Una sentenza che rappresenta una vera e propria legnata per il pluripregiudicato originario di Chieri, Matteo Saba, che come abbiamo raccontato dal 2023 ha diversi precedenti per truffa ed occutalmento di documenti contabili.
A questi, potrebbe aggiungersi anche una prima condanna per diffamazione aggravata, arrivata intanto con sentenza di primo grado emessa in data odierna dal Tribunale di Milano. La parte offesa in questo caso è Fabrizio Zanoni, che da Saba aveva subito non solo gravi diffamazioni online, con relativi danni patrimoniali patiti dalla vittima (che è imprenditore nel settore degli affitti brevi e a lungo termine), ma anche insulti rivolti al fratello prematuramente scomparso in un incidente stradale.
Dopo circa 2 anni dal deposito di querela, è dunque arrivata la sentenza di prima grado, che ha stabilito condizioni decisamente dure per Saba, condannato a 25.000 euro di risarcimento con immediata esecutività (quindi senza rinvio al giudice civile, come da prassi in questi casi), 5000 euro di ammenda da pagare per evitare altri possibili mesi di reclusione aggiunti al cumulo dal pregresso e 3000 euro più oneri da liquidare all’avvocato Gennaro Moscatella, che ha assistitito Zanoni per questo processo.
In tutto quasi 35.000 euro di esborso deciso dal tribunale, con la giudice che si è presa novanta giorni per la pubblicazione delle motivazioni. Con Fufflix, abbiamo seguito direttamente tutte le fasi del processo, ascoltando anche tutti i testimoni della parte civile e l’unico a difesa dell’impuntato, che dopo aver richiesto un esame ed aver inviato in 3 diverse udienze certificati medici per giustificare la propria assenza, ha deciso di rinunciare a farsi sentire, ricevendo la condanna da contumace.
Intanto, per il prossimo martedì, su Fufflix è prevista una live di approfondimento insieme proprio a Fabrizio Zanoni, volto noto del format, che aveva deciso di recarsi fino in Repubblica Ceca per passare al setaccio tutte le fantomatiche aziende di Saba, scoprendo anche la sua “pittoresca” residenza all’interno di un capanno sperduto nelle desolate campagne ceche.
E, a proposito, nella scorsa live abbiamo analizzato l’ultimo bilancio della sua azienda (vedi analisi da qui) principale proprio in Repubblica Ceca, la “Five Stars Broker s.r.o.”, che come abbiami rivelato già 3 anni fa era quella con la quale Saba proponeva i suoi “affari” con l’oro grezzo.
L’azienda, che al momento ha presentato solo il bilancio 2023 con ben 22 mesi di ritardo, dopo i circa 600k di fatturato realizzati nel 2022 (come picco anomalo rispetto a fatturati a due cifre negli anni 2020 e 2021), ha avuto un tracollo scendendo a circa 100.000 euro totali, realizzati però vendendo per lo più asset propri.
Insomma: per il cosidetto “presidente di se stesso”, non sembrano momenti positivi ed il 2026 non pare iniziato al meglio. L’apparente “buona notizia” del decreto di condanna penale di Davide Marra, il cui impatto reale ed esito finale potenziale abbiamo ben spiegato qui, rischia di diventare un clamoroso boomerang. Al contempo, questa prima condanna, stronca ulterioremente la già fragile e poco credibile narrazione dell’onesto imprenditore e consulente ingiustamente perseguitato e diffamato, costrigendo Saba a dover sborrsare almeno 5000 euro di ammenda per evitare un altro potenziale cumulo di pena detentiva.
Il tutto, sapendo che al contrario di quanto riferito non c’è stata alcuna archiviazione per la querela per truffa depositata da uno dei suoi ex top donor, Nico Dall’Aglio, che sostiene di essere stato truffato per un ammontare totale di circa 60.000 euro, sempre con lo schema dell’oro grezzo.
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