La bufala su Lindt che celebra le moschee e la pochezza umana

Dicembre 13, 2015
Germano Milite
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Internet ed in particolare i social network, ci mostrano sempre nuovi confini di demenza, analfabetismo funzionale e ritardo mentale di preoccupante entità che colpiscono eserciti di utenti. L’ultimo, deprimente esempio che testimonia anche quanto il suffragio universale possa essere considerato anche come una sorta di “conquista boomerang”, è il vortice delirante che ha travolto Lindt a causa dell’ennesimo articolo-bufala pubblicato da quel portale vergognoso e meritevole di censura (e multa salata al direttore abusivo/non giornalista) che si chiama Imolaoggi.

Secondo il portale razzista, infatti, la nota azienda svizzera avrebbe prodotto un calendario ispirato ad una Moschea. Inutile dire che i lobotomizzati medi hanno abboccato immediatamente all’ondata disinformativa che, ricordiamolo, è portata avanti prima di tutto per generare traffico, click e quindi introiti pubblicitari. Sulla pagina di Lindt Italia, è così arrivata una valanga di commenti che parlavano di “ciocco-islam”, invitavano a provare “vergogna” per l’iniziativa e maggiore rispetto per le “vittime degli attentati”. Ovviamente, il tutto è stato condico con i consueti ed immancabili inviti a boicottare i prodotti e a non acquistare più nulla dalla multinazionale della cioccolata.

Il post vittima della demenza e dell’ignoranza collettiva di un gruppo di fanatici para-cristiani, potete leggerlo qui e, per fortuna, dopo l’ondata dell’Italia peggiore, è arrivata anche la contro-ondata dell’Italia che è ancora dotata della capacità di intendere e di volere. Tuttavia, siti come Imolaoggi e determinati “utenti”, restano come segnacolo imperituro della regressione cui la razza umana sa andare incontro quando è schiava di grettezza mentale, manipolazione ed ignoranza.

LA VERITA’: NESSUNA CELEBRAZIONE DELLA MOSCHEA

Chiariamoci, anche se nel calendario Lindt ci fosse effettivamente stata raffigurata una Moschea, ciò non avrebbe in alcun modo offeso le vittime degli attentati orditi dagli integralisti islamici, anche perché, con buona pace dei minus habens catto-destrogeni, l’80% delle vittime dell’ISIS ed in generale dei terroristi islamici è proprio di fede musulmana. In ogni caso, la stessa azienda, ha precisato con un commento molto diplomatico e fin troppo educato e paziente (ma è proprio questo il lavoro difficile di un buon community manager) che nel calendario dell’Avvento a tema “Le mille e una notte”, presente in Germania già da oltre 10 anni, viene semplicemente rappresentata quella che era l’architettura tipica proprio del periodo storico e dei luoghi in cui è nato ed ha vissuto Gesù Cristo. Una dimostrazione, semmai, di quanto la cultura cristiana e quella islamica, fondamentalismi religiosi ed interessi economici e politici a parte, sia in realtà intimamente connessa ed in taluni aspetti addirittura “fusa”. Aggiungo, tra l’altro, che le architetture ritratte nel calendario, risalgono addirittura all’epoca persiana, ergo precedono di diversi secoli anche l’avvento dello stesso Maometto.

Insomma: dopo la scuola di Rozzano, anche una grossa azienda cade vittima del clima delirante alimentato, in maniera incosciente e finanche criminale, da politici e gestori di portaletti interessati solo a generare odio, raccattare voti e facile consenso e generare traffico per ottenere in cambio qualche spiccio.

Concludo citando uno dei commenti più belli lasciati sotto al post “incriminato” dall’amico Pietro Bonomo, grande esperto di comunicazione digitale e grande persona: “Grazie! Il cioccolato è una coccola, è amore. Questo mondo ha disperatamente bisogno di amore, indipendentemente da razze e religioni. Non preoccupatevi, il cioccolato che non vogliono mangiare più le persone cariche di rabbia, me lo mangio io. Ho bisogno di tanto amore e lo condivido volentieri con il mio fratello: musulmano, cristiano, induista, alieno, leghista, fascista, comunista, gay e si aggiunga chi ho dimenticato”.

E direi che, a questo punto, non c’è altro da aggiungere. Solo, semmai, da eliminare dal web portali e pagine fan che diffondono contenuti come quelli di Imolaoggi e di tanti, altri portali che nessuno neppure osa sanzionare.

L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".
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