A Natale porto mio figlio a Bruxelles

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26/11/2015 Aurora Scudieri 791

Manca un mesetto all’arrivo di Babbo Natale, e mentre le piazze si illuminano, i centri commerciali scoppiano di regali e i bimbi diventano più buoni (tutti tranne il mio). Io invece devo affrontare suoceri, amici e parenti che mi “consigliano” di non andare a Bruxelles per le feste.

La mia città, quella nella quale sono cresciuta, quella che ho amato e odiato alla follia, quella nella quale vivono i miei genitori, in questi ultimi giorni vive ore di grande angoscia e una fase di “coprifuoco” totale.
Le metropolitane sono ferme, le scuole chiuse, i concerti e le partite di calcio annullate. Eppure io, mio marito e mio figlio di meno di 2 anni, il 23 dicembre partiamo per andare proprio lì.

Non ho mai capito chi, in piena crisi umanitaria, prendeva il bigletto per l’Egitto o per la Siria ma sinceramente credo che questa sia una storia diversa.

Dietro all’allarmismo, all’emergenza e al panico che si sta scatenando nella capitale d’Europa c’è molta ‘stampa’ e poca verità.

Il terrorismo, i terroristi, i drammi e le tragedie, come quelle che hanno colpito Parigi o New York molti anni fa, sono una cosa ingiusta, ma non per questo bisogna smettere di uscire, vivere, viaggiare. E’ la terza guerra mondiale, ma non è come la prima e la seconda, bensì una guerra più vigliacca e silenziosa, che può colpire tutti e nessuno, ovunque, vicino o lontano.

Bruxelles è stata presa di mira perché città di grande risalto politico europeo, perché simbolo e perché casa di tutti da molti anni. E’ una città multiculturale dove incontri pochi belgi e tanti italiani, africani, marocchini. Ed è il bello della mia città. Ha odori e sapori misti che l’hanno sempre arricchita.
Oggi questo diventa motivo di paura, ed è bruttissimo.
Ma io non voglio che mio figlio viva questo terrore mentale.
Voglio che conosca la mia città, che ci vada ogni anno almeno una volta, che la veda colorata per il Natale e che senta quegli odori e che la apprezzi.

Prenderemo quell’aereo e andremo a trovare i nonni senza paura ma solo con quell’aria natalizia che ti regala una gioia immotivata e torneremo da lì solo con tanti regali e qualche chiletto in più. Lo porterò alla Grand Place, perché è una delle piazze più belle del mondo, lo porterò in centro e non temerò neanche i fuochi d’artificio.
Perché questo è il Natale, perché questa è la vita!

L'AUTORE
In viaggio da sempre...per arrivare da te. Ogni volta che guardo mio figlio so quanto ho dovuto lottare, soffrire, perdere, per arrivare da lui. Ma ne è valsa la pena perché adesso la luce è ovunque. Racconto di noi, del percorso di Fecondazioni assistite per arrivare da lui, dei dubbi di una mamma ancora tanto inesperta, dei momenti belli e di quelli difficili che fanno parte del meraviglioso mondo della maternità. La difficoltà nel crescerlo, nel trovare un lavoro, nell'imparare ogni giorno ad essere una mamma migliore. Benvenuti nel nostro piccolo mondo "imperfetto".

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