La Russia invia aiuti, “La Stampa” di Molinari la oltraggia. La risposta dell’Ambasciatore Razov

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28/03/2020 David Colantoni

In copertina il Corriere della Sera del 18 luglio 1941. Notizie dell’invasione nazifascista della Russia

Ho letto con una estrema amarezza quelle che ,  estremamente fuori luogo mentre stanno morendo migliaia di italiani,  ritengo misere insinuazioni , con cui il quotidiano  la Stampa a mezzo di un articolo del giornalista Jacoboni ha oltraggiato l’intero popolo Russo per averci inviato dei grossi aiuti , ben 15 aerei,  popolo a cui porgo sentite scuse, e che stringo in un abbraccio di  immensa gratitudine.

il giornalista Jacoboni

Innanzi tutto chiedendomi  il motivo di questa isterica acidità della Stampa ho scoperto con due click su google sullo stesso profilo  wikipedia  del giornalista Jacoboni , che tale giornalista è un  collaboratore del Think Thank Atlantic Council  che come recita  wikipedia è un think tank americano con sede a Washington, D.C. il cui scopo è “Promuovere la leadeship americana e promuovere accordi internazionali basati sul ruolo centrale della comunità atlantica nell’affrontare le sfide del XXI secolo” e mi sono ricordato che di fronte a Washington, oltre il fiume Potomak, si  erge la fortezza militare del Pentagono, a controllo della Casa Bianca,  e che questo Atlantic Council pubblica interventi che suonano cosi :”Pentagono: la massima priorità delle forze militari statunitensi in Europa è di ridurre l’aggressività russa“. Ovviamente tutto ciò mi dico non ha assolutamente nulla a che vedere con il giudizio oltraggioso  di Jacoboni verso un popolo che ci ha mandato 9 aerei di aiuti per affrontare l’epidemia. Ovvio.  Andiamo avanti.

Ho ritenuto necessario Pubblicare per i nostri lettori la lettera aperta che l’ambasciatore della federazione Russa Razov ha scritto al direttore di questo giornale che a questo punto sono costretto a giudicare un triviale foglio di quarta categoria, prima lo elevavo a una terza da bettola e ogni tanto lo ungevo di pizza e lo macchiavo di birra nei miei momenti basso-shakespeareiani da taverna, ovviamente  se lo trovavo in offerta come tovaglia del locale .

Anche la stessa Stampa ha pubblicato la risposta dell’ambasciatore solo per poter lasciare il giornalista offensore ri-offendere.

L’offesa in cosa consisteva ?

Nell’affermare, fra le altre offese,  che “autorevoli fonti politiche”  avevano detto al giornalista che gli aiuti russi erano all’80 per cento inutili e mandati non per aiutare ma perchè interessati.  Niente di meno, è una mia libera interpretazione questa,  che una “criptoinvasione” che sta facendo tremare polsi in alti ambienti strategici. Brivido !! Jacoboni lo ribadisce come argomento anche nella risposta. Caro Jacoboni è molto semplice allora,  faccia i nomi,   perché continuare a parlare di “fonti” , arrivati a questo punto da incidente diplomatico,  lei capisce bene, è assolutamente aleatorio, ridicolo.

Faccia i nomi di queste fonti ,  tanto  se sono politici di alto livello non hanno nulla da temere , anzi, e invece se si devono nascondere per parlare, oltraggiando,  dubito che possano essere politici  di alto livello, saranno politici di alto livello come lei è giornalista di alto livello: ecco,  le spiego che i veri politici non si nascondo dietro  il paravento delle “fonti”, questo lo fanno gli informatori criminali nei film polizieschi,  perchè l’ azione di un politico  è per sua natura pubblica, e poi specifichi cosa intende per inutile,  o lei sprofonderà nel ridicolo oltre che nell’ infimo dove è già sprofondato emanandone tutti gli aromi del caso.

L’ambasciatore della federazione Russa in Italia Razov

Prima di pubblicare la risposta dell’ambasciatore Russo, voglio anche dire la mia : conosco bene la Russia, non perché come fa  Jacoboni con gli americani, collaboro a un thin thank che promuove la leadership del Cremlino nel XXI secolo , ma perché ho sposato una meravigliosa donna e grande artista russa ,  che per caso è anche la trisnipote del Poeta Alexander Puskin, il soprano Natalia Pavlova, figlia  a sua volta di una delle maggiori poetesse viventi russe che è anche una newyorkese e cittadina americana, con casa a Manhattan davanti a Central Park ,  la poetessa Vera Pavlova.

La Russia è mia seconda patria terrena,  nonché patria universale spirituale. La mia educazione morale la devo, insieme a romani e greci e a molti altri  ,  fondamentalmente alla letteratura russa di cui mi sono nutrito fin da adolescente;  Dostoevsij e Tolstoi, Acmatova e Brodksij e molti altri russi , sono  pilastri che sostengono il tetto del mio spirito.

Atterrare a Mosca , quando ho il privilegio di andarci, è sempre  un tornare a casa;   poche città sento  Europee come Mosca, trasudante cultura da ogni suo angolo, con il suo popolo colto, i suoi splendidi cittadini amanti di musica e teatro,  danza e  cinema, e quando vado in Russia come Italiano sento solo un immenso amore dei russi per il nostro paese, profondo e vero.

Allego qui a lettore un mio Diario di un viaggio in Russia di qualche anno fa.

 

Il giornalista della Stampa guardando i militari sanitari russi – russi che ancora hanno un esercito di leva , popolare e nazionale e dunque espressione intera del popolo-  ha scritto che  l’immagine gli evocava l’invasione russa dell’Afganistan.

Voglio rispondere alla offensiva ottusità morale e alla caduta di stile espressa dalla Stampa verso un popolo che ci ha inviato un aiuto immenso, innanzi tutto morale, con il farci sentire la loro vicinanza fisica, concreta,  in un momento in cui siamo in ginocchio,  e in un momento in  cui alcuni importanti governi  europei con cui siamo federati ci hanno sequestrato per settimane misere ma vitali mascherine già pagate, mentre i nostri medici morivano infettandosi per curare i cittadini, e   aiuto che quando ricevuto  non dovrebbe nemmeno essere quantificato sulla bilancia della miseria spirituale, perchè anche fosse venuta una sola persona dalla Russia e avesse aiutato a salvare una sola vita sarebbe un aiuto bendetto, e rispondo dicendo che  quando io ho visto la foto dei soldati sanitari  russi intorno a un tavolo operativo con i militari italiani ,  ho provato come l’impressione di una ferita finalmente guarita.

Perché ho ripensato con profonda vergogna a quando affianco dei Nazisti la Russia la invademmo noi italiani, bruciando villaggi  e ammazzando donne vecchi e bambini  nell’avanzata,  ho ripensato a quando decine di migliaia di giovani italiani ingenui e ignoranti  furono mandati con l’Ottava armata con le scarpe di carta ad aggredire questo grande  popolo che  non ci aveva fatto nulla, e a togliere e a perdere migliaia di vite ,( consiglio il lettore di leggere e ascoltare le testimonianze di Nuto Revelli, prima alpino in Russia poi Partigiano in Italia) ,   esattamente come avevamo fatto con la Libia, con l’Eritrea, con La Somalia, con la Jugoslavia, con la Grecia  e con l’Albania, rendendoci  corresponsabili di avere scatenata la  carneficina della seconda guerra mondiale,  e mandando gli ebrei italiani o che catturavamo nei paesi che invadevamo a morire nei lager nazisti. Mia nonna, mi ha raccontato molto molto  bene tutto,  Caro Jacoboni.

Allora  vedere soldati russi e militari italiani intorno a un tavolo, qui in italia,  collaborare per salvare vite umane,  a me invece ha profondamente commosso, fino alle lacrime, come commuove vedere la pagina definitivamente voltata di una colpa  terribile come quella di avere invaso la Russia che finalmente svanisce nel perdono degli offesi,  perché ripeto, cari Jacoboni e Molinari,  la Russia siamo noi ad averla invasa senza nessuna altra  ragione allora  che l’infamia nazifascista,  portando essa  morte,  dolore e distruzione.

E al popolo russo che ha perso quasi 30 milioni di vite per resistere all’invasione nazifascista, il mondo deve la sconfitta sul terreno  del nazismo e la propria libertà.  Solo un popolo dal cuore immenso e dal sorriso invincibile ,  come lo sono i Russi,  poteva rispondere 70 anni dopo  la nostra invasione, senza nessun rancore di cui avrebbe  tutte le ragioni,  mandando i soldati  medici del suo popolo   ad aiutarci a rischio della propria vita potendo rischiare di contaminarsi essi stessi,   mentre siamo in ginocchio piegati dall’epidemia.

Ora sappiamo tutti che esistono dei feedback politici, e anche  un ritorno di prestigio nell’aiutare qualcuno, ma è inevitabile ed è così per tutti, e che esiste una universale fisiologia del potere che è comune a tutti gli Stati,  ma mettersi a malignare su questo lato meramente fisiologico del prestigio politico che da’ a uno stato  aiutarne un’altro, in   questo momento tragico  è solo bassissima e volgare  speculazione. Anche l’Italia ha spessissimo aiutato altri Stati,  dovremmo pensare per invadere qualcuno?

Voi pretendete  di leggere nel cuore degli uomini  arrogandovi la capacità di dire quali sarebbero i veri motivi di questi aiuti, invece Hannah Arendt spiegava che il cuore umano  è insondabile, e solo le azioni hanno valore politico. Diceva Arendt ” in politica essere e apparire sono la stessa cosa”. Questi aiuti sono esattamente quello che sono. Aiuti. E l’unica cosa che possiamo sapere con certezza è che stanno salvando delle vite. Eventuali oscure pulsioni e motivazioni avvolte nell’ insondabilità del cuore umano  non interessano chi da questi aiuti avrà la vita salvata.

Jacoboni, vergognati. E si vergogni anche lei Montanari. Non avete nessun senso del decoro ne  della greca misura, siete palloni  gonfi di  tragicomica tracotanza.   Felliniani e tragicomici Vitelloni.

LETTERA APERTA  DELL’AMBASCIATORE RUSSO AL DIRETTORE DELLA STAMPA

AMBASCIATORE DELLA FEDERAZIONE RUSSA NELLA REPUBBLICA ITALIANA

Via Gaeta, 5, 00185 Roma, Italia tel. (3906) 494-16-80. fax (3906) 491031 e-mail: ambrusitalitamid.ru htird/www.roma.mid.nt otc.o3,4320 10-  crr

Al Direttore del quotidiano “La Stampa” Dott. M.Molinari

LETTERA APERTA

Egregio Direttore,

con immutata attenzione e interesse leggiamo quanto pubblica il Suo prestigioso e diffuso quotidiano.

La nostra attenzione è stata attirata da due articoli firmati J.Iacoboni del 25 e 26 marzo c.a. relativi agli aiuti russi all’Italia nella lotta al coronavirus. A questo proposito vorremmo esprimere alcuni commenti e osservazioni.

La prima pagina della Lettera Aperta dell’Ambasciatore Razov

Il giornalista, facendo riferimento a informazioni ricevute da “fonti politiche di alto livello” afferma che l’80% degli aiuti russi all’Italia sarebbe totalmente inutile o poco utile. Naturalmente non sappiamo a quali fonti si riferisca l’autore e ci atteniamo in primo luogo alle dichiarazioni pubbliche di rappresentanti ufficiali della Repubblica Italiana.

Il Presidente del Consiglio dei Ministri della Repubblica Italiana G. Conte nella conversazione telefonica del 21 marzo c.a. ha ringraziato il Presidente della Russia V.V. Putin per gli aiuti tempestivi e imponenti offerti all’Italia in questa difficile situazione. Il Ministro degli Esteri L. Di Maio ha ritenuto opportuno recarsi personalmente all’aeroporto militare di Pratica di Mare per accogliere gli aerei che hanno trasportato gli specialisti russi, i mezzi e le attrezzature, esprimendo la sua gratitudine alla Federazione Russa.

Cosi come hanno fatto per esempio l’Ambasciatore dell’Italia a Mosca P.  Terracciano, il rappresentante dello Stato maggiore della Difesa L. Portolano e molti altri. In ogni caso il giornalista non avrebbe dovuto disorientare gli stimati lettori in merito alla vera reazione dei vertici ufficiali italiani alle attività della Russia.

Riguardo all’utilità o meno del contenuto degli aiuti russi, ci sembra che sarebbe stato meglio chiedere prima di tutto ai cittadini di Bergamo dove iniziano a operare i nostri specialisti si nostri mezzi.

Com’è noto si tratta di una delle città del Nord Italia con il maggior numero di infettati, dove sono già morte 1267 persone e 7072 restano positive. I nostri epidemiologi, virologi, rianimatori, su richiesta dei colleghi italiani, cominceranno a lavorare nelle residenze per anziani strapiene della città in cui si è creata una situazione critica per la mancanza di medici e il bisogno di interventi di sanificazione di edifici, locali e mezzi di trasporto.

L’autore dell’articolo dovrebbe capire che i militari russi, cosi come i loro colleghi italiani, andando a operare nell’area loro assegnata, mettono a rischio la propria salute e forse anche la vita.

J.Iacoboni intravede un insidioso secondo fine della Russia nel fatto che siano stati inviati in Italia militari delle forze armate russe, tra i quali anche esperti di difesa nucleare, chimica e biologica.

A titolo di informazione per l’autore e per i Suoi stimati lettori, comunichiamo che i rappresentanti delle truppe russe di difesa nucleare, chimica e biologica sono gli specialisti più mobili e più preparati, con esperienze in diverse regioni del mondo, in grado di prestare assistenza efficace nella diagnosi e nel trattamento dei pazienti, cosi come nell’esecuzione delle necessarie misure di disinfezione.

Per quanto riguarda il messaggio che spunta dal ragionamento dell’autore e cioè che l’invio di militari russi (a proposito, a titolo gratuito) avrebbe come scopo quello di causare un qualche danno ai rapporti tra l’Italia e i partner della NATO, offriamo ai lettori l’opportunità di giudicare da soli chi e come viene in aiuto al popolo italiano nei momenti difficili.

In Russia c’è un detto: “Gli amici si vedono nel bisogno , E poi, il parallelo tracciato dal giornalista tra  l’arrivo in Italia degli specialisti russi e l’ingresso delle truppe sovietiche in Afghanistan nel 1979, concedetemelo, è semplicemente fuori luogo e come si dice “non stà né in cielo né in terra”.

Confidiamo che, guidati dal principio fondamentale del giornalismo sull’imparzialità e obiettività dell’informazione e convinti che i media debbano riflettere punti di vista diversi, siamo certi troverete la possibilità di pubblicare la nostra risposta, che ci auguriamo possa aiutare a chiarire ai vostri lettori la realtà delle cose.

Rispettosamente,

Sergey RAZOV

 

L'AUTORE
David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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