Caso Zaytsev: togliere subito i figli ai No Vax violenti

Luglio 5, 2018
Germano Milite
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Chiariamolo fin da subito: dopo le minacce subite dall’atleta italiano e gli (indiretti) auguri di morte e sofferenza per la sua bimba, è ancora più chiaro che le idee dei no vax dovrebbero essere perseguite per legge e non più tollerate come “libere opinioni”. Chi le espone, che fa parte di una minoranza in rapida e preoccupante ascesa, oltre che molto rumorosa, dovrebbe infatti essere considerato per ciò che è: un potenziale criminale; un propagatore di morte ed un disagiato. I genitori che non vaccinano i propri figli e propagandano terrorismo psicologico, volendo imporre ad altri la propria scelta ed addirittura augurando la morte ai figli vaccinati dei genitori assennati, dovrebbero essere subito estromessi dalla patria potestà ed internati in appositi campi di concentramento scientifico/culturale, dove essere forzosamente rieducati al pensiero civile e curare il proprio (evidente) disturbo psicologico.


L’ODIO NO VAX CHE NASCONDE DISTURBI MENTALI GRAVI

Qualora non superassero con successo il periodo di riabilitazione forzata, perderebbero per sempre l’affidamento dei figli, come giusto che sia. L’opinione non può infatti mai essere veicolo di danno collettivo o di minaccia sociale. Tutto questo buonismo nei confronti di chi diffonde tesi antiscientifiche e si scaglia con atteggiamento delirante, arrogante e violento contro chiunque non confermi le sue convinzioni ottuse, è ridicolo e soprattutto pericoloso.

L’odio No Vax, che nasconde patologie mentali e disturbi antisociali gravi, ha difatti superato il limite del tollerabile. Chi abbraccia un certo approccio inumano e violento al confronto, si rende automaticamente un soggetto pericoloso per la collettività, da considerare e trattare appunto come un criminale.

Una persona che, con figli, augura ad un’atleta la morte della figlia vaccinata, è chiaramente disturbata, dissociata dalla realtà e soprattutto foriera di una cattiveria fuori dal senso comune di umanità.

E contro questo genere di violenza, occorre rispondere con altrettanta virulenza e fermezza. Personalmente, sogno autentici “rastrellamenti” casa per casa, famiglia per famiglia, una volta individuati con certezza coloro che si sono resi autori di determinati commenti ed “auguri”. Colpirne qualcuno, con grande clamore mediatico, per educarne molti.

IL FALLIMENTO DELLA “LOTTA GENTILE”

La via dell’informazione, della lotta “gentile” all’arroganza ed alla tracotanza No Vax non ha pagato e da sola non può estirpare questo autentico cancro sociale in espansione. L’Italia continua ad essere tra i paesi europei con minor copertura vaccinale per malattie come il morbillo (che ancora oggi mietono vittime, al contrario di quello che sostengono i vari ritardati mentali e “medici” in cerca disperata di notorietà). E, nel 2018, non perseguire (o meglio perseguitare) chi è causa di morte per bambini e soggetti immunodepressi per mere credenze superstiziose, è inaccettabile.

Si tolgano i figli ai no vax violenti ed impositori del proprio pensiero; si tolgano anche diritto di parola e di espressione a questi subumani colmi di acrimonia ed ignoranza.

RISPONDERE CON COMPETENZA AI LEGITTIMI DUBBI

A tutti coloro che hanno legittimi dubbi e li espongono con pacatezza, umiltà e predisposizione all’ascolto e soprattutto al cambio di opinione, si diano come sacrosanto tutti gli strumenti per capire di più e meglio perché vaccinare è l’unica scelta sensata da poter fare da quando i vaccini sono stati inventati. Avere dubbi e timori è umano e comprensibile, ergo non condannabile. Anzi: porre dubbi e non accettare sempre supinamente lo status quo è sempre un segnale sano di società attiva. Il lavoro di medici come Burioni non ha scalfito le idee degli invasati, ma di sicuro ha aiutato molte altre persone bisognose di rassicurazioni ed autorevolezza su temi tanto complessi. La lotta, quindi, dovrebbe essere fatta con il manganello ma anche con il dialogo rivolto a chi è disposto ad ascoltare.

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Il dramma, infatti, si verifica quando il presunto dubbio è solo un paravento per coprire reali certezze dogmatiche sulle quali non si vuole ascoltare alcun parere divergente e per le quali non si tollera alcun contradditorio. Si possiede un’idea cristallizzata, fondata su marchiane quanto oggettive ed incontestabili fandonie

Chiariamolo ancora una volta: il pensiero no vax ha dignità di esistere solo come momentaneo dubbio che si ha però reale intenzione di fugare. Esiste così tanta letteratura scientifica ufficiale a supporto della bontà dei vaccini, che ostinarsi a vederli (tutti, indistintamente) come un pericolo peggiore delle malattie che prevengono, è chiaramente sinonimo di un ritardo mentale grave. O di un approccio comunque delirante ed ottuso alla realtà dei fatti. Nulla che sia compatibile con una corretta genitorialità.

Inoltre, visto che le mancate coperture vaccinali causano morti infantili, a chi delira senza la minima voglia di ascoltare pareri opposti e cambiare idea, è giusto togliere la voce, la tastiera ed ogni possibilità di diffondere disinformazione ed acredine.

MENO TOLLERANZA CONTRO IL TERRORISMO NO VAX

Che tipo di adulto sarà, un povero bimbo cresciuto a pane, odio e disinformazione? Che vede i propri genitori augurare la morte ai figli di chi opera scelte (sensate e documentate) diverse dalle proprie? Quale società di disturbati stiamo allevando, sdoganando una distorta concezione della “libertà di pensiero”, che in realtà non dovrebbe mai prevedere la libertà di esporre idee razziste, antiscientifiche e pericolose per la collettività. La storia (recente) ci ha insegnato che danni immani possano fare eccessivo lassismo e tolleranza nei confronti di certe “correnti di pensiero”. Si inizia minimizzando, si continua con la diffusione a macchia d’olio di certe idee e ci si ritrova con quelle idee portate avanti da chi governa.

Va bene: come ovvio, la questione dei “campi di concentramento scientifico” è una chiara provocazione iperbolica, così come lo è la proposta di rastrellamenti casa per casa in cerca di No Vax violenti e socialmente pericolosi. Ma questa evocazione di un futuro distopico dove il dissenso (delirante) è totalmente annientato, è un messaggio disperato affinché si intervenga con fermezza, e con sanzioni vere e non patetiche “auto-certificazioni” contro chi propaganda regressioni scientifiche ed antropologiche e si permette di augurare la morte a creature innocenti.

Riflettiamoci: che tipo di genitori può essere chi si sente libero di valicare in tal modo ogni limite di decenza e di disumanità? Perché dovremmo lasciarlo libero di fare altri figli e di propagandare il proprio odio cieco e le proprie superstizioni antiscientifiche?

Certo, l’autocertificazione concessa dal neo-ministro Grillo non lascia ben sperare, ma alzare un urlo di protesta ed insofferenza è doveroso, sempre.

Cari talebani No Vax, ricordate che gli auguri di morte ai bambini rivelano solo quanto il vostro disturbo mentale sia grave e che tipo di gentaglia abbraccia certe battaglie oscurantiste e retrograde.

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VACCINATI CONTRO I NO VAX

Dopo la notizia delle minacce ricevute (alcune delle quali probabilmente anche eliminate dagli stessi, vigliacchi autori), la foto dell’atleta è stata per fortuna inondata di commenti molto rincuoranti, da parte di numerosi utenti di Instagram, tutti schierati dalla parte del campione e del suo gesto. Un segnale senza dubbio positivo, che ha mostrato la parte buona del paese, vaccinata contro il delirio anti-vax ed in generale contro l’integralismo antiscientifico. Un elemento positivo che, ad avviso di chi scrive, dovrebbe ancor di più incoraggiare azioni sanzionatorie molto severe nei confronti di chi attenta alla salute pubblica con veemenza e pervicacia, mostrando di essere sia un pessimo cittadino che un pessimo genitori ed anteponendo le proprie superstizioni al bene dei propri figli e di quelli altrui. L’augurio finale è che, quanto capitato a Zaytsev e da tempo riscontrabile ovunque sia online che offline, sia motivo di riflessione per il Ministro Grillo, che non dovrebbe mai mettere le ragioni propagandistiche e l’accattonaggio di voti prima della salute pubblica.

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L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".
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