“La gente che non ce la fa più” e il populismo da ignorare

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06/02/2018 Germano Milite 5967

Lo scorso Agosto, un 62enne romano (doc) ha ucciso e fatto a pezzi la sorella, gettandone i resti in un cassonetto. La scorsa vigilia di Natale, a San Severino, una madre 38enne ha ucciso con 18 coltellate il figlio di appena 13 anni. Perché nessuno, vestito con il tricolore, è andato in strada a sparare contro i pensionati romani o le madri di San Severino, per vendicare quelle vittime innocenti, venendo poi anche giustificato e protetto da qualche partito neofascista?

Proprio nei pressi di Macerata, negli ultimi 10 anni, si sono registrati almeno altri 4 omicidi efferati, con persone ammazzate, fatte a pezzi e nascoste tra boschi e fiumi. I nomi delle vittime erano Rossella Goffo, Demetrio De Silvestre, Adele Mazza ed Enkebida Bequiri, che in quanto prostituta e straniera ha tra l’altro “goduto” di pochissimo spazio mediatico e nessun cronaca è andata a raccontarne l’orribile morte con dovizia maniacale di dettagli.

Mi chiedo: come mai tutta questa attenzione ossessivo/compulsiva solo per il (presunto) omicidio della povera Pamela, che ancora non si sa se sia morta di overdose prima di essere orribilmente martoriata dallo spacciatore Nigeriano? Perché, ai tempi, Salvini, Meloni ed equipollente compagnia politica cantante, non hanno rilasciato mezza dichiarazione sugli altri crimini sin qui esposti?

LA DEMOCRAZIA CHE NON FUNZIONA

Ve lo dico io, ma non ci sarebbe neppure bisogno di scriverlo: necessità elettorali. Mere, banali, spudorate, penose contingenze elettorali. Ora, converrete: qualsiasi candidato che agisce guidato da questo tipo di intenti, dovrebbe essere relegato allo 0,1% e finire nel dimenticatoio politico. Ma, si sa, la democrazia non funziona a dovere e non è meritocratica: i politicanti più in vista non sono altro che vigliacchi valletti intestinali, schiavi del budellame della “giente” che “è stanca” e “non ce la fa più”.

E da anni è difatti sempre questa, la storia: dal Cinque Stelle al Pd, passando per tutti i partiti di centro destra e di destra estrema, c’è un mantra che pare accomunare tutti, con finalità elettorali diverse ma identico, sciatto ed irresponsabile atteggiamento: “La gente non ce la fa più” o “La gente è stanca”.

Tale premessa qualunquista ed evergreen serve, a seconda dei vari schieramenti e delle varie promesse elettorali esposte, a fomentare e/o giustificare le più becere forme di populismo chiagnazzaro di cui la cosiddetta “pancia del paese” si fa portatrice. È come se il buon padre di famiglia fosse diventato un vip distratto e paraculo che fa di tutto per compiacere i suoi figli più gretti, senza più alcun ruolo autorevole e di guida.

In realtà, la degenerazione peggiore della democrazia, consiste proprio in questa resa incondizionata di ogni politico che voglia contare qualcosa a livello mediatico. Una resa alla parte peggiore del paese: a quella più ignorante, egoista, ipocrita, ignava e meritevole delle sventure di cui si lamenta, spesso senza neppure reale ragione. Un vero e proprio armistizio incondizionato della ragione e della programmazione politica nei confronti del piccolo pensiero provincialotto, dell’uovo immediato al posto della gallina futura; di quella forma di involuzione antropologica che ci suggerisce il più animalesco abbandono agli istinti primordiali di sopravvivenza, senza tra l’altro che ce ne sia una ragione vera.

I POLITICI IN VISTA? ABILI CAMERIERI DEL LETAME POPULISTA

Riflettiamo su questo aspetto: qualunque politico italiano che oggi possiede una certa visibilità, è totalmente genuflesso (almeno in apparenza) al bassoventre del popolo al quale elemosina voti. Il “daje al negro” o comunque all’immigrato ha al momento superato in classifica, di diverse lunghezze, i precedenti “daje al meridionale” ed il gagliardo “daje alle banche ed alla finanza”. Seguono fuori dalla zona champions i vari “daje alle multinazionali”, con il “daje ai vaccini” che è rimasto in vetta per mesi e poi ha fatto la fine dell’Inter, rischiando ora di essere scalzato anche dal “daje alle tasse alte”, tornato in voga soprattutto grazie al purtroppo intramontabile nonno Silvio.

Eppure, in tutto questo squallido putridume gentista in cui il popolino lercio continua a farsi manipolare come e più di prima, dimostrando di non meritare l’enorme libertà d’accesso alle informazioni ed alla cultura che il web ha garantito anche alle classi meno agiate, servirebbe sul serio un po’ di coraggio e di visione per lanciare una provocazione: “Della gente che sarebbe stanca non si capisce neppure bene di cosa e sdogana, per questo, le più schifose forme di razzismo, violenza ed egoismo, noi ce ne sbattiamo in maniera totale. Ci interessiamo a questi subumani solo per punirli in maniera esemplare. Abbiamo infatti deciso di rivolgerci solo a coloro che non hanno ancora sostituito il cervello con lo sfintere anale, di ascoltare ed aiutare chi è in difficoltà e non per questo se la prende con chi sta peggio o ha la “colpa” di possedere pelle e provenienza diversa. Noi dei fascisti e dei razzisti riemersi dalle fogne non abbiamo considerazione, se non per estrometterli dal dibattito e dalla vita civile di questo paese. Perché il razzismo non è giustificato mai, neppure da povertà ed ignoranza”.

Sarebbe un discorso da zero o comunque pochissimi voti, probabilmente, ma l’unico sensato da fare.

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IL RUOLO DELLA POLITICA E LA GIUSTA PERSECUZIONE DEL NAZIFASCISMO

Questo perché il ruolo della politica dovrebbe essere educativo e rieducativo, punitivo per chiunque sbagli (senza alcuna distinzione, come Costituzione vuole e recita), senza buonismi e cattivismi, senza opportunismi ideologici ed ipocrisie sloganistiche. Sempre iper-semplificazioni e rincorsa ossessiva dei “sondaggi d’opinione”. Che l’opinione di un popolo, lo abbiamo visto, può essere plasmata o comunque influenzata dalla propaganda. E allora: perché scegliere sempre e solo quella più gretta e meno evoluta? Perché fa presa sulle masse? Vero, ma solo a metà. Le masse, per definizione, sono spugne che assorbono il bene ed il male fatto scorrere da chi le governa. Alimentare solo i sentimenti di odio, paura, egoismo, intolleranza ecc, è l’ultima cosa che ogni politico degno di candidarsi dovrebbe fare.

I fascisti ed i razzisti devono essere perseguitati, come legge Scelba e Mancino impongono, non accolti nel dibattito sociale contemporaneo, come se avessero sul serio dignità politica ed ideologica. Per parafrasare Salvini, occorrerebbe andare quartiere per quartiere, casa per casa, strada per strada, con operazioni di rastrellamento e pulizia in grado di stanare e rieducare i vari Luca Traini d’Italia, con i loro patetici tatuaggi, la loro frustrazione repressa e la loro arma ideologica carica e pericolosa.

Estremista, dite? E sparare a caso su persone dalla pelle scura, ottenendo appoggio e solidarietà da Forza Nuova e giustificazione indiretta da chi rischia (purtroppo) di governare il paese, come possiamo definirlo se non pericoloso estremismo neonazista? Domani potranno spararmi perché sono Campano? O giornalista? Perché “la ggente” sarà stanca dei giornalisti e dei campani?

Occorre abbattere questi germi di paradossale sovversione conservatrice subito, con la stessa virulenza che essi propagano impunemente.

Occorre ricordarsi di ciò che è accaduto praticamente ieri, per il quale non servirebbe neppure tanta memoria, ma semplice buon senso.

L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".

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