Traini: il “merito” del primo attentato terroristico dopo anni

Pubblicato il 4 February 2018 da Emiliano Rubbi | Per leggere questo articolo ti servono: 5 minuti | 10097
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Quando Davide Mango uccise la moglie e mirò ai passanti, sparando col fucile dal balcone, io scrissi che non c’entrava nulla il fatto che fosse un neofascista, si trattava semplicemente di un folle.
E in molti non riuscirono neanche a capire questo concetto semplicissimo, e intervennero sotto il mio post scrivendo cose tipo: “VORREI VEDERE SE AVRESTI SCRITTO LE STESSE COSE SE FOSSE STATO KOMUNISTA!!!”.

Ed ero sicuro che, al primo crimine commesso da un africano, o da uno straniero in generale (purché con la pelle scura), i cretini di tutta Italia sarebbero di nuovo partiti all’attacco con i “DOBBIAMO DIFENDERCI” e via dicendo, accomunando miliardi di persone con motivazioni, storie, lingue, religioni e culture totalmente diverse, sotto la categoria “NEGRI ASSASSINI”.

A NESSUNO IMPORTA SUL SERIO DELLE VITTIME

E sono bastati pochi giorni perché ciò accadesse.
Quando uno spacciatore nigeriano uccise la 18enne Pamela Mastropietro, infatti, ricominciò subito tutto daccapo, come previsto.
Perché se un italiano ammazza, stupra, delinque, è un criminale, se lo fa uno straniero la colpa ricade su tutti gli stranieri. Tutti. Specialmente i neri.
Funziona così, tipo “peccato originale”.

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Nessuno sembrava essere interessato alla vittima, in realtà, ma il fatto era perfetto per fare campagna elettorale.

Matteo Salvini, da molti dipinto come lo sciacallo fascioxenofobo per antonomasia, scrisse un post perfetto per fomentare le scimmie lobotomizzate che lo seguono, accusando come di consueto Laura Boldrini (che non c’entrava un cazzo, ovviamente, ma se un africano delinque la colpa è inspiegabilmente sempre sua) e ripetendo il solito armamentario di “ESPULSIONI” e #primagliitaliani, che se espelliamo gli africani, i musulmani, i komunisti e quelli che non fanno il presepe la gente starebbe subito meglio e sarebbe molto più sicura.

IL PRIMO ATTENTATO IN ITALIA DA ANNI E’ FIRMATO DA UN ITALIANO

Già dal giorno stesso iniziarono a circolare su internet delle immagini di Laura Boldrini con la testa tagliata, come la povera Pamela, in un delirio di odio spaventoso, animalesco, primitivo come gli istinti di paura e voglia di “vendetta” contro i “diversi” sollevati da Salvini e l’ultradestra.

Poi succede che uno, un disadattato neofascista come ce ne sono tanti, dopo aver letto queste cose per anni, decide di prendere una pistola, salire in macchina e andare nel quartiere dove viveva l’assassino di Pamela a sparare a chiunque abbia la pelle scura.

6 feriti, tutti stranieri, e una città terrorizzata.
Il pistolero è Luca Traini, 28 anni, neofascista candidato con la Lega lo scorso anno al comune di Corridonia.

Il primo attentato terroristico da anni, in Italia, non ha visto nessuno gridare “Allah Akbar” né sventolare la bandiera nera dell’Isis, ma solo quella verde della Lega e il tricolore italiano che Traini portava addosso nel momento in cui, facendo il saluto romano, è stato arrestato.

Ed era solo questione di tempo perché accadesse, vista l’incessante campagna di odio xenofobo che la destra italiana porta avanti da anni.
Gli hanno dato dei “colpevoli” da odiare, e ora loro odiano, indistintamente.
Tutti. Spacciatori e medici, mendicanti e avvocati.
Basta che abbiano il colore della pelle diverso dal loro.

SALVINI:”LA VIOLENZA DI TRAINI E’ COLPA DELL’IMMIGRAZIONE”

Ma non finisce qui.

Dopo la sparatoria, Salvini dichiara: “La violenza va condannata, ma è chiaro ed evidente che un’immigrazione fuori controllo, un’invasione come quella organizzata, voluta e finanziata in questi anni, porta allo scontro sociale”.

Cioè: non è lui, non è tutta la destra, non sono loro, i nuovi fascisti, che hanno fomentato odio idiota per anni, ad averci portato in questa situazione, è colpa dell’immigrazione.
E Casapound gli fa eco, ribadendo lo stesso concetto e dimostrando di essere sostanzialmente in piena linea con lo sciacallo padano e con quei rotoli di carta da culo che rispondono al nome di “Libero” e “Il Giornale”.

Un po’ come Hitler diceva degli ebrei, convincendo il popolo tedesco che doveva “difendersi” dalla “minaccia giudea”.
Uguale uguale.

Forza Nuova, addirittura, solidarizza con Traini e si offre di pagargli le spese legali.
E su Facebook nascono gruppi con centinaia di iscritti che si chiamano “SIAMO CON IL PATRIOTA LUCA TRAINI”.

Tutto questo, ricordiamolo ancora una volta, nel momento in cui l’ISTAT ci fa sapere che anche quest’anno, come da tendenza pluridecennale, i crimini violenti (rapine, furti e omicidi) sono in costante discesa.

La situazione ormai è completamente degenerata.
Non venitemi a parlare di “libertà di opinione” o di “espressione”, questa incessante campagna di odio che fa leva sugli istinti più bassi del popolo più ignorante e indifeso va fermata.

DIMENTICANDOSI DI LEGGE SCELBA E LEGGE MANCINO

Esistono le leggi: applichiamole.
Esiste la legge Scelba, che sta addirittura in Costituzione, che vieta di riorganizzare il partito fascista, eppure è bastato cambiargli nome per farlo addirittura raddoppiare.
Esiste la legge Mancino, che vieta gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista, e aventi per scopo l’incitazione alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, etnici, religiosi o nazionali.

Non possiamo continuare a stare qui a guardare mentre questi sciacalli, questi vigliacchi, questi vermi, seguitano ad avvelenare, giorno dopo giorno, la coscienza, le idee, del nostro paese.

Ed è un senso di rabbia, di impotenza, quello che si prova vedendo quello che sta accadendo sotto i nostri occhi.
Stanno uccidendo la coscienza del nostro vicino di casa, dei nostri figli, senza che nessuno alzi la testa e si ribelli davvero, senza che dalle istituzioni venga un segnale chiaro e forte circa la necessità di un cambiamento di rotta.

Ne vedremo altri, di Luca Traini, se non facciamo qualcosa.


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Sono principalmente un produttore discografico, ma anche uno sceneggiatore e una persona interessata alle dinamiche sociali. Parlare di musica di solito mi annoia, quella preferisco farla e ascoltarla, quindi parlo di altro, ma sempre dal mio parzialissimo punto di vista
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