Il progetto SOS Méditerranée: un’alternativa dal basso a Frontex e Eunavfor Med

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24/02/2016 1570
Ieri mattina alle ore 8 ha attraccato al porto di Palermo la nave SOS Méditerranée, un progetto nato poco meno di un anno fa in Germania, in partnership con la Francia e l’Italia.

Come spiega la presidente del gruppo SOS Méditerranée Italia, Valeria Calandra, il progetto nasce a Berlino da un’idea di Klaus Vogel, capitano della marina mercantile e storico che, nel momento in cui è stata interrotta l’operazione Mare Nostrum si è attivato per trovare, insieme ad altri amici francesi come Sophie Beau – vice presidente di SOS Méditerranée Francia – una risposta alternativa, non violenta e pacifica ai progetti Frontex e Eunavfor Med, che di fatto svolgono una mera azione di contrasto all’immigrazione illegale, come spiega l’ex docente di diritto d’asilo presso la Facoltà di Giurisprudenza di Palermo, Fulvio Vassallo Paleologo.

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La nave SOS Méditerranéee si pone invece come prerogativa quella di individuare i barconi in difficoltà e di prestare soccorso accogliendo tutte quelle persone che vorrebbero raggiungere le nostre coste alla ricerca di un futuro migliore. La prima tappa è stata Marsiglia, dove c’è stata una partecipazione massiccia da parte della società civile, circa 1200 visitatori.

In principio il progetto si presentava ambizioso, c’è chi addirittura ha pensato che fosse una follia, e invece nella giornata di ieri a Palermo si è visto come la cittadinanza palermitana ne sia stata entusiasta.

Dopo la conferenza stampa tenutasi a bordo tra le ore 9,30 e le 11 in presenza del sindaco Leoluca Orlando, la giornata è proseguita con la visita della nave da parte della cittadinanza fino alle ore 16.

Durante la visita guidata alla nave siamo stati accompagnati dallo staff del progetto ed è stato molto emozionante vedere la passione negli occhi di chi si sta impegnando a questo meraviglioso progetto; un’opportunità che potrebbe aiutare tantissime persone e ridurrebbe drasticamente il numero delle tragiche morti in mare. La nave è già attiva da questa mattina a Lampedusa e resterà attiva nel canale di Sicilia cercando di prestare soccorso a tutti coloro che ne avranno bisogno.

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L’imbarcazione ha una struttura bassa, pensata proprio per facilitare l’accesso e il salvataggio dei migranti ed è in grado di accoglierne fino a 500 tra interno ed esterno. É attrezzata di docce esterne, due scialuppe di salvataggio che possono accogliere fino a 25 persone, incluse il medico e l’interprete che saranno presenti al momento dei soccorsi, kit di primo soccorso, culle per neonati, uno spazio riservato agli uomini, un altro riservato a donne e bambini, una clinica medica per curare i casi di ipotermia o altri disturbi dovuti alle brusche condizioni climatiche che hanno sopporto i migranti durante la traversata.

Al momento il progetto è stato finanziato fino a fine aprile. La nave è stata infatti noleggiata e ha bisogno di ingenti fondi per poter essere mantenuta economicamente. I costi di gestione si aggirano a 11. 000 € al giorno ed è quindi importante un’attività di coordinamento tra soccorso in mare e realtà associative presenti sul territorio affinché questa nuova realtà possa perdurare nel tempo. Si auspica quindi la creazione di una proficua rete di sostegno.

Secondo Francesco Lo Cascio, vice presidente nazionale del M.I.R. (Movimento Internazionale per la Riconciliazione), la prima missione è il pacifismo. Si tratta di un progetto di società civile alternativo a Frontex e ricorda la frase “senza eserciti niente guerre, senza confini niente clandestini”. Lo Cascio continua dicendo che bisogna andare oltre le soluzioni militari in quanto queste non risolvono veramente i problemi del mondo.

L’incontro al teatro Agricantus di Palermo, tenutosi ieri pomeriggio, è proseguito con l’intervento di Anna Kamel del gruppo Médicins du Monde, la quale spiega che l’obiettivo principale è il “Medical care”, ossia il ricevere e mettere al sicuro queste persone. Lo staff è composto da due medici, sei infermieri, un mediatore culturale di origine eritrea, un responsabile per la logistica, un esperto in comunicazione. Lo staff medico e infermieristico presente a bordo fa parte dell’associazione Médecins du Monde.

Per approfondimenti visita il sito http://sosmediterranee.org/ e la pagina Facebook SOS Mediterranee Italia

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