La retorica della Clinton su Wall Street e quei 675k dollari dalla Goldman

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05/02/2016 Mathew Myladoor 2485

Proprio mentre Hillary Clinton intensifica la classica retorica, che accomuna tutti i candidati alle presidenziali, sulla lotta contro Wall Street, ‘aggredendo’ i giganti della finanza, tra un comizio e l’altro, continuare a rastrellare milioni dal settore finanziario. Un piano che sembra funzionare per la Clinton che ha una duratura e profonda relazione con istituti bancari e i dinosauri del mondo finanziario e degli investimenti raccogliendo per la corsa alle presidenziali 2016 $ 44.1 milioni di dollari solo da questo settore.

Già prima della fine del 2015, manager di hedge fund, banche, compagnie di assicurazione e altre società che offrono servizi finanziari avevano donato almeno $ 21,4 milioni per la sua attuale corsa presidenziale. I principali sostenitori economici della Clinton sono stati due ricchi finanzieri: il miliardario George Soros, che ha dato $ 7 milioni l’anno scorso e Donald Sussman che ha donato $ 2,5 milioni. Eppure solo lo scorso 24 gennaio a West Des Moinesm durante il tour per la campagna elettorale ‘Hillary for America‘ aveva promesso che i rapporti con la grande finanza sarebbero dovuti cambiare, che nessuna banca era ‘too big to fail‘. Nello specifico: “Sono fermamente convinta che dobbiamo fare in mondo che Wall Street non distrugga nuovamente Main Street. Nessuna banca è troppo grande per fallire, e nessun esecutivo è troppo potente per non finire in galera”.

Sembrano le parole di una liberale ma sappiamo bene che in realtà Hillary è una moderata centrista e lo ha affermato lei stessa in un tweet dello scorso 10 settembre 2015, ritirato fuori dal contendente Sanders. Un quasi controsenso.

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IL NUOVO PROBLEMA – Nel corso del dibattito di due giorni tra i ‘due democratici’ Sanders e Clinton, organizzato dalla CNN, Anderson Cooper le fa una domanda che forse sarebbe stato più giusto fare già negli scorsi dibattiti: “Lei è stata pagata 675.000 $ per tre discorsi tenuti alla Goldman. È stato un errore? Anzi, è stato un brutto errore di giudizio?”. Il problema a questo punto, per una Clinton oltretutto impreparata nel dare una risposta sicura, non è solo l’ammontare del costo di 3 conferenze tenute ma il fatto che probabilmente erano soldi che ha ricevuto in quanto futura candidata alle Presidenziali. Anche se l’anno in questione è il 2013 e si, la Clinton si era dimessa dalla sua posizione di Segretario di Stato, all’epoca stava apertamente valutando la corsa per la Casa Bianca.

Il transcript originale dello scambio tra la Clinton e Cooper:

Cooper: “You were paid $675,000 for three speeches (to Goldman). Was that a mistake? Was that a bad error in judgment?”

Clinton: “Look, I made speeches to lots of groups. I told them what I thought. I answered questions.”

Cooper: “But did you have to be paid $675,000?”

Clinton: “Well I don’t know. That’s what they offered … Every secretary of state I know of has done that.”

Cooper: “But that’s usually when they’re not running for office … you must have known?”

Clinton: “To be honest I wasn’t — I wasn’t committed to running. I didn’t know whether I would run or not.”

IL VIDEO:

NON SOLO GOLDMAN – E come riporta The Intercept tra 2013 e 2015, con soli 12 conferenze per conto di banche di Wall Street, società di private equity e altre società finanziarie, Hillary Clinton ha incassato circa $ 2.935.000. (ndr Nonostante non avesse ancora annunciato ufficialmente la candidatura, era palese visto che il 3 aprile 2015 aveva addirittura preso in affitto un ufficio a 1 Pierrepont Plaza in Brooklyn, New York City, come base operativa per la sua campagna elettorale).

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NON SOLO HILLARY – Un’indagine Washington Post rivela come Bill e Hillary Clinton abbiamo ‘metodicamente coltivato la loro platea di donatori per più di 40 anni, da Little Rock a Washington e poi in tutto il mondo.

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I loro metodi di raccolta fondi hanno creato un nuovo modello di raccolta fondi per politici e per i loro donatori. Ad oggi, il totale raccolto per tutte le loro campagne, incluse la fondazione di beneficenza della loro famiglia, si aggira attorno ai $ 3 miliardi, secondo l’indagine del Washington Post.

L'AUTORE
Blogger di origini indiane, nato a Roma, laureando in giurisprudenza e Beatlesiano. Odiato da Salvini. Indio-Romano di seconda generazione. Confondatore di Frontiere News, di YOUng e suo Community Manager e di Seno&Coseno

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