Fai le valigie, prendi quelle poche cose di cui ti importa ancora e fuggiamo

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01/09/2015 Federica Maneli 2624

Fai le valigie, mettici quelle poche cose di cui ti importa ancora: caricabatterie, mutande, qualche vestito, il profumo che t’ha regalato tua madre, calze, spazzolino e scarpe da tennis. Ti aspetterò alle 03.00 di stanotte (fuori al cancello) dietro l’albero di mimose dei tuoi vicini. Ti porterò via una volta per tutte. Dovremo adattarci al mio misero stipendio, rinunciare a tante cose, stringerci in un banalissimo appartamento; ho deciso che smetterò di fumare, così almeno una volta ogni due settimane potrò regalarti una cenetta romantica in un fast food. Di sicuro fin quando non troverò un lavoro migliore non potrò portarti nei ristoranti lussuosi, né regalarti tutti i diamanti costosi che meriti. Dovrei sentirmi uomo a metà sapendo che quello che ho da offrirti è spicciolo; eppure non succede. Sai perché? Perché tu uomo a metà non mi fai sentire mai, Helen, anche quando potresti farlo. Anzi, da quando stiamo insieme mi sento completo, miracolato, stra-ricco. Non baratterei l’amore che ci metti — anche solo per passarmi la maionese al fast food — nemmeno per tutti i soldi del mondo. Quanto ti amo, dannazione. Mi fa impazzire il tuo profumare di bagnoschiuma, i tuoi capelli ricci, il modo in cui mi togli la sigaretta di bocca. Non merito proprio una gran donna come te. Mi mandi i messaggi con i risultati delle partite quando sono a lavoro, ordini solo una margherita quando ti porto in pizzeria perché dici che vuoi stare leggera, invece non vuoi farmi spendere troppo; mi stringi la mano e la baci se vado in paranoia pensando al passato, giuri di lasciarmi e poi ti trovo fuori al bar all’orario di chiusura per fare pace. Io tutto questo lo apprezzo, non sai quanto! È vero, sbaglio continuamente: ti prometto che smetto e poi ci ricasco, urlo quando litighiamo e mi ingelosisco per delle sciocchezze. Tu però resti sempre, senza scomporti, e con la tua meravigliosa eleganza mi sopporti prendendoti carico dei miei problemi e trascurando i tuoi. Seppure io non abbia mai avuto un padre e una madre, ringrazio Dio ogni santo giorno per avermi donato qualcosa di più: te. Da oggi giuro che sarò io a prendermi cura dei tuoi bisogni, farò l’impossibile per non farti mancare mai nulla. Sarà dura sicuramente, ma ce la faremo, perché l’amore — quando è sincero — mi hai insegnato che riesce perfino a spaccare il cielo.

L'AUTORE
Credo che saper scrivere non significhi usare necessariamente frasi articolate e termini complessi, ma saper toccare il cuore della gente, anche usando parole semplici. Non sono nessuno, non ho una cultura formidabile, e sinceramente non me ne frega niente. Io scrivo quello che mi passa per il cuore, e non permetto a nessuno di definire banali i miei sentimenti. Nessun sentimento lo è. Federica Maneli, 21anni, calabrese con il cuore napoletano. Il mio primo libro si intitola "Pensieri Scomposti"

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