Il cuore in dono

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17/10/2018 Gianrolando Scaringi 795

Quanti amori sono nati con un dono. Non è una domanda, è una considerazione. Qualcuno dirà che non si usa più, che è anacronistico. Però a me piace pensare alla magia di un dono dietro due occhi lucidi che non smettono un secondo di fissare e il dono e altri occhi o che sono pronti a girarsi di lato. Perché non c’è nulla più bello di un dono sincero e di un «grazie» detto con un bacio. Sulla guancia, semplice.

Potrei partire da considerazioni banali per giungere a conclusioni ovvie, come cominciare col dire che ognuno dovrebbe sentirsi un dono e non una volta nella vita ma ogni giorno che passa. Eppure, a guardarmi intorno, sembra che l’amore, più che ruotare intorno al donare ed al donarsi, tenga aperto un mercato in cui vale il principio del miglior offerente o, nella migliore delle situazioni, del caso. Indistinto tra ciò che accade e ciò che si fa di tutto per far accadere.

Ognuno ha un talento, un dono speciale, qualcosa che è legato indissolubilmente alla sua persona, al modo di essere, di parlare, di capire, di fare e di amare. Qualcosa da cui non si scappa e che, sia che decidessimo di seguire che di fuggire, condizionerà la nostra vita. E non si tratta di un solo dono, in fondo lo sappiamo bene, i talenti che nascondiamo finiamo per lasciarli assopiti in qualche cassetto in fondo al nostro cuore – talvolta ben piegati ed ordinati, talvolta stropicciati e maltrattati – e se qualche volta ci gira per la testa di volerli mettere in campo, finiamo per farlo per mero vanto. Senza dignità.

Accorgersi che siamo unici non è cosa da poco. Ma vale tanto quanto spostare le montagne. La cura che mettiamo nel porgere un dono, nel desiderio di donare qualcosa dovremmo metterla nel desiderio di donarci. Dico di più, nel bisogno di donarsi. Perché, per quanto non vogliamo ammetterlo, si fa un dono pensando a chi lo riceverà. E come non possiamo fare a meno di pensare al destinatario di un dono non possiamo fare a meno donarci senza dare merito a chi potrà accoglierci.

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Ma come posso donarmi senza aver coscienza dei miei doni, di quello che possiedo e di quello che sono? È difficile indovinare il dono adatto per qualcuno che conosciamo poco, di cui sappiamo poco o intuiamo poco. La fortuna di quello che siamo è invece un dono fatto su misura, qualcosa cucitaci addosso senza soluzione di continuità. Ci appartiene perché noi siamo un dono unico, qualunque sia il modo in cui vogliamo raccontarcela.

Allora, quanti amori sono nati con un dono? A dirla bene tutti, ma solo quando parliamo di Amori – brevi, lunghi, medi, purché ci siano stati – perché anche l’amore è un dono e l’amare non è che fare poesia di quello che siamo, rendere stoffa il filo ingarbugliato che ammatassiamo in fondo al cuore. Per farne un vestito speciale, però, un vestito che si indossa in due.

Donare non è una formula magica, una ricetta per la felicità. Ci sono doni accolti con entusiasmo e doni con sorrisi a denti stretti, riciclati e rifiutati, doni falsati e doni spacciati per più di quello che sono. A volte, spacciati anche per meno di quello che sono. Donare è donarsi, è un gesto gratuito, che non prevede nulla in cambio ma non ammette spreco. Se l’amore può anche esser cieco, l’amare ci deve saper vedere ed anche saper intuire. Un dono sprecato è un peccato che tocca il cuore, soprattutto quando è un dono fatto con il cuore, quando è parte di esso.

In Latino, dono si dice donum. Nella forma più arcaica è deditum, da cui il nostro dedito ma anche dedica, cioè «fatto apposta per quella persona». Gli uomini che mi leggono sanno perfettamente quanto tempo si è investito per cercare qualcosa fatto apposta per qualcuno di speciale. E lo sanno, sicuramente, anche le donne. A pensarci, il tempo investito dedicato a sé per l’altro – come le ore di preparativi prima di un appuntamento – sono il preludio di un dono prezioso, che passa per noi, per tutto quello che siamo. Dentro e fuori. Ecco, il dono è un passaggio… di mano in mani

Viviamo in un tempo in cui l’ecologia è parte integrante della quotidianità. Dovremmo imparare non solo a fare ecologia intorno a noi ma ecologia con noi, pesando tutto quello che facciamo, senza sprechi, con il nostro cuore. Il dono è sempre gratuito ma mai sprecato, nessuno sprecherebbe un solo centesimo, se potesse, ma quanti sprecano sé stessi ed il proprio cuore. Siamo doni preziosi, un impegno da non dimenticare.

L'AUTORE
Giornalista atipico, ha iniziato a scrivere quando aveva 4 anni e non ha più smesso. Comunicatore per scelta, dirige e collabora con numerosi uffici stampa nazionali e non nega la sua passione vitale per il teatro e la radio.

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