Le verità che ci ha svelato la votazione sulla piattaforma Rousseau

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21/02/2019 Emiliano Rubbi

La votazione online avvenuta qualche giorno fa sulla piattaforma del MoVimento 5 Stelle Rousseau ha chiarito tante cose.

Ha chiarito che un parlamentare non è un cittadino qualunque.
Perché un cittadino qualunque viene processato, se delinque. Un parlamentare, un ministro, può essere “salvato”.
Ma solo se è un alleato dei grillini.

Ha chiarito che 52.147 persone (meno di quante seguano il mio profilo Facebook, tra contatti e follower) che non hanno neanche letto il dossier delle accuse rivolte a Salvini dal Tribunale dei ministri, possono arbitrariamente decidere che sequestrare 177 poveracci e tenerli per giorni a bordo di una nave italiana, è una cosa fatta “nell’interesse nazionale”.  E se una nazione è formata dagli individui che la compongono, vi dico che no, non era affatto mio “interesse”, niente di tutto questo è stato fatto in mio nome.

Ha chiarito che “ritardo” è sinonimo di “sequestro”.

Ha chiarito che i giudici sono sempre “komunisti”, quando accusano qualcuno che piace a te.
Esatto, proprio come tanti piccoli Berlusconi.

Ha chiarito che Di Maio e gli altri deputati a 5 stelle sono terrorizzati dall’idea di perdere la poltrona, infatti hanno fatto di tutto per orientare il voto di ieri, in modo da non correre il rischio di mettere in crisi il governo.

E ha chiarito che sono talmente stupidi, ma talmente stupidi, da non avere ancora capito che Salvini non arriverà mai alla prossima finanziaria, dove dovrebbe trovare decine e decine di miliardi che non ci sono per evitare l’aumento dell’IVA, rifinanziare il reddito di cittadinanza e via dicendo.

In quel momento avremo un governo tecnico. Nessuno ci vorrà mettere la faccia.
Il mandato di Di Maio è a tempo, l’unico che non l’ha ancora capito è lui.

Ha chiarito che i grillini non hanno realizzato di aver già perso milioni di elettori in favore della Lega.
Elettori che, da ex grillini, ieri hanno salvato Salvini sul blog.

Ha chiarito che quasi la metà dei votanti non voleva passare sopra il principio fondante del M5S che vieta il ricorso all’immunità parlamentare.
E moltissimi di quelli si tramuteranno in altri voti persi dal MoVimento.

Ha chiarito che Salvini, da alleato, ha definitamente raso al suolo ciò che ancora rimaneva in piedi del M5S.
Ci voleva un populista fascista, per eliminare i populisti “né di destra né di sinistra”.
Il M5S non esiste più, dilaniato tra la fuga verso l’ultradestra di Salvini e l’astensionismo dei delusi.
E già domenica, alle votazioni in Sardegna, se ne renderanno conto.

Ha chiarito che “uno vale uno” è una bella frase con cui prendere in giro gli elettori.
Ma la verità è che c’è sempre qualcuno “più uguale degli altri”.
E quel qualcuno, come insegna Orwell, è sempre un maiale.

L'AUTORE
Sono principalmente un produttore discografico, ma anche uno sceneggiatore e una persona interessata alle dinamiche sociali. Parlare di musica di solito mi annoia, quella preferisco farla e ascoltarla, quindi parlo di altro, ma sempre dal mio parzialissimo punto di vista

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