La Lega sale, il M5S scende

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04/09/2018 Emiliano Rubbi 2297

Secondo una rilevazione di SWG, attualmente la Lega avrebbe circa il 32,2% di consensi (in salita), mentre il MoVimento 5 stelle sarebbe attorno al 28,3 % (in discesa).

Per un sondaggio di Lorien, invece, i punti di distacco accumulati dalla Lega nei confronti del M5S sarebbero addirittura 5.

Questo partendo dal 17% che il partito di Salvini prese alle elezioni del 4 marzo.

Perché la Lega seguita a crescere in maniera esponenziale nei sondaggi, mentre il M5S arretra?
La risposta è abbastanza semplice: perché il ministro dell’interno ha cannibalizzato l’attenzione, attirandola tutta su di sé, imponendo i propri temi (rispettivamente: migranti, immigrati, clandestini, extracomunitari e “presunti profughi”) e dettando l’agenda politica e mediatica di questi primi 3 mesi di governo “del cambiamento”.

E ci sta riuscendo ancora alla grandissima, tanto che la maggioranza degli elettori grillini e leghisti è convinta che lui stia (testuale) “mantenendo gli impegni presi e facendo quello per cui era stato eletto”.

Ovvero rimediare ad “un’emergenza” che non c’era più da tempo, da quando un ministro del PD (Minniti) aveva deciso di stringere degli accordi con la Libia per incarcerare i migranti diretti in Europa, anticipando le politiche di ultradestra che, poi, avrebbe rinnovato il suo successore.

In pratica, l’azione di governo e i reali “risultati” di Salvini, in questi primi tre mesi sono stati:
1) Porti chiusi per una nave (la Aquarius).
2) Ridistribuzione dei migranti a bordo di una nave italiana (la Diciotti), di cui la maggior parte entrerà comunque in Italia, visto che li ha presi la CEI.
Risultato: circa 2.000 immigrati in meno rispetto a quanti ne sarebbero arrivati senza di lui.
Stop.

Ma il suo elettorato (e pure parte di quello grillino che sta migrando verso la Lega) è strasoddisfatto di ciò che vede.
Non sta facendo niente di tangibile, il nostro paese è sempre più povero, ci sono sempre più disoccupati e l’economia non cresce, ma il capitano sta vendendo magnificamente bene il nulla che ha fatto per difendere il paese da un’invasione immaginaria.

Ma il punto è proprio quello: la propaganda di Salvini è più efficace di quella dei grillini, che arrancano cercando di stargli dietro e appiattendosi sulle battaglie che lui, di volta in volta, decide di combattere (ricordiamole: migranti, immigrati, clandestini, extracomunitari e “presunti profughi”).

Il punto è che tutti sanno benissimo cosa sta facendo il leader leghista: sta cercando di raccogliere più consensi possibili prima che si arrivi a parlare dei temi reali, quelli che fanno la differenza tra un governo che resiste e uno che cade: i temi economici, la legge di stabilità.

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Oltretutto, tra un po’ di tempo, passata l’estate, le partenze dalle coste africane andranno via via sparendo e Salvini non avrà più niente di cui parlare (prima se la prendeva con il governo per i “clandestini che rubano e stuprano e rubano e stuprano”, ma adesso che è lui il Ministro dell’Interno non sarebbe una grande idea seguitare a fare opposizione per 5 anni).

Fatto questo, staccherà la spina e premerà per tornare alle elezioni, togliendosi di torno i grillini, dopo aver saccheggiato il loro elettorato, e presentandosi come leader di una coalizione di pura destra sovranista.

Lo sanno tutti, probabilmente l’ha capito persino Di Maio, ma nessuno ha idea di come fare per fermarlo.
Andare allo scontro con Salvini sul tema dei migranti, ovvero nel suo campo, sarebbe un suicidio (i grillini sanno benissimo che la maggior parte del loro elettorato è d’accordo con Salvini, mentre i loro elettori “di sinistra” sono più che disponibili ad ingoiare il rospo pur di mantenere il M5S al governo), la rottura potrà avvenire solamente sulle questioni economiche.

Ma per ora Salvini non ha interesse ad accelerare nessuno strappo, lo farà solo al momento opportuno, quando avrà una scusa credibile che lo faccia risultare “coerente” e non un “traditore”.

A quel punto si tornerà alle urne, Salvini vincerà e governerà da solo, senza neanche l’impiccio di un pupazzetto che faccia finta di essere il Presidente del Consiglio al posto suo.

Siete sicuri di volere tutto questo, amici pentastellati?
Perché succederà a breve, fidatevi.
Pensateci.

L'AUTORE
Sono principalmente un produttore discografico, ma anche uno sceneggiatore e una persona interessata alle dinamiche sociali. Parlare di musica di solito mi annoia, quella preferisco farla e ascoltarla, quindi parlo di altro, ma sempre dal mio parzialissimo punto di vista

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