Dallo specchio

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27/09/2015 Angelo Gabrielli 569

di Anna Cecilia Poletti

cd2360_a1d532845d404d889559fbebffe2cc2d.jpg_srb_p_675_507_75_22_0.50_1.20_0Piedi, sicuri e incerti, passi lenti, passi claudicanti, gambe che guidano, altre che seguono. Riesco a intuire chi si appoggia a un braccio, chi cerca sicurezza dietro all’altro, chi è solo. Il cartone di paste della domenica, il bastone, l’ombrello, la borsa buona, i pantaloni logori. Mani che tirano giù le maglie a coprire cosce troppo grosse, che trattengono cani, guidano bambini, che fanno scongiuri più o meno eleganti passando vicino al teschio. Skateboard e pattini, passeggini e biciclette e carrozzine per disabili. Le uniche figure intere quelle dei bambini con i loro occhi spalancati pieni stupore. Il ricordo più bello”.

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La Maddalena Penitente, George De la Tour

Avevo scritto queste impressioni a caldo, dopo l’edizione di Monna Lisa &co di Ascoli Piceno (5 ottobre 2014) e così, nello specchio, le prime figure intere che ieri mi sono apparse sono state proprio quelle dei bambini, anche stavolta attenti ai dettagli, meravigliati e curiosi. Osservo come fosse un film la realtà riflessa, come se fosse tanto distante da me che ho in mano un teschio vero (prestato dallo studio di un osteopata) e di fronte una candela che si consuma velocemente (più velocemente dell’anno scorso). Una giovanissima custode del museo mi chiede durante una pausa “Ma davvero io ho tenuto in mano un teschio vero?? Era una persona?” Una delle guide mi chiede se ho dimenticato la collana che Maddalena ha gettato via. In realtà no, non l’ho dimenticata…ma volutamente omessa, come se il simbolo di quella mondanità che Maddalena rinnega in realtà non le sia mai appartenuta.

Monna Lisa & co è anche questo: entrare in una cornice, lasciar risuonare quei dettagli che ci appartengono e che nei vari momenti della vita non sono mai gli stessi e anche uscirne, a volte alla svelta.

 

L'AUTORE
Le rive sono l'approdo sicuro. Separano, ma anche uniscono. Mettono a contatto elementi diversi, contaminandoli senza snaturarli. E' un punto di arrivo, ma anche di partenza.

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