londra, lontani da mammà per qualche mese, ma pretendono che altri scelgano di rimanere in un paese dove si muore perché omosessuali o si viene stuprati nella notte, mentre qualcuno taglia gli arti del tuo bimbo albino per (ri)venderli. Hanno figli che tornano dall’Australia sconfitti e carichi solo della propria debosciata mediocrità, ma esigono da chi vive in Sudan o anche in paesi come la Nigeria, il Congo o la Libia un coraggio smisurato nell’affrontare situazioni di pericolosità inimmaginabili per chi, evidentemente, da troppo tempo sta troppo bene per ricordarsi cosa significhi sul serio avere troppo poco per vivere.

terroni e negri

Ricordando comunque ciò che siamo e sempre saremo per i leghisti, dichiarazioni opportunistiche a parte

IL TERRONE LEGHISTA TIPO E I RADICAL CHIC DI DESTRA

Hanno la pancia piena, ma non vogliono condividere neppure il pane raffermo che altri loro commensali hanno già snobbato. Si ingozzano, ma parlano come se fossero appena usciti da una lunga carestia.  Dipingono il proprio paese come allo “sfascio”, ma poi hanno tre macchine, il motorino, la casa di proprietà e le borse Fendi. Ogni hanno si fanno almeno tre vacanze e durante il terzo apericena settimanale a 15 euro in centro a Roma avvertono:“Qui in Italia non c’è futuro. Non c’è lavoro per noi, figuriamoci per questi”; “Che poi perché non provano a cambiare le cose nel loro paese“, dice il cavaiolo di Caserta con il figlio che studia a Milano e come regalo per i 18 anni ha ricevuto un Audi A1. Perché qui pare che i “radical chic” siano tutti Gard Lerner, con maglia rossa e Rolex. No no, sfatiamo questo mito odioso: esiste un nutrito e crescente esercito di borghesotti e benestanti egoisti e fieri destrorsi, con auto da 50k e aziendina di famiglia che è razzista come e più del poveraccio che non arriva (sul serio) alla fine del mese e crede, stupidamente, che avere meno negri in strada migliorerà sul serio la sua miseranda vita. Parliamo di quelli che, quando il cane di razza comprato a 3000 euro caga sul marciapiede del proprio quartiere, fanno finta di nulla, lasciano i fustini della pittura avanzata vicino ai bidoni del condominio e poi urlano:“Queste strade fanno schifo, nessuno le pulisce mai”.

Sono quelli che hanno da sempre bisogno di un nemico più debole contro il quale abbaiare, perché con quelli più forti di loro al massimo guaiscono con la coda fra le gambe e il desiderio di una carezza. Sono i primi ad essere immigrati altrove, riempiendo le città del nord d’Italia, dell’Europa e del mondo e si sentono migliori solo perché cresciuti nella bambagia, che hanno scambiato per “vita dura e senza opportunità”. Hanno dimenticato da dove venivano, pur non essendo arrivati da nessuna parte in particolare. Vivono di superfluo e vogliono negare al prossimo il necessario. Sono, appunto, feccia della peggior specie. Niente più che merda vestita bene che si è dimenticata di quanto ancora puzzi.

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E quando questa marmaglia è pure del Sud, appunto, per quanto storicamente inappuntabile e noto, allora per me ha una duplice, imperdonabile colpa e merita solo tanta, vera e duratura miseria. Di quella però autentica e virulenta. Di quella che ti fa temere per la tua vita e per quella dei tuoi figli; che ti fa prendere il tuo bimbo di 8 mesi per attraversare il deserto ed il mare o che ti fa vendere un rene e mandare il tuo figlio più “grande”, quello di 14 anni, da solo al confine con Ventimiglia pur di farlo allontanare dall’inferno nel quale è nato.

FORSE SERVIREBBE UN PO’ DI MISERIA VERA

Insomma: quella miseria che, magari, restituisce un po’ di umanità, senso della decenza ed apprezzamento per il tanto (troppo) che si aveva e fa guardare chi ha poco o nulla non come un pericolo, ma come un fratello. Tra questi fratelli ci sono fancazzisti, ladri, approfittatori o ancor peggio assassini? Certo, ma è una caratteristica di ogni agglomerato umano, di qualsiasi provenienza ed etnia e soprattutto quando lo si è ridotto alla fame e non lo si vuole integrare ma rendere illegale per provenienza geografica, “clandestino” per diritto di nascita. Anche noi, insieme a tanti grandissimi lavoratori ed autentici geni, abbiamo esportato mafiosi, assassini, sadici, micro-criminali, truffatori e parassiti in tutto il mondo. Proprio di recente, in località come Tenerife e Canarie, i nostri connazionali sono riusciti a farsi conoscere ed odiare per le innumerevoli truffe e truffette organizzate ai danni di autoctoni e turisti.

Oggi noi possiamo emigrare con un biglietto aereo low cost, le cuffie nelle orecchie, l’Ipad e l’aria condizionata. Sarà forse per questo che, paradossalmente, consideriamo una “crociera” venire qui su un gommone strapieno di disperati e mezzo sgonfio. Troppa pappa pronta per troppo tempo e ci siamo rammolliti e disumanizzati, oggettivizzando anche le persone e pensando che tutto ci sia dovuto solo perché siamo nati nella parte giusta del mondo.

Cari conterroni leghisti: voi siete e resterete dei colonizzati. I vostri figli possono andare a fare i sottopagati in Inghilterra e gli studenti fuori sede alla Bocconi, sentendosi tanto fighi? Allora i figli degli africani devono poter venire qui o ovunque altro desiderino per poter fare almeno lo stesso tentativo. E se chi non parla la vostra lingua e non ha la vostra (presunta) istruzione, dovendo anche affrontare il razzismo dilagante, vi “ruba” comunque il lavoro e vi toglie denaro ed opportunità, allora significa che un lavoro vero non lo avete mai voluto o… non siete mai stati capaci di farlo! Smettetela di guardare negli occhi di chi sta peggio, pensando che sia la causa dei vostri problemi. Guardatevi allo specchio, osservate le foto dei vostri cari, perché è esattamente da lì che è partito il vostro patetico percorso da falliti che non hanno mai neppure provato a realizzare qualcosa di buono nella vita.

 

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L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".
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