Non sarai mai la madre che volevi essere

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03/09/2015 Aurora Scudieri 2556

C’è chi si immaginava già alle elementari, con un bimbo, un marito, un gran sorriso e tutto sotto controllo. Chi invece inizia a pensarci solo quando il pancione è già bello evidente. Tutte, però, almeno una volta, abbiamo pensato alla mamma che saremmo volute essere.
“Mio figlio non vedrà la tv fino ai 3 anni”, “mio figlio non mangerà mai merendine”, “non farò mai stare mio figlio in piedi nel carrello”, “mio figlio non toccherà tutto nei negozi”, “mio figlio non metterà tutto in bocca”.
Fantastiche teorie e convinzioni che poi, quando diventi madre sul serio, crollano come castelli di sabbia sotto un uragano.

Ho sempre pensato che la tv facesse male ai bambini e che fossero i “cattivi genitori” a doverne ricorrere per calmare il proprio figlio. L’ho pensato fino a quando, dopo 24 ore dietro a mio figlio di un anno e mezzo che non smaltisce mai le sue energie, mi sono ritrovata a vederlo per la prima volta fermo e immobile, incantato difronte a Masha e Orso, e allora mi sono detta: “ma che male c’è, solo 5 minuti, il tempo di riposarmi un po‘”. I 10 minuti diventano presto 1 ora quando scopri che davanti a quel cartone animato il tuo bambino finalmente riesce a cenare tranquillo, senza dover ricorrere a ipnosi che oramai non funzionano più. Sono una pessima madre, lo confesso, ma mio figlio 1 ora e mezza al giorno, nel tardo pomeriggio, dalle 18 alle 19.30, la passa davanti a Rai Yoyo ed io sono enormemente grata a Mofy e a Masha per avermi permesso di fare le faccende di casa e riposarmi una mezzoretta!

Al supermercato, prima di diventare madre, giudicavo quelle che intrattenevano il proprio figlio con un panino o che lo portavano in piedi sul carrello. “E’ pericoloso ma perché lo fanno”. Ora ho la risposta. Se un bambino decide di stare in piedi nel carrello, tu, madre sottomessa, non puoi permetterti di dire “No” altrimenti ti ritroverai a fare la spesa tra urla incresciose e tra sguardi severi della gente. Per non parlare del benedettissimo crostino, che forse sarà peggio della mela o della pera, a livello nutrizionale, ma è il miglior baby sitter che una madre possa trovare sul mercato perché “droga” tuo figlio per almeno una mezzoretta.

Quando tuo figlio inizia a camminare è il periodo più duro perché non lo fermi più. E’ allora che tutte le tue idee di madre responsabile si frantumano. Al parco farà i giochi più pericolosi, schizzerà nella fontanella, lancerà sassi e bastoni e salirà al contrario sullo scivolo. Ci avrai provato mille volte a dirgli “no”, perchè hai sempre pensato che l’educazione e il contegno fossero importanti anche in un bimbo piccolo. Ma poi tutte le tue stupende teorie avranno lasciato spazio alla stanchezza e allora, sempre controllando che non si faccia male e non faccia male agli altri, avrai deciso che esiste una mezzora di “vale tutto” dove lui può sfogarsi a più non posso, sperando che poi lui stesso ti chieda, porgendoti la manina, di tornare sul seggiolone della bici per andare a casa. Ecco…quel momento non arriva mai, sappilo. Ed è allora che capirai che la tua idea di madre perfetta era bellissima, ma davvero impossibile.
Ci sono bimbi che mordono i coetanei senza motivo, nonostante le madri siano maestre di materna, esperte pedagogiste, madri attente e dolcissime. Ci sono bimbi che qualsiasi cosa vedono la rompono, quelli che mettono tutto in bocca, nonostante tu gli abbia detto mille volte “no”, cercando di mantenere un’aria severa, e quelli che picchiano gli altri, tirano i capelli, spingono, nonostante non ci sia dietro una madre distratta che li abbandona a loro stessi.

E’ bello fantasticare sulla madre che vorremmo essere, su quanta frutta e verdura vorremmo far mangiare a nostro figlio, su quanti libri vorremmo che leggessero al giorno invece di stare sui videogame. In realtà però, la vita va sempre dove vuole lei, e tuo figlio anche e così, giorno per giorno, dovrai imparare a scoprire la madre che sei e non quella che saresti voluta essere!

L'AUTORE
In viaggio da sempre...per arrivare da te. Ogni volta che guardo mio figlio so quanto ho dovuto lottare, soffrire, perdere, per arrivare da lui. Ma ne è valsa la pena perché adesso la luce è ovunque. Racconto di noi, del percorso di Fecondazioni assistite per arrivare da lui, dei dubbi di una mamma ancora tanto inesperta, dei momenti belli e di quelli difficili che fanno parte del meraviglioso mondo della maternità. La difficoltà nel crescerlo, nel trovare un lavoro, nell'imparare ogni giorno ad essere una mamma migliore. Benvenuti nel nostro piccolo mondo "imperfetto".

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