Sputnik V ecco perché io italiano mi sono vaccinato a Mosca. EMA ancora non lo autorizza, basta ostracismi geopolitici.

Maggio 28, 2021
david colantoni
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Sputnik V , basta con gli ostracismi geopolitici sulla pelle dei cittadini

Sono un cittadino Italiano e Europeo. Ma come direbbe il Colonnello  e Astronauta  Luca Parmisano, la mia casa è la terra, e qui su dallo spazio non si vedono  confini. Che non ci siano confini lo ha dimostrato molto bene anche il virus Covid Sars-2 che li ha attraversati tutti in una avanzata tanto fulminea quanto  catastrofica. Siamo già a 3 milioni e mezzo di morti nel mondo.

Mi trovo  a Mosca, dove  sono venuto dall’Italia insieme a mia moglie che è  un  soprano lirico russa. La mia, come avrete capito ,  è una famiglia Italo Russa, ma anche euro russa come ce ne sono a migliaia in Europa e Italia. Famiglie che in Italia e in Europa  lavorano, votano, eleggono rappresentanti, pagano le tasse e via dicendo. Famiglie con figli e figlie euro  russi. Cittadini che dovrebbero essere inter pares con gli altri cittadini.

Dato che mi trovo a Mosca per questioni familiari, per una serie di motivi che chiarirò a breve ho deciso, anzi che fare uno dei vaccini a disposizione oggi in Italia,  di fare il vaccino Sputnik,  che in Europa, ancora oggi, fine del mese di Maggio 2021, nel pieno di una campagna europea  vaccinale irta di difficoltà prima fra tutte l’approvvigionamento di vaccini,  non è ancora stato approvato dall’agenzia europea del Farmaco, cosa che mi sembra molto grave, dato che questo vaccino è il primo vaccino che è stato registrato al mondo contro il covid,  ormai quasi un anno fa, ricordo al lettore che  la III fase di sperimentazione del vaccino  iniziava ad agosto del 2020.

la mia vaccinazione in uno de vari Tg Russi che la hanno riportata

Ovviamente uno dei motivi per cui, avendone la opportunità purtroppo negata ai miei concittadini europei e italiani, ho deciso per lo Sputnik V, è che ho capito leggendo vari articoli scientifici che è uno dei migliori vaccini, e sicuramente è quello di cui si sono registrate meno reazioni gravi avverse. Essendo usato in quasi 60 paesi, se ci fossero state reazioni gravi certamente lo avremmo saputo. La Russofobia mondiale ci avrebbe suonato sopra le sue solenni fanfare e  i suoi tamburi .

PUO IL CITTADINO DORMIRE SONNI TRANQUILLI SULLE AGENZIE DI CONTROLLO O DOVREBBE VEGLIARE?

Visto che ho appena citato  un organismo come l’EMA con il potere di interdire o meno l’utilizzo di un vaccino in tutta Europa, colgo l’occasione, per invitare il lettore a leggere un rapporto del 2013 di 331 pagine  della stessa Unione Europea intitolato Study on Corruption in the Healthcare Sector, poiché proprio la Pandemia ci ha rivelato, ormai in maniera inconfutabile, come la corruzione, che in alcuni paesi quali l’Italia, come ebbe ad affermare il  magistrato Italiano Ilda Boccassini, è addirittura endemica e sistemica, abbia di fatto rappresentato il più grave vulnus nelle difese che le nostre società avevano progettato, fin dall’epidemia di Ebola in poi, per difenderci da una Pandemia che era stata annunciata dagli scienziati da decenni, come ha dimostrato l’ormai famigerato Piano Pandemico mai attuato,  cosa di cui mi sono ampiamente occupato nel mio lungo pezzo Coronavirus, necessario un nuovo processo di Norimberga, del 30 marzo 2020, di ormai ben un anno fa.

In un articolo del 2014 intitolato EMA’s revolving door with Big Pharma – alive and well, per dire, si riportava il caso del Dott.  Stefano Marino, che all’epoca era il capo del dipartimento legale dell’EMA che era impiegato con la azienda farmaceutica Sigma Tau, per cui gli era stato assegnato un livello di rischio di conflitto di interesse 3, in quanto aveva interessi diretti dichiarati con una azienda farmaceutica, ovvero il rischio più alto secondo gli stessi codici EMA, tutto ciò si risolveva nel fatto che era esonerato da discussioni e decisioni solo per quanto riguardava il suo ex datore di lavoro. Questo semplice scenario ci fa percepire come tutta la questione sia estremamente delicata e munita di meccanismi che sembrano molto facilmente raggirabili con delle manovre di reciproci favori. Il predecessore di Marino,  gli Italiani hanno evidentemente un ruolo importante in EMA e questo grazie al fatto che il nostro paese è una delle maggiori potenze farmaceutiche europee,  tale Vincenzo Salvatore, era entrato a far parte della Sidley Austin LLP nel 2012 quale consulente senior nella loro pratica normativa  della scienze della vita.

Va da se che problemi di conflitto di interesse da parte di controllori addetti alla autorizzazione dei farmaci, non si limitano ad eventuali illeciti ma possono trasformarsi in eventi catastrofici per le vite di alcuni o molti cittadini, come in passato accaduto per farmaci autorizzati e poi rivelatisi pericolosi , come pure per ottimi farmaci mai autorizzati.

Un altro ex direttore dell’EMA, riportava l’articolo, dopo il suo incarico era diventato un consulente freelance per una serie di organizzazioni, fra cui il settore farmaceutico. Questo fenomeno ricorda molto quello degli alti gradi militari a cui spesso dopo il pensionamento spetta un posto nel consiglio di Amministrazione di una qualche grossa industria della difesa…

A questo link potete leggere alcuni provvedimenti interni ad EMA di casi di interesse e altri fattori di rischio nel personale addetto alla valutazione per la autorizzazione dei farmaci. Oggi con la Pandemia, queste agenzie sono state proiettate in un livello di importanza non minore delle aziende strategiche per la difesa, e ci sono entrate con meccanismi di controllo dei controllori assolutamente inadeguati allo scenario bio politico che ha aperto la pandemia.

A questo link si riporta una lettera aperta al commissario Dalli sul problema dei conflitti di interesse post-impiego presso l’Agenzia europea per i medicinali, perché si può lavorare in un organismo di controllo completamente immacolati da conflitto di interesse in essere ma si può essere corrotti da una promessa di impiego alla fine dell’incarico. Cosa che rende più complesso vigilare su chi avendo il potere di autorizzare o meno un farmaco è arbitro di immensi interessi economici e ora, con la Pandemia, persino geopolitici. La lettera concludeva che “le attuali disposizioni relative ai conflitti di interessi successivi al rapporto di lavoro nello statuto dei funzionari non sono sufficientemente chiare”.

Ora l’assenza di conflitti di interesse in un organismo della portata di EMA viene stabilita  su basi autocertificative.

La cosa mi pare a dir poco pazzesca. Gli illuministi che hanno progettato l’architettura dello stato moderno da scienziati e da razionalisti lo hanno fatto sulle basi della conoscenza della vulnerabilità umana alle tentazioni del potere, vedere Montesquie,  cosi nota da essere proverbiale, tutti infatti conoscono il proverbio  “l’occasione fa l’uomo ladro”,  motivo per cui essi avevano  organizzato lo Stato in modo che poteri indipendenti si controllassero e si limitassero  reciprocamente. L’arroganza dei post moderni che si sentono puri e perfetti, intangibili da bassi appetiti  e debolezze ha aperto le porte a qualsiasi corrotto voglia semplicemente aprirle girando le maniglie lasciate incustodite da questa vanitose quanto pericolose  pratiche dell’autocertificazione su questioni in cui girano veri e propri fiumi d’oro e montagne di potere.  Ovvio che poi i rapporti sulla corruzione siano dei tomi da centinaia di pagine. A voler essere malevoli il sistema sembra appositamente pensato per essere a portata di corruzione.

Il libro di Francesco Zambon

Per renderci conto dello stato nebbioso delle istituzioni di sorveglianza sanitaria nazionali e internazionali ,  si  pensi al caso di questi giorni, su cui si prepara un processo giudiziario,  dell’ ex ricercatore dell’OMS Francesco Zambon e al suo rapporto sugli errori della gestione Italiana nella prima fase della Pandemia, fatto sparire dal sito dell’OMS, come denunciato durante il corso della  trasmissione Report e di cui si sta occupando molto Massimo Giletti a non è l’agorà, e su cui è uscito per la Serie Bianca Feltrinelli il libro dello stesso Zambon dal titolo “il Pesce piccolo”.

Avere una minima coscienza sui problemi corruttivi all’interno dell’infrastruttura politico sanitaria europea è estremamente importante, e  farebbe parte di quel progetto fallito di educazione civica  a cui avrebbe dovuto pensare la pubblica istruzione, ciò   perché ogni cittadino in quanto particella elementare di sovranità è chiamato a vigilare sull’operato dei propri rappresentanti e sui nominati dal potere politico a presiedere organismi come EMA che hanno enormi conseguenze dirette sulla nostra vita biologica oltre che politica.   

In tale sopracitato rapporto della commissione europea sulla corruzione nel sistema sanitario del 2013 si trova appunto  il problema delle cosiddette  porte girevoli, che abbiamo appena visto citato per EMA in alcuni articoli, per cui medici che hanno lavorato a lungo per organizzazioni farmaceutiche, poi finiscono spesso a presiedere agenzie di controllo sulle strutture come sul farmaco.

Interessantissimi quanto inquietanti gli spunti di questo articolo dal titolo Conflicts of interest and impartiality in the European Medicines Agency – recent views from the Court and the Ombudsman del Dicembre 2019, dove si pone l’attenzione  anche sull’influenze se non vere e proprie potenti pressioni  degli Stati nelle questioni di approvazione dei farmaci. Cosa che ci riporta direttamente alla questione Zambon.

Non è difficile correlare il mancato adeguamento di tutti i servizi sanitari occidentali ai reiterati avvisi a prepararsi alla pandemia emanati da oltre un decennio e in maniera molto seria da dopo la sars del 2003 proprio a questo ambiente poco controllabile e poco controllato quale la burocrazia sanitaria degli stati intrecciata con il settore dell’interesse privato, motivo per cui ho sempre ritenuto la Pandemia non colposa ma dolosa,  come ho ampiamente spiegato nel mio testo Coronavirus necessario un nuovo processo di Noriumberga.

Il cittadino sovrano ed elettore non può permettersi di non avere la coscienza di questi potenziali pericoli che rappresentano dei Troian nelle difese che dovrebbero proteggere la salute pubblica. Osservo solo ad esempio che la dichiarazione di interessi del  Dott. Marco Cavaleri attuale Responsabile Antinfettivi e Vaccini, Agenzia Europea dei Medicinali, nel sito dell’EMA appare come un modulo senza firme,  come invito il cittadino a verificare seguendo questo link e la cosa è in prospettiva dell’enorme potere che hanno questi funzionari quanto meno inquietante.

Se ci rechiamo sul sito ufficiale dell’AIFA che è l’agenzia italiana per il farmaco , per dire un’altra cosa correlata al nostro tema dei Vaccini   e andiamo in amministrazione trasparente, consiglio di Amministrazione dell’Aifa 2019-2024 alla voce Titolari di incarichi politici, di amministrazione, di direzione o di governo cercando informazioni su Giorgio Palu che ne è il nuovo direttore  – alla  voce Consiglio di Amministrazione dell’AIFA 2019-2024 troviamo il PDF intitolato “Giorgio Palu, dichiarazione  sulla insussistenza di cause di inconferibilità o incompatibità ai sensi dell’Art. 20 D.lgs 39/2013”.

Bene se lo apriamo ci troviamo davanti a una autocertificazione di poche righe che non sussiste alcuna incompatibilità per la ricezione dell’incarico.

Ora questa, a mio modo di vedere,  non è trasparenza, la trasparenza indica infatti la condizione della visibilità, questa invece  è teologia, infatti il cittadino come lo Stato deve compiere atto di Fede nel credere a tale dichiarazione   o dovrebbe  darsi a estenuanti ricerche i cui risultati dovrebbero invece  essere appunto visibili in virtù della trasparenza amministrativa e essere a  disposizione del cittadino su questo portale istituzionale.

Ora un conto è l’autocertificazione sul proprio indirizzo di  residenza o sul proprio stato di famiglia del normale cittadino non dotato di enormi poteri, un conto è che si possa autocertificare un cittadino investito di enormi poteri sulla autorizzazione dei farmaci a livello nazionale e quindi sulla salute pubblica. Tutti capiscono credo come questa cosa sia piuttosto pericolosa e in questo caso la autocertificazione non mi sembra una pratica assolutamente accettabile. Anzi la trovo  una  vera e propria  follia, che fa venire meno i meccanismi di controllo e bilanciamento dei poteri che sono fondamentali in una democrazia.

Sul sito dell’AIFA Non vi è al momento nemmeno  un CV formale del nuovo presidente Giorgio Palu, ormai volto arcinoto dei media, elegantissimo e raffinato oratore televisivo sullo stato delle cose, e i giornali fanno riferimento al suo sito personale invece che a quello dell’istituzione dove il cittadino si aspetterebbe di trovarlo,  curriculum dove fra l’altro alla voce “esperienza scientifiche” troviamo  scritto anche “Consulente scientifico di aziende farmaceutiche e di “spin off companies” di biotecnologie” nonché proprietario e titolare di brevetti per produzione di farmaci , favoloso!, congratulazioni. Ebbene quando , quali? Per quanto tempo? Per quali compensi? Eccetera. Ma essere consulente di aziende farmaceutiche non rappresentava il livello 3 di pericolo, ovvero il massimo grado di allerta, per EMA? Mi pare di si. E quindi?

particolare del CV di Giorgio Palu sul suo sito presonale


Se un cittadino incuriosito, facciamo caso, si intrigasse di questa misteriosa menzione e facesse delle ricerche su internet troverebbe articoli  e blog assai agitati sulla figura del Presidente Palu dove si ventila che la facoltà universitaria dove ha insegnato per anni  avrebbe ricevuto fino a “150 mila euro di finanziamenti da GlaxoSmithKline” e che forse i suoi docenti come riporta uno di questi siti “non sarebbero proprio dei campioni di obbiettività”.  Segnalo al  lettore, solo per dare un’idea dei torbidi che rendono opache le buone intenzioni di trasparenza istituzionale  su basi auto certificative, senza per questo entrare nel merito di giudicare la specifica questione,  questa lettera del 2018 del Presidente dell’ordine dei biologici Sen.Dr. Vincenzo D’Anna  proprio al Direttore dell’AIFA Palu, il lettore può gustarla direttamente da questo  link in formato PDF,  i biologi di Padova dal canto loro cessavano, come da loro pubblicazione i rapporti con l’ordine dei Biologi. Che ambientino. Il cittadino si direbbe può dormire sonni tranquilli, magari anche eterni

Evidentemente il Legislatore, in un paese di cui i magistrati dicono essere profondamente afflitto da una corruzione endemica e elevata a sistema,  che non ha evidentemente lasciato intonsa nemmeno la magistratura come sappiamo, impegnato a non farsi sgusciare  sedie dal sotto il sedere,  ha preferito lasciare all’onore personale e alla coscienza personale degli individui  di garantire ciò che  invece dovrebbe essere affidato alla attenta  e meticolosa sorveglianza di  un organo indipendente che dovrebbe costantemente vigilare sulle condizioni di compatibilità e di ricevibilità da parte di  figure istituzionali di  poteri di enorme portata e dalle incommensurabili conseguenze, un po’ come quelle di chi dovrebbe vigilare sullo stato di salute delle grandi infrastrutture vitali come il fu ponte Morandi,  quali quelli  di chi può  decidere quali farmaci autorizzare in uno Stato e quali no. In un mondo infetto dalle mafie lasciare all’autocertificazione di dirci se chi detiene poteri di autorizzazione immensi sia senza interessi in conflitto sembra veramente un invito su un piatto d’oro oppure pensiamo che le mafie si autocertificherebbero come tali?

Chiediamoci quante vite sarebbero state risparmiate se il vaccino Sputnik fosse stato autorizzato mesi or sono in Italia? In una recente puntata di piazza pulita si calcolava ad esempio che avremmo risparmiato 7.700 morti se avessimo vaccinato prima tutti gli anziani e il personale sanitario. Sappiamo tutti che il problema era che non c’erano sufficienti vaccini eppure EMA e Aifa si permettevano di escludere il primo vaccino che era stato registrato al mondo.

una stima di Piazza Pulita delle morti che si sarebbero potute evitate se si fosse proceduto a vaccinare prima anziani e personale sanitario, la autorizzazione del vaccino Sputnik V, mai arrivata, avrebbe potuto concorrere a salvare migliaia di vite


Sinceramente  come cittadino sono atterrito da come questi siti istituzionali trattano in maniera fumosa quella che chiamano trasparenza. Se ci rendessimo bene conto della ampiezza degli interessi in gioco con i vaccini la cosa dovrebbe farci venire i brividi d’orrore.

Da questo mondo nebbioso di controllori incontrollati è dipeso che ancora ad oggi un efficacissimo vaccino , lo Sputnik V, in uso in 60 nazioni del mondo, non è stato reso accessibile ai cittadini Europei per difendere le proprie vite quando i vaccini scarseggiavano, e ogni giorno morivano migliaia di persone.

Andiamo avanti

LA MIA CONFERENZA STAMPA A MOSCA CON LE MAGGIORI TESTATE TELEVISIVE E LE MAGGIORI AGENZIE STAMPA ; NON ACCETTO CHE SI GIOCHI ALLA GEOPOLITICA SULLA PELLE DEI CITTADINI

Procedendo a vaccinarmi, ho pensato di indire una conferenza Stampa a cui hanno partecipato buona parte delle agenzie stampa Russe e la mia vaccinazione di cittadino Europeo è finita sui maggiori telegiornali Russi, di cui avete visto un visto in apertura di articolo

Ho indetto tale conferenza per 2 motivi principali: fare da testimonial straniero per invitare cittadini e cittadine russe, di cui molti,  come ovunque nel mondo,  restii a vaccinarsi, a procedere senza paura alla vaccinazione, poiché  ritengo che la sfida contro il Covid sia un fatto di comunità mondiale, e che, famiglia umana , siamo tutti responsabili di tutti,  e allo stesso tempo con ciò ho inteso mandare un chiaro segnale di protesta alle istituzioni europee per averci negato di poter disporre nel momento del bisogno anche del vaccino russo il messaggio è questo : Affrettatevi a riconoscere il Vaccino Sputnik V, non possiamo permetterci di non utilizzare anche questa formidabile arma contro il virus alieno che ci sta attaccando ed è intollerabile questo immorale ostracismo occidentale contro un vaccino, solo perché è russo. Per me questo significa giocare alla geopolitica sulla pelle dei cittadini e non lo accetto

qui di seguito alcuni dei servizi televisivi che hanno riportato la mia vaccinazione

Итальянский писатель и журналист Давид Колантони прошел вакцинацию от COVID-19 в Москве

Итальянский писатель Давид Колантони привился “Спутником V”

Поощрение вакцинированных и санкции для нарушителей: как Россия продолжает бороться с пандемией COVID-19

В Индии установлен новый антирекорд по смертности от коронавируса

LO SPUTNIK V SI E’ RIVELATO UN OTTIMO VACCINO

Il vaccino Sputnink V si è rivelato non buono ma ottimo, una  formidabile arma contro la diffusione del virus,  e la sua efficacia, già confermata da studi internazionali come quello apparso su The Lancet,  come recita una recente agenzia AGI,  secondo recentissimi studi effettuati sulla popolazione vaccinata di San Marino sarebbe addirittura  vicino  al 100% con effetti collaterali severi  pari a zero.

Agenzia AGI del 12 Maggio 2021

Tale vaccino  è ormai usato in circa 60 nazioni della terra, ad alcune   di esse, a differenza di come hanno fatto altre organizzazioni farmaceutiche, che hanno persino secretato i contratti con gli Stati, che sono stai resi inaccessibili anche ai parlamentari Europei, è stato permesso di produrlo  su licenza, fra tali nazioni in cui il vaccino è in uso c’è come sappiamo la Repubblica di San Marino in Italia, altri   stati Europei, come la Serbia,  hanno deciso di muoversi in maniera indipendente rispetto alle direttiva dell’EMA proteggendo  la loro popolazione non solo ma anche con il vaccino russo Sputnik V offrendo ai cittadini la possibilità di usare e scegliere fra tutti i vaccini esistenti,  come dovrebbero poter fare i cittadini di società avanzate e democraticamente mature. È    notizia di alcune ore fa che anche la Slovacchia sta procedendo a registrarlo.

PERDERE TEMPO OSTRACIZZANDO OTTIMI VACCINI SIGNIFICA REGALARE VANTAGGI AL VIRUS PER LE SUE MUTAZIONI

Mi sembra necessario  ricordare   che l’urgenza delle vaccinazioni nel mondo è dettata dalla possibilità di mutazioni estremamente aggressive del virus, una possibilità che si riduce quanta più popolazione mondiale risulti vaccinata. E dunque procedere con una campagna vaccinale mondiale è una conditio sine qua non dell’uscita dallo stato Pandemico improcrastinabile. Tale traguardo dovrebbe essere una priorità in cima alle agende di tutti i governi, e il mondo in questo momento dovrebbe funzionare come un governo  di unità umana, realizzando, per affrontare questa pandemia,  lo scopo per cui esiste l’ONU.

Ho fatto la prima dose del vaccino il 18 maggio  alle ore 11 in pieno centro a Mosca in un centro commerciale Zom , in uno dei tanti punti vaccinali dove basta presentarsi anche senza nessuna prenotazione,  e ho aspettato qualche giorno prima di scrivere questo articolo per vedere quali effetti collaterali avrei provato. Ci siamo Vaccinati in tre, io, mia moglie e la nonna di mia moglie di 82 anni, Irina. Mia moglie ha avuto nel secondo giorno della vaccinazione un giorno di febbre a 37, la nonna Irina nulla, e io anche nulla se non un lieve stato di stanchezza sempre nel secondo giorno.

L’UNITA’ MONDIALE CONTRO GLI ALIENI C’E SOLO NEI FILM

Mentre mi apprestavo  a fare il vaccino a Mosca pensavo   che nei film di fantascienza di solito    vediamo che quando un invasore alieno attacca la terra, noi terrestri smettiamo di combatterci fra di noi e finalmente uniamo le nostre forze e le nostre armi contro l’invasore. È  quello che il buon senso e la ragione si aspetterebbe.

Ed  ecco io sono estremamente sorpreso che questo oggi non sia avvenuto nel caso dei vaccini, sono sorpreso perché ritengo che un virus sia esattamente quell’invasore alieno che vediamo nei film, pertanto  mi aspettavo da parte delle più potenti  nazioni occidentali che almeno in questo caso ponessero fine, almeno temporaneamente, al loro tradizionale atteggiamento aggressivo che hanno normalmente nei confronti della Russia, Nazione che invece da sempre, nonostante sia da anni colpita da odiose sanzioni,  invita Europa e America a un rapporto di pacifica collaborazione.

Essendo parte di una famiglia Italo Russa, questo atteggiamento permanentemente aggressivo colpisce gravemente  me e la mia famiglia, in vari sensi, fra cui quello morale. Dobbiamo spesso subire le offese generiche alla Russia da parte della stampa iper atlantista italiana, ovvero quasi tutta la grande stampa.

PERCHE ANCORA SUSSISTE QUESTO ATTEGGIAMENTE AGGRESSIVO VERSO LA RUSSIA DA PARTE DELLE ISTUTUZIONI E DELLA STAMPA DEI GRANDI GRUPPI DI POTERE?

Ora domandiamoci,  perché sussiste questo atteggiamento aggressivo e ostile verso la Russia da parte di molte istituzioni sia politiche che  “culturali” occidentali, che è   veramente indecente,  disgustoso e immorale, e che a noi, gente normale, costa moltissimo, pensiamo solo alle enormi perdite economiche che hanno colpito i nostri mercati con anni di sanzioni alla Russia a cui abbiamo dovuto aderire a nostre spese per i giochi geopolitici altrui, per dire, pensiamo al settore caseario italiano uscito tutto intero dal mercato russo che lo richiedeva moltissimo, e costa moltissimo ai russi, gente altrettanto normalissima e per bene, ostilità  verso la Russia senza alcun fondamento che noi tutti, persone normali ben conosciamo.

Cosa ha impedito che l’Occidente accogliesse nella comunità  e nel mercato  la Russia, dopo che il popolo russo ha chiuso senza alcun spargimento di sangue  la sua esperienza totalitaria, segno dell’intelligenza del popolo russo,  con un processo unico al mondo di auto critica come la Perestroika di Gorbaciov?

Ebbene Io credo che  ciò in parte avvenga perché in occidente, per così dire, la società civile  è sempre più ostaggio del potere dell’establishment militare industriale che è divenuto sempre più importante nelle nostre società, il quale parassita alle nostre società e al nostro lavoro produttivo una enorme ricchezza, sottratta  a investimenti infrastrutturali , come ho scritto nel mio primo intervento del 2 marzo 2020, dal titolo Coronavirus, lo Stato delle cose, che ebbe diffusione virale con oltre 3000 condivisioni sui social in pochissimi giorni.

Per rendersene conto basta considerare il volume di spese che i nostri paesi raccolti sotto l’acronimo NATO ogni anno sono obbligati a devolvere  alle spese militari, che secondo il SIPRI di Stoccolma sono arrivate ai duemila miliardi di dollari, di cui ben oltre la metà è rappresentata dalle spese dei paesi occidentali.

Per ottenere questo splendido risultato  tale establishment militare industriale ha bisogno di spandere timore nella pubblica opinione, e per creare questa paura ha bisogno di costruire nemici. La Russia dai tempi della guerra Fredda è sempre stata il nemico perfetto, il nemico iconologico per definizione.

La celebre rivista di geopolitica italiana Limes, diretta dall’intelligentissimo  Lucio Caracciolo, nel suo numero Stati profondi, gli abissi del potere – viaggio negli apparati pubblici e segreti custodi e motori strategici  delle nazioni e degli imperi ha chiaramente illustrato, ad esempio,  come ogni volta che un presidente americano si  sia  presentato,  e sia stato votato per ciò,  con l’intenzione di distendere i rapporti con la Russia esso sia  sempre stato  poi  fortemente ostacolato e bloccato da quello che si chiama lo stato profondo, the deep state, come ha ulteriormente  spiegato il consigliere scientifico di Limes Dario Fabbri in un approfondimento sul canale di Limes, questa cosa era avvenuta con il Presidente Trump, spiegava egli, ma non di meno che con il presidente Obama.

I Mercati, l’economia,  infatti come è logico dedurre,  non possono che desiderare  la distensione, perché  la distensione significa commercio, quindi il capitalismo occidentale,  che vorrebbe connettersi a sempre  nuovi mercati, fra cui certamente la Russia,  logicamente desidererebbe fortemente la distensione, ma all’establishment militare industriale questa distensione non interessa, anzi, la sua ricchezza infatti  non deriva dall’economia di mercato,  ma dalla paura del nemico,  grazie alla quale può prelevare in maniera parassitaria una immensa quota del bilancio fiscale dello Stato, quota che fra America e Europa raggiunge la spaventosa cifra di oltre un trilione e mezzo di dollari ogni anno, che è quasi l’intero prodotto lordo annuale di una economia avanzata come l’Italia.

Questo aspetto, questa ingerenza degli interessi dell’establishment industriale militare nelle decisioni strategiche delle nazioni occidentali,  per quanto mi riguarda è uno dei grandi problemi del presente e soprattutto del futuro e su tale problema  proprio in questi giorni ho  presentato  ai maggiori editori italiani la proposta di pubblicazione di  un mio saggio di 1500 pagine che ho impiegato 10 anni a scrivere.


A tal proposito non è affatto un caso  che la Federal Reserve nel 2018 abbia elaborato  un nuovo strumento di valutazione economica che si chiama Indice di rischio geopolitico, Geopolitical Risk Index,  elaborato da due economisti italiani, cervelli in fuga,  che fanno i ricercatori per la Federal Reserve americana, che si chiamano Iacoviello e Caldara.  Ebbene  la creazione di questo strumento,  con cui il capitalismo americano intende valutare il rischio geopolitico del mondo, è molto significativa, e  cosa dimostra?

 
Ebbene Dimostra  che il capitalismo non controlla più  in maniera sufficiente la propria forza militare come aveva fatto dal XVIII secolo fino alla seconda guerra mondiale, ma che il capitale è  diventato esso stesso   strumento nelle mani di un potere decisionale di nuova concezione  che rende  la vita molto difficile all’economia, destabilizzando i mercati con la violenza militare.

Se così non fosse il capitalismo non dovrebbe misurare ciò che potrebbe determinare, ovvero il rischio geopolitico, poiché   se avesse pieno dominio della sua forza militare,  che come è noto, per quanto riguarda le forze convenzionali, negli USA  è la più sviluppata  della terra  e proprio in virtù di una spesa militare astronomica, che sono ricchezze parassitate al lavoro produttivo, esso sarebbe in grado di modularlo sulle sue esigenze e non avrebbe avuto bisogno di misurarlo come una cosa esogena al proprio sistema.

Questa è una deduzione logica basica a cui tutti possono pervenire con un minimo di  serena applicazione.

I mercati hanno bisogno di fiducia, e la fiducia non può sussistere senza stabilità  e la stabilità cessa di essere tale se nell’orizzonte internazionale alcuni stati, prendiamo ad esempio  la Libia, fatta collassare con un intervento militare che ha fatto collassare lo Stato,  diventano  perenni sorgenti  di Caos internazionale.

Ecco in grandi linee abbiamo esposto quello che potrebbe essere  un fondato movente da parte dell’establishment industriale militare, “custode e motore strategico delle nazioni” a mantenere  lontana la Russia e il popolo russo, popolo a cui siamo eterni debitori del suo enorme sacrificio contro il nazismo, e in questa lontananza a disegnarlo come un popolo succube di oscuri poteri nemici della libertà.

UN ATTEGGIAMENTO COMPLETAMENTE IRRAZIONALE

Ora, per tornare al mio caso concreto,  In Italia ci sono migliaia di famiglie italo russe, si tratta  di decine  di migliaia di cittadini che votano e pagano le tasse, stessa cosa in Francia, in Olanda, in Spagna, insomma ovunque. Famiglie composte da cittadini o cittadine russe e cittadini o cittadine europei.

Il fatto che in occidente ancora oggi  sia ostracizzato il vaccino russo e si impedisca  a queste famiglie di poterlo usare mi sembra una cosa estremamente retrograda per una civiltà dei diritti e della giustizia quale quella che noi occidentali affermiamo di essere, ma soprattutto  è un atteggiamento completamente  irrazionale che dovrebbe far guardare ai nostri decisori con un sguardo assai preoccupato,  perché nella situazione attuale ostracizzare un vaccino contro il Covid efficace come lo Sputnik V per pure ragioni di dottrina geopolitica e di interessi farmaceutici, significa privarsi di un  importantissimo  mezzo fra altri mezzi, per uscire in fretta da una crisi sanitaria che potrebbe trasformarsi in qualsiasi momento anche in  una irreversibile crisi sociale.

Che questo atteggiamento potrebbe essere dettato da una spontanea deferenza verso la superpotenza americana  da parte delle istituzioni Italiane ed europee nell’ostracizzare il vaccino russo, nella speranza da parte dei decisori europei,  che credono così di interpretare i desiderata degli apparati profondi USA,  di cui abbiamo pocanzi detto qualcosa, e quindi di ingraziarsi la super potenza, potremmo dedurlo da un recente paper da poco pubblicato da una antica e prestigiosa Università delle Ivy League, la Brown University, all’interno della  decennale ricerca sulle conseguenze delle guerre USA post 11 Settembre “War cost project”, il paper si intitola “The costs of war to united states allies since 9/11“. In tale paper, che, per le affermazioni che ci riguardano , dovrebbe senza meno dare luogo a una commissione parlamentare sulla questione, i ricercatori USA asseriscono che paesi come l’Italia hanno partecipato alle guerre post 11 Settembre non perseguendo propri interessi strategici, ma solo sperando di ingraziarsi i favori della superpotenza americana.

Una conclusione simile a quella dei ricercatori della Brown University la aveva detta Lucio Caracciolo nel corso del IV festival di Limes a Genova, mostrando di essere sempre in anticipo e di parecchio sulle cose , egli ebbe a infatti ad affermare in quella occasione   che negli anni noi avevamo usato sistematicamente le nostre forze armate contro gli interessi nazionali,  avendo agito esse, disse,  come fossero straniere, e che avevamo partecipato “a operazioni infinite e infinibili come quelle in Afghanistan per pura necessità di dimostrare la nostra lealtà agli alleati”  e che infine, “capolavoro”, aveva detto, dopo vari giri di valzer avevamo partecipato alla distruzione della Libia, di cui dopo aver “fatto fuori il titolare” Gheddafi, cercavamo un sostituto da rimettere in piedi.  Caracciolo, raffinatissimo oratore,  concludeva, come suo solito, con penetrante acume, riflettendo che “evidentemente c’è qualcosa che non torna, e quando si parla di strumento militare non si può parlare solo di bilanci e di cifre, devi anche sapere che ci vuoi fare”.

Ebbene questa piccola quanto  fondamentale  digressione ci permette di postulare che se un paese è capace di fare una guerra per ingraziarsi  l’impero, guerra in cui dovrà gettare molti denari e le  vite umane dei propri militi, quali quelle che perdemmo a Nassiria, ad esempio, nulla allo stesso modo potrebbe  impedirgli di privare il popolo di un ottimo vaccino pur di cercare di ingraziarsi  come lo chiama la stessa Limes, l’impero americano stesso. 

Il cittadino che non si sente un capo di bestiame come è implicitamente considerato persino nella invocazione della immunità di gregge, dovrebbe leggere molto attentamente questo paper della Brown University, che è una università americana, non russa, e chiederne conto a se stesso e soprattutto ai decisori che ha mandato al governo nel proprio paese.

COME MEMBRO DI UNA FAMIGLIA ITALO RUSSA NON INTENDO TOLLERARE INSOPPORTABILI OFFESE TRIVIALI GRATUITE ALLA RUSSIA E AI RUSSI

tweet in cui la deputata del PD Quartapelle chiama i russi nemici dell’Europa

Ovviamente sono particolarmente sensibile  a questo atteggiamento ostile verso la Russia per essere sposato da quasi dieci anni ad una artista russa, con cui viviamo insieme a Roma, e quando in Italia o nel web leggo titoli di giornale, non solo italiani, ma anche  americani e inglesi,  che descrivono la Russia come generica  entità ostile,  penso a certi  pezzi di Jacopo Iacoboni, al quale risposi con un mio articolo intitolato “La Russia invia aiuti, “La Stampa” di Molinari la oltraggia. La risposta dell’Ambasciatore Razov” al suo articolo atto a gettare fango sulla Russia quando la Russia ci inviò aerei e aerei di aiuti in un momento drammatico agli inizi della pandemia, e  che mi  ha recentemente bloccato su Twitter, o a certi disgustosi ancor più gravi  interventi di esponenti politici come Lia Quartapelle che su Twitter ha definito i Russi nemici dell’Italia e dell’occidente,  ecco allora penso e sento la infame offesa che viene fatta a persone del tutto innocenti di qualsiasi colpa,  solo per  essere nati russi, come mia   moglie,  che è un’artista che porta  pace e la bellezza dell’arte nel mondo, o come magari devono subire gli adolescenti italo russi che si trovano a subire di dovere leggere  le cose trivialmente  pubblicate da questa stampa grossolana, volgare e vile, queste vili e ostili definizioni della Russia come nemico,  senza alcun fondamento razionale e di verità, questa è una cosa che non può andare avanti.

Ho  deciso  dunque  di  fare lo Sputnik proprio per sottolineare tutta questa situazione che ritengo non accettabile, facendo lo  stesso vaccino che avrebbe fatto  mia moglie e tutti i componenti russi della mia famiglia. Trovo  necessario, nell’ambito di una civiltà del diritto,  che una moglie e un marito non vengano divisi, in un frangente come questo,  nella possibilità di utilizzare lo stesso farmaco,  e penso  che nello scenario di una pandemia mondiale persone che si trovino nella nostra condizione debbano poter usare indifferentemente un vaccino americano o europeo o russo indifferentemente, e qualsiasi cittadino dovrebbe poterlo fare, quali armi comuni  di una comune lotta che gli esseri umani fanno contro un invasore alieno come  credo si debba ritenere essere un virus che attacca non gli americani o i russi o i cinesi o gli italiani,   ma l’umanità in quanto tale.

Come è possibile mi domando  e vi domando che nello spazio ci siano cosmonauti Russi e Americani che condividono fraternamente l’esperienza di stare in orbita insieme in una stessa stazione spaziale, come è possibile che per decenni gli astronauti occidentali abbiano usato e continuino ad usare vettori russi per raggiungere lo spazio e qui sulla terra invece si impedisca ai cittadini occidentali di usare una medicina russa  che protegge la vita dalla aggressione di un alieno, di un virus  che ci sta attaccando e uccidendo?

In prima fila, da sinistra i nuovi membri dell’equipaggio della spedizione 42 :
Anton Shkaplerov, Samantha Cristoforetti e Terry Virts.
Nella parte posteriore sono Elena Serova, comandante Barry Wilmore e Alexander Samokutyaev.
Sono nel modulo di servizio Zvezda per una cerimonia tradizionale di saluto dell’equipaggio con i funzionari di famiglia e di missione a terra. (FOTO nasa)

Quale è la logica di questa contraddizione in essere? La verità è che questi  contraddittori comportamenti non  hanno nessun fondamento razionale, non c’è nessuna coerenza in tutto ciò, ma  da ciò  si vede invece  chiaramente come tali atteggiamenti  siano un plateale atto di  manipolazione delle masse,  troppo distratte dalle vicende della quotidianità per soffermarsi a riflettere su queste incongruenze logiche nel comportamento delle istituzioni del  potere occidentale che sembrano ostaggio di giochi non civili .

Mi sono vaccinato  con lo Sputnik V  per tutti questi motivi , e ringrazio le istituzioni russe che me lo hanno reso possibile,  l’ho fatto come gesto di affermazione, nell’ambito del  diritto alla salute,  di scegliere liberamente quale farmaco utilizzare, ben  sapendo che quando tornerò in Italia mi troverò nelle condizioni  per cui non mi sarà riconosciuto il mio status di vaccinato, è questa  è una cosa che mi sembra assolutamente inaccettabile, e dunque mi sono vaccinato con lo Sputnik V anche come atto di protesta bio politica contro questi giochi politici sulla pelle dei cittadini

Se, come è  probabile, mi sarà negato un certificato di avvenuta vaccinazione, come va delineandosi essere necessario avere in Europa,  allora  mi  rivolgerò alla Corte Europea dei Diritti Umani di Strasburgo per far valere  la mia avvenuta vaccinazione con Sputnik, che può essere valutata semplicemente sulla base della risposta anticorpale che con una semplice analisi del sangue metterò a disposizione di qualsiasi autorità, e su questo punto, se necessario  farò una battaglia civile affinché il vaccino Sputnik V, come tutti gli altri vaccini,  possa essere alla portata di chiunque lo voglia usare, senza essere usato invece arma geopolitica negando ai cittadini un possibilità per proteggere le proprie vite.

EMA  si muova in fretta, io sto tornando.

L'AUTORE
David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015
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