Permanent Record di Edward Snowden: la malattia autoimmune della democrazia

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28/09/2019 David Colantoni

Edward Snowden’s Permanent Record or  the autoimmune disease of democracy

Permanent Record purtroppo tradotto in Italia con il titolo a mio avviso depotenziato  di “Errore di Sistema” per la Longanesi,  fondamentalmente è  un libro di scienza politica che si intreccia con la breve biografia di un giovane uomo.

Scritto  da Edward Snowden, classe 1983,  americano, ex agente della NSA e oggi Whistleblower,  informatore, e presidente della freedom of the press foundation, racconta meglio i retroscena   della sua azione di whistleblowing del   2013 con cui ha rivelato alla stampa, e tramite essa al mondo, un vasto programma di sorveglianza di massa , praticato,   attraverso mezzi e tecnologie informatiche, dalla National Secutity Agency negli USA e  in tutte le  società altamente  tecnologizzate ove  le vite di quasi ogni individuo  si sono raddoppiate  anche in una vita digitale  ,     atto di denuncia  di cui in questo libro ne interpreta  le ragioni politiche oltre che sociali.

Questa vita digitale è una cosa talmente concreta e seria, che commettere un crimine nella sfera virtuale procurerebbe condanna e conseguenze penali nella vita reale, essa  è una espansione concreta della nostra vera vita in una terza  dimensione, oltre al tempo e lo spazio,  che si è aperta alle nostre esistenze ed è  rappresentata dalla sfera virtuale dell’esistenza sociale e individuale.

Tuttavia come accade sempre all’apertura di nuove frontiere, in questa nuova dimensione della esistenza digitale,  l’architettura esatta dei poteri dello stato di matrice illuminista, che è lo stato delle nostre democrazie,  entra in un fase  di turbolenza che produce vortici, vuoti ed eccessi di potere, e le sollecitazioni a cui questa turbolenza sottopone la struttura dello Stato potrebbero comprometterne l’essenza stessa. La sostanza politica del libro di Snowden verte su questo gravissimo pericolo che la struttura del nostro tipo di Stato storico sta  correndo.

La vita digitale è fatta di documenti e informazioni  pensate ed espresse in forma di scritti o immagazzinate come fotografie video e audio, che per la maggior parte sono  espressioni private da mostrare nella stretta cerchia familiare o delle amicizie.

In  essa noi produciamo un autoritratto perfetto di chi  siamo, di quello che facciamo, di quello che pensiamo, di quello che detestiamo, delle nostre idee politiche e sociali, delle nostre ossessioni o manie, delle nostre debolezze e delle nostre piccole colpe morali  e via dicendo  inoltre tramite i nostri cellulari o computer emettiamo segnali che continuamente ci geo localizzano e la mappa dei loro impulsi  finisce  per determinare quello che nella sorveglianza, come ci si spiega Snowden  nel libro,  viene definito il nostro “recinto geografico”, ovvero quel perimetro disegnato dalle nostre consuetudini.

L’uscita  da questo perimetro automaticamente  segnala a un ipotetico osservatore o a un dispositivo tarato su di esso un evento straordinario imminente da osservare con maggior attenzione.

Tramite la nostra esistenza digitale noi forniamo la lista esatta delle persone che frequentiamo anche solo virtualmente e chi accumula queste informazioni sa  nomi,  cognomi e  luoghi dove vivono e dove si spostano, conosce perfettamente  i recinti geografici di ognuno di loro , e di ognuno di esse a loro volta conosce le cerchie più o meno intime e di ogni membro di quelle cerchie le sue rispettive cerchie e di quelle cerchie le cerchie di ogni individuo e di ogni individuo tutto, opinioni politiche, sociali, religiose, abitudini, gusti e via dicendo.

Prima dell’avvento di internet lo Stato, nelle sue forme dittatoriali o totalitarie doveva dispiegare una imponente rete di agenti fisici che dovevano aggirarsi nei luoghi fisici e passare ore a cercare di intercettare segnali di dissidenza nelle conversazioni, come facevano gli agenti dell’OVRA  in Italia, quelli  della Gestapo in Germania e quelli  della CEKA in Unione Sovietica,  quelli della STASI nella germania dell’Est, e poi dovevano spiare per giorni mesi o anni gli identificati come  sospetti di sovversione. Erano sospetti di sovversione ovviamente tutti coloro che non erano membri stretti del partito i quali a loro volta potevano finire epurati come accadeva nelle famose purghe staliniste.

Ogni segmento di informazione privata può essere usato come una staminale semantica su cui costruire, grazie ai potenti mezzi di informazione di massa ,  un clone   grottesco o depravato delle nostre vite. Perché  in ogni vita si trovano elementi utilizzabili per distruggere l’immagine sociale di un individuo. Di questa verità politica l’episodio   biblico di Gesù che sfidava a lanciare la pietra chi fosse stato senza peccato, dato per scontato che alla sua divinità nessuno poteva nascondere la propria storia, ne è paradigma esatto.

Se vi prendete la briga di guardare i fogli dei dossier delle polizie segrete sovietiche naziste o fasciste  troverete  qualcosa che è organizzato esattamente come  il nostro attuale profilo Facebook. Amicizie, gusti, cosa pensate, luoghi che frequentate, persone familiari , amici migliori e amici alla lontana,  vostri testi scritti  e una serie di fotografie allegate scattate dagli agenti, documenti carpiti, copie della corrispondenza e quant’altro.

schedature del casellario politico centrale fascista

Il Casellario Politico Centrale del fascismo raccoglieva all’epoca circa 150.000 fascicoli  catalogati per nome luogo professione , inclinazione sessuali, e rapporti di vicinato, di informatori prezzolati e via dicendo, le schede contenevano fino a venti anni di sorveglianza per individuo. Un libro intitolato l’epoca e i lupi scritto da Nadzeda Mandelstam racconta la vita sovietica dove persino nella propria famiglia si poteva annidare un informatore del KGB e dove nessun poteva più fidarsi di nessuno.

Ora tutta questa fatica l’individuo contemporaneo la fa da solo, auto schedatura meticolosa di ogni nostra peculiarità. Se uno Stato fatto salvo che per motivi di legge, non garantisce al cittadino l’inviolabilità assoluta della sua privacy  , tutta questa mole di dati si trasforma nell’atto stesso della sua acquisizione    in dossier di polizia politica segreta. Questo è quanto sta accadendo  negli USA denunciato da Snowden con la sua azione di whistleblowing del 2013,  e ora spiegato a un livello più politico nel suo libro appena  uscito.

Oltre ai social in cui consapevolmente crediamo di condividere con determinate persone queste informazioni, lasciamo invece del tutto inconsapevolmente o con molta scarsa consapevolezza,  una scia  di altre tracce, soprattutto finanziario-fiscali attraverso la moneta elettronica, carte di credito o prepagate, inoltre lo spazio urbano si va sempre più saturando di telecamere in cui come nelle tessere di un mosaico potremmo vedere tutti  i nostri passaggi urbani, il nostro cellulare si aggancia negli spostamenti alle celle e segna ogni nostro  percorso. I frizzanti tele parlamentari di ultima generazione che vorrebbero abolire del tutto il contante per esibire il loro splendore spettacolare  non sanno molto bene di cosa stanno parlando, e dovrebbero almeno  leggere Permanent Record, alias “Errore di Sistema“.

Questo percorso dovrebbe restare un segreto,  la sua utilità dovrebbe restare quella tecnica della funzione di mantenere sempre agganciato ai trasmettitori il segnale del nostro cellulare e solo su eventuale mandato di un magistrato,  come per i tabulati telefonici, esso potrebbe essere acquisito da qualcuno che inevitabilmente nell’interpretarlo gli attribuirebbe un significato facendogli perdere la sua neutralità, ovvero lo politicizzerebbe. la NSA salta  a piedi pari il potere giudiziario e si appropria in maniera illegale e anticostituzionale delle  sue prerogative.

La facoltà di acquisizione di questo tipo di informazioni dovrebbe essere esclusiva pertinenza del potere giudiziario secondo le leggi scritte dal legislatore informate  al   dettato costituzionale sulle garanzie del cittadino dagli abusi dello Stato verso di esso, in America regolate dal 4° emendamento.

Ciò proprio sulla scorta della esperienza storica  della seconda guerra mondiale. Gli USA sono entrati in guerra per sconfiggere un  Stato di polizia politica, il nazismo, che proprio attraverso la sorveglianza di massa ha organizzato il sistema concentrazionario dei Lager dove ha industrialmente sterminato oltre dieci milioni di persone  (1)  in base alla selezione sulla base delle informazioni religiose , razziali e sanitarie  con cui aveva classificato e schedato tutta la sua popolazione.

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Questo è il  destino finale o indirizzo teleologico di una società di sorveglianza di massa. Snowden  cita a tal proposito un libro che   ho letto molti anni fa, “L’ IBM e l’olocausto. I rapporti fra il Terzo Reich e una grande azienda americanascritto  da Edwin Black” pubblicato in Italia da Rizzoli, e che va assolutamente letto, al link ipertestuale trovate un lungo articolo informativo sulla questione.

In esso si racconta come l’avanguardistico sistema di archiviazione dei dati a scheda perforata inventato dalla  IBM fu subito utilizzato  dal nazismo per organizzare il censimento della popolazione organizzandola secondo le informazioni e i criteri utili allo stermino, e di come l’IBM abbia collaborato con il nazismo fino agli ultimi giorni nel fornire  esso assistenza tecnica.

Quello a cui assistiamo da qualche decennio a questa parte, in questo caso negli USA, il che di riflesso in occidente significa ovunque,  è una erosione del potere giudiziario e  una infiltrazione nelle sue prerogative esclusive, ovvero di sorveglianza inquisizione  giudizio e  condanna, che in America significa  anche condanna alla pena capitale, da parte di terze entità che in parte possono essere sussunte al potere esecutivo , almeno in America, ma  che  fondamentalmente  si configurano come qualcosa  di completamente nuovo all’orizzonte. Gli assassini extragiudiziali con i Droni e le Extraordinary  rendition, che sono avvenute anche su suolo italiano,  ne sono i fenomeni più eclatanti, la sorveglianza di massa il più inquietante.

Da un considerevole numero di anni le agenzie di intelligence, nel libro di Snowden quelle americane,  ma quelle cinesi sono ancora peggio seppur con l’attenuante che la Cina non professa la democrazia, spiano raccolgono e conservano in modo sempre più perfetto  e permanente tutte le tracce, i segni, i documenti foto video e voci, telefonate e mail della esistenza digitale dei cittadini, delle nostre vite  e hanno sviluppato sistemi per gestire e consultare questa mostruosa mole di informazioni in modo fulmineo,e  teniamo presente che oggi un faldone personale di 1000 pagine non peserebbe che una decina di megabit, se compresso ancor meno.

Oltre  a quanto accaduto con gli stermini del passato, per ulteriormente comprendere la gravità del fatto che un qualche potere nello Stato acquisisca questi dati, li conservi e ne accumuli in quantità tali da potere tracciare un perfetto ritratto statistico di quello che pensiamo,  possiamo ricorrere alla solennità con cui nelle democrazie e persino nelle cosidette democrature si celebra il rito del diritto di esprimere il voto nella più solenne segretezza rispetto al potere dello Stato. Se oggi un cittadino italiano dovesse fotografare la sua stessa scheda elettorale durante il proprio voto nella intimità segreta della cabina elettorale esso commetterebbe  un reato punibile con tre mesi di carcere. questo dovrebbe dirci molto.

Le attività di sorveglianza di massa sono anche  sotto  questo aspetto  la più grave violazione di massa del diritto a esprimere in maniera segreta il proprio voto politico,  poiché  attraverso la sorveglianza delle nostre comunicazioni private chi possiede tutte le nostre informazioni  decennali archiviate e consultabili in maniera fulminea , sa, con  una probabilità vicina alla certezza scientifica, cosa voteremo alle elezioni.

Il segreto nel voto è una istituzione volta a proteggere la libera politica del cittadino dalla possibilità di rappresaglia da parte di chi giungesse al potere, tramite elezione, contro i cittadini di diversa opinione.

Chi sorveglia in massa i propri cittadini sostanzialmente sta profanando le urne elettorali della nazione. Ciò distrugge il concetto primario della democrazia dove ad essere trasparente deve essere la vita statale dei funzionari dello stato,  non quella privata dei cittadini che sono i depositari della sovranità..

Snowden per anni ha tecnologicamente contribuito al perfezionamento tecnico dei sistemi informatici  per questo controllo totale come tecnologo della NSA, la più potente agenzia segreta militare americana,   proprio nella fase di evoluzione di questi mezzi di sorveglianza e archiviazione, fino a che è  arrivato a toccare un limite interiore che gli ha fatto scattare un meccanismo di repulsione per la propria attività, ciò è avvenuto quando ha compreso definitivamente che questa attività aveva ampiamente sorpassato i limiti costituzionali a poteri del genere di sorvegliare la sfera privata delle vite di ogni cittadino e di raccoglierne permanentemente informazioni e documenti privati

A quel punto ha deciso che i cittadini americani dovevano sapere  .

Cosi tradendo  la sua Agenzia di Intelligence, ha sottratto una vasta mole di documenti per provare quanto stava accadendo , ed è scappato  a Hong Kong meditando che per il suo statuto speciale  quella città  era un  luogo geopolitico anomal0 , indipendente e con una tradizione di protesta , “Hong Kong era una mosca bianca“come scrive: formalmente Cina ma con uno statuto autonomo, ciò,  egli meditava,  avrebbe concesso  una probabile  finestra di tempo operativo  e una qualche possibilità di riuscire a portare a termine la sua denuncia prima di essere arrestato, e li, in un albergo, li  ha mostrati agli attoniti  giornalisti che lo avevano raggiunto dopo essere stati contattati da esso.

Ed Snowden con Greenwald e Poitras durante il loro incontro a Hong Kong nel 2013

Chi già conosce  Snowden, e in Italia un numero sorprendente di giovani non sa chi sia,  generalmente ha visto le opere visive che ne hanno diffuso le gesta al pubblico e che hanno raccontano questo aspetto avventuroso, sono il lavoro di Laura Poitras  del 2014, che è la prima persona contattata da Snowedn e che ha ripreso l’incontro di Hong Kong nel documentario CitizenFour e poi il film Snowden” di Oliver Stone uscito nel 2016.  Attraverso queste due opere abbiamo saputo dal punto di vista del film d’azione come sono andate le cose.

Scoppiato il caso internazionale con tutti i media del mondo che hanno riportato la sua denuncia, e saputo chi era stato l’informatore  egli è stato incriminato di spionaggio ai sensi dell’Espionage Act del 1917. E accusato in parole povere del sommo reato verso uno stato: alto tradimento. Ed è  inseguito da un mandato di cattura internazionale. Rischia nella migliore delle ipotesi il carcere a vita.

Imbarcatosi da Honkg Kong dopo aver consegnato i  documenti alla stampa e distruttane la propria copia,  per raggiungere l’Ecuador dove gli era stato concesso asilo politico, Snowden durante lo  scalo a Mosca si è visto fermare da agenti di sicurezza che gli hanno notificato che mentre era in volo gli Stati Uniti avevano annullato il suo passaporto. Non poteva più andare da nessuna parte e  dopo 40 giorni sospeso nel limbo dell’aeroporto la Russia gli ha concesso asilo un asilo provvisorio. Vive li da sei anni e si guadagna da vivere con delle video conferenze internazionali.

Le conseguenze della decisione di Snowedn di denunciare tutto alla pubblica opinione  sono state catastrofiche per la sua vita,  che per quello che era è stata completamente  spazzata via.

Questo libro è una biografia solo in senso molto lato, le tappe della vita di Snowden costituiscono piuttosto un ambiente e una timeline della formazione di un processo morale e politico filosofico che lo hanno condotto ad alcune azioni primarie.

Le tre più importanti sono state l’arruolamento nei marines dopo l’11 settembre, l’arruolamento nella National Security Agency a 22 anni dopo essersi rotto le gambe durante l’addestramento militare e ad anni di distanza,   la denuncia delle pratiche di sorveglianza  e schedatura di massa della agenzia stessa.

Questo libro è una specie di scandisk della vita di snowden,  un tentativo di  processo di verifica totale della sua in fondo relativamente breve esistenza per riordinare i processi concettuali che lo hanno portato a questo gesto monumentale e verificarne la correttezza.

A proposito di Permante Record e Snowden, Ho letto un recente articolo dal titolo  Edward Snowden and the Rise of Whistle-Blower Culture In his memoir, he chronicles his life game by game, from Nintendo to the N.S.A.” su quello che dovrebbe essere uno dei giornali della intellighenzia culturale newyorkese, il  Newyorker,  dove un livido qualcuno di nome Jill Lepore,  una celebratissima storica americana , sottilmente si  esercita in una esercizio di bullismo giornalistico, attraverso un uso a mio modo di vedere manipolatorio  delle informazioni raccontate in Permanent record  da Snowden stesso sulla  sua vita privata, e che latamente ricorda proprio l’azione tipica di dossieraggio,  di ridicolizzare Snowden, la sua persona invece di occuparsi del messaggio,  in quello che mi è sembrato  un atto di vero e proprio plateale servilismo e conformismo, forse del tutto inconsci ,  ai poteri denunciati da Snowden.

Del resto questo tipo di atteggiamento è esattamente il risultato a cui mira un regime di polizia segreta, terrorizzare e spingere i terrorizzati a identificarsi con il potere, cosa su cui Foucault, ma anche Agamben,  hanno scritto molto , e  che sembra magnificamente compiuta nel testo su Snowden pubblicato dal The Newyorker. La cosa ci fa una una certa   tristezza  perché ricordiamo  quale faro mondiale  era stata la stampa americana negli anni 70 nel supportare il movimento civile e pacifista contro la guerra del Vietnam.

Questo per dire che in generale il testo di Snowden, Permanent Record,  è caduto in un ambiente di un stampa mainstream, maggiore e minore,  completamente lobotomizzata ovvero mancante  di immaginazione visionaria, quella visione orwelliana per dire,  la quale  non comprende le conseguenze possibili di questo apparato di sorveglianza, perché è composta di individui fondamentalmente ottusi , conformisti e dediti a proteggere con il servilismo concettuale il proprio orticello in una società che inconsciamente li terrorizza minacciandoli di finire come i pariah da cui sono circondati. Le loro psicologie e antropologie sono  state raccontate  splendidamente da Hannah Arendt in “Le origini del totalitarismo” la cui lettura secondo me  ancora non compiuta,  vivamente consigliamo al grande Edward.

Questa stampa di lotofagi delle redazioni culturali e politiche  occidentali non comprende veramente a fondo che questo apparato di sorveglianza di massa denunciato da Snowden costituisce la messa in essere di un’arma  di persecuzione letale lasciata sul comodino carica e senza sicura  , attualmente solo  in semplice  stand by nella sua modalità distruttiva, ovvero non utilizzata in modo letale. Ma se domani giungesse al potere un nuovo Stalin o Hitler o Pol Pot o Pinochet  o Ceausescu o un più potente e determinato   Joseph McCarthy  esso  si troverebbero tra le  mani   un apparato repressivo mortale,  onnipotente e onnisciente, e completamente sguarnito di falle, già perfettamente funzionante. Non più una rete attraverso i cui buchi tentare una qualche salvezza , ma una camera stagna integrale attraverso cui non passerebbe più niente. Ciò ipoteca politicamente il futuro umano non meno della catastrofe ecologica, questa è la catastrofe politica,  e la catastrofe ecologica attivandosi prima di distruggere la vita attiverebbe la seconda che distruggerebbe prima ancora  la libertà anticipando l’inferno di qualche anno.

Nessuno,  se dovesse corrispondere ai criteri di un  potere che lo volesse   eliminare, avrebbe più nessuno scampo. Nessuno potrebbe organizzare nessuna resistenza o semplicemente tentare una fuga salvifica, come quella attraverso cui si salvarono nel passato migliaia di ebrei dallo sterminio,  e in tutto ciò nemmeno  nessun Schindler , nessun Perlasca  , nessun Nicholas Winton avrebbe mai più il benché minimo margine di azione per fare la sua lista di salvati.

Schindler,Oskar

Nessuno  avrebbe più nessun luogo  e nessuna persona  presso cui nascondersi, cercare  scampo e salvezza perché qualsiasi persona a lui collegabile fino al sesto grado di coscenza , ovvero tutti, e qualsiasi luogo  da essi abitati  sono ormai  conosciuti dal potere sorvegliante a perfezione, archiviati in maniera permanente, e qualsiasi futuro giungerà  vedrà il potere disporne, questa è l’eredità politica che stiamo lasciando ai figli dei figli.

Questo ci dice in modo scientifico che il prossimo sistema totalitario sarà inespugnabile, millenario,  esattamente  come Hitler aveva sognato il suo  Tausendjähriges Reich  proprio intuendone il carattere di invincibile  trappola tecnologica  che non ha fatto in tempo a portare a compimento: , il prossimo totalitarismo  farà apparire quelli del passato appena dei sogni agitati rispetto al suo incubo.

All’infinito, la teleologia di un sistema di sorveglianza di massa è lo sterminio di massa: ebrei, zingari, omosessuali, disabili, erano innanzi tutto informazioni raccolte dal sistema nazista sistematicamente con la violazione della vita privata. (infinity the teleology of a mass surveillance system is mass extermination:Jews,gypsies,homosexuals,disabled people:were first of all information gathered by the Nazi system systematically with the violation of private life).   .

La democrazia con ciò ha perso il suo sistema immunitario o meglio si è ammalata di una gravissima malattia autoimmune, in cui gli anticorpi hanno presso ad aggredire il corpo che avrebbero dovuto difendere e se non succede qualcosa lentamente si avvierà alla degenerazione terminale.

E’Per avvisarci di questo grave evento che Snowden è uscito allo scoperto e ha deciso che la cosa valeva tutta la sua vita privilegiata e di successo personale e anche la sua libertà. Probabilmente  non ce nulla da fare. Probabilmente  è troppo tardi e troppa poca è l’intelligenza sociale sopravvissuta allo sterminio culturale di decenni di lavaggio spettacolare dei cervelli. Tuttavia Snowden ci suggerisce  una  piccola grande  arma con cui potremmo cominciare a tentare una cura di  questa malattia autoimmune del sistema.  Permanent record ci dice  che questa arma e la  crittografia .  Dovrebbe essere la politica a implementare urgentemente nella sua attività legislativa l’obbligo e il dovere legale  di crittografare  ogni terminale informatico  e molto altro. Tuttavia la quantità di intelligenza disponibile nelle nostre classi dirigenti è appena sufficiente per le funzioni politiche vegetative dello stato , bilanci, manovre finanziare  statali e cose da coma del genere e nulla di più- la famosa trasformazione  della politica in amministrazione di cui parlava Arendt.

Che fare?

Certamente  prendere la decisione di leggere molto  a fondo  Permanent Record di Edward Snowden e prenderlo molto serio per quello che è : una questione di vita o di morte della democrazia.

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Sullo stesso argomento se interessati  potete leggere questo mio più lungo articolo dove sono trattati altri aspetti del libro e della vicenda : Edward Snowden -Errore di sistema- il libro esplosivo del patriota americano


Note

1

Ebrei 6 milioni
Civili sovietici circa 7 milioni (inclusi 1,3 milioni di civili ebrei sovietici, anche inclusi nei 6 milioni di Ebrei)
Prigionieri di guerra sovietici circa 3 milioni (inclusi circa 50.000 soldati ebrei)
Civili polacchi, non-ebrei circa 1,8 milioni (inclusi tra i 50.000 e i 100.000 membri delle elites polacche)
Civili serbi (in Croazia, Bosnia, ed Erzegovina) 312.000
Persone disabili che vivevano in istituti fino a 250.000
Rom (Zingari) fino a 250.000
Testimoni di Geova circa 1.900
Criminali recidivi e individui definiti asociali almeno 70.000
Oppositori politici tedeschi e membri della Resistenza nei paesi dell’Asse numero indeterminato

 

 

 

L'AUTORE
David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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