UNA MIA CONSIDERAZIONE GENERALE
Questo discorso di Kennedy sulla ipermilitarizzazione della vita americana e a discendere di tutto l’Occidente, rende pienamente ragione alla teoria esposta nel mio libro Lineamenti Generali del Trattato sulla Classe Armata pubblicato nel 2022 da indipendente, In cui parlo della emersione in Occidente, dopo la seconda guerra mondiale, di un nuovo potere militare con epicentro negli Stati Uniti, all’interno della struttura dello stato di matrice illuminista, un potere che non dovrebbe esistere come potere, in quanto le forze armate, secondo l’architettura illuminista, dovrebbero essere uno strumento assolutamente neutro senza volontà propria alcuna, al servizio del potere esecutivo entro il perimetro costituzionale e delle volontà legislative.
Ovviamente una simile istituzione senza volontà proprie deve essere una istituzione in cui la massa critica degli uomini che la anima, deve prestare il proprio servizio senza sviluppare in essa un interesse personale e di gruppo, il quale altrimenti ne corromperebbe inesorabilmente lo scopo di preservare e difendere l’interesse generale della nazione cosi come si compone nella dialettica politica; da questo discende nello Stato di matrice illuminista, ovviamente parliamo di una sacralità laica, il carattere sacro del servizio di leva obbligatorio, come recita la nostra Costituzione che letteralmente cita la sacralità di tale diritto-dovere del cittadino, che è così sottratto alla mercificazione, impedendo che la massa critica via via in armi nell’esercito, possa identificarsi con un interesse materiale soddisfatto dal mestiere del soldato e soprattutto dall’essere coinvolto in scenari bellici, come è invece per gli eserciti mercenari e anche quelli professionali che sono de facto degli eserciti mercenari.
Tali eserciti professionalizzati, secondo la mia teoria, si sono trasformati appunto in una classe sociale, ché ho chiamato, per la sua natura miliare, Classe Armata, la quale insegue prima di ogni interesse generale i propri bisogni di classe, ovvero i propri interessi di riproduzione della vita dei suoi membri, in poche parole andando all’osso i soldi, che non essendo una classe produttiva parassita allo stato dalle tasse di chi produce, e il potere che garantisca e stabilizzi tali condizioni.
Prima ancora dei Padri fondatori dello Stato americano tali cose erano state perfettamente comprese e teorizzate da Macchiavelli nel suo dell’arte della guerra a cui ho dedicato molte pagine di riflessione, il quale scriveva sugli eserciti di mercenari che :
“se uno re non si ordina in modo che i suoi fanti a tempo di pace stieno contenti tornarsi a casa e vivere delle loro arti, conviene di necessità che rovini; perché non si truova la più pericolosa fanteria che quella che è composta di coloro che fanno la guerra come per loro arte, perché tu sei forzato o a fare sempre mai guerra, o a pagargli sempre, o a portare pericolo che non ti tolgano il regno. Fare guerra sempre non è possibile; pagargli sempre non si può; ecco che di necessità si corre ne’ pericoli di perdere lo stato“
I padri fondatori dell’ unico stato al mondo ad avere ancora oggi una costituzione del diciottesimo secolo figlia diretta dell’illuminismo, gli Stati Uniti, avevano meditato a fondo sul pericolo di un esercito che divenisse politicamente potente e avevano escogitato e predisposto il meccanismo di controllare il potere della spada con i lacci della borsa. Il dibattito dell’epoca è pieno di discussioni sulla potenziale minaccia di avere un esercito permanente, nel senso di professionale, invece che milizie cittadine, di origine post rivoluzioni francese e americana, e che precorrono il moderno servizio di leva.
Nel mio lineamenti generali del trattato sulla classe armata, che è la sintesi per snodi teoretici di un monumentale lavoro di circa 2000 pagine a cui ho lavorato 10 anni, rifiutato dall’ottusità intellettuale delle inadeguate direzioni editoriali di molti grandi editori, fra cui @feltrinellied e @ponteallegrazie , a tal riguardo citavo , per esempio, una passaggio da the Federalist N 8 intitolato “the effects of internal war in producing standings armies and other institutions unfriendly to liberty” di Alexander Hamilton il quale scriveva :
“Questo quadro non è troppo elaborato; anche se, lo confesso, non sarebbe rimasto a lungo un posto giusto. La sicurezza dai pericoli esterni, è il più potente direttore della condotta nazionale. Anche l’ardente amore per la libertà, dopo un po’ di tempo, cederà ai suoi dettami.
La violenta distruzione di vite umane e di proprietà a causa della guerra; Lo sforzo continuo e l’allarme che accompagnano uno stato di continuo pericolo, costringeranno le nazioni più attaccate alla libertà, a ricorrere per riposo e sicurezza a istituzioni che hanno la tendenza a distruggere i loro diritti civili e politici.
Per essere più sicuri, alla fine diventano disposti a correre il rischio di essere meno liberi. Le istituzioni a cui si allude principalmente sono gli eserciti permanenti e le corrispondenti appendici dell’establishment militare. Gli eserciti permanenti, si dice, non sono previsti dalla nuova Costituzione; e da ciò si deduce che esisterebbero sotto di essa.
Questa deduzione, dalla forma stessa della proposizione, è, nel migliore dei casi, problematica e incerta. Ma gli eserciti permanenti, si potrebbe rispondere, devono inevitabilmente derivare da una dissoluzione della confederazione. Le guerre frequenti e l’apprensione costante, che richiedono uno stato di preparazione altrettanto costante, li produrranno infallibilmente”
o citavo insieme a molte altre cose, la lettera di James Warren a Samuels Adams in in cui egli scrive che
“La Milizia è un insieme di cittadini liberi” e che dunque “Non c’è pericolo che facciano uso del loro potere per distruggere i propri diritti” e che comunque “bisogna sempre guardare con occhio geloso a tale potenza” e che “ un esercito permanente” , ciò inteso ovviamente nel senso Kantiano di Miles perpetuus, ovvero di professionisti e non nel senso di un esercito nazionale di coscritti, “a volte necessario, è sempre pericoloso per le libertà delle gente”.
Ecco questo monumentale discorso di Robert Kennedy, che arrotonda il discorso di @JDVance a Monaco, dandogli come una sua profondità, e disambiguandolo rispetto alle nuance negative insinuate dal mainstream, riprende esattamente la questione che ho lasciata aperta nel mio trattato sulla Classe Armata. Il fatale Bivio Che la storia occidentale ha intrapreso nel diventare ciò che in questo discorso Kennedy chiama uno stato caserma è avvenuto fatalmente proprio durante la Presidenza di suo zio John Fitzgerald Kennedy.
Fu sotto la Sua Presidenza che fu fatto un gravissimo e fatale errore di ingegneria statuale quando Kennedy affidò al segretario McNamara citato nel discorso di Robert oggi il compito di istituire all’interno del Pentagono una direzione industriale militare che nei progetti di Kennedy avrebbe avuto lo scopo di aumentare il controllo civile sul potere militare ma che Invece per una serie di articolati motivi che necessitano di un libro per essere spiegati divenne l’istituzione che i militari avevano sempre desiderato e non erano mai riusciti ad avere che istituzionalizzasse questo loro nuovo potere come tale fra gli altri poteri dello Stato il legislativo l’esecutivo e il giudiziario ovviamente a discapito dei tre poteri separati dello Stato di matrice illuminista.
Nel mio trattato Ho teorizzato che il suo omicidio così come l’omicidio di suo fratello siano intimamente correlati all’evitare da parte del potere militare che i Kennedy ponessero riparo a questo gravissimo errore di ingegneria statuale che aveva fatto del potere militare uno stato nello stato, una economia nella economia, un centro redistributivo delle ricchezze concorrente con lo stato federale.

Se Kennedy si fosse ripresentato come avrebbe sicuramente fatto alle elezioni del 1964 la prima cosa che avrebbe fatto per essere stato messo in guardia da innumerevoli intellettuali americani che sono la colonna portante della bibliografia del mio trattato sulla classe armata avrebbe sicuramente corretto questo terrificante errore di ingegneria statuale di avere dato ai militari un apparato che istituzionalizzava un potere il loro che non avrebbe mai dovuto essere tale nello stato di matrice illuminista, ma ora mi fermo e vi lascio al discorso di Kennedy.
Il fatto di avere oggi un Kennedy nipote di John e figlio di suo fratello Robert che riapre una discussione del genere è semplicemente enorme, come è enorme il momento della storia che ci troviamo a vivere come giustamente osserva in questo discorso Robert Kennedy junior, osservando che ci troviamo davanti a un bivio veramente fatale: da una parte l’occasione di un reset pacificatore del mondo, dall’altro dall’altra il baratro di una terza guerra mondiale che ovviamente come predisse Einstein sarebbe l’ultima ad essere combattuta con armi tecnologiche, perché la quarta sarà combattuta con le pietre e con i bastoni.
FINE
Le opinioni qui espresse sono strettamente personali e non necessariamente coincidenti con quelle della direzione editoriale
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Ucraina 2022 la minaccia strategica perfetta
Quando l’Ucraina invase l’Iraq- le mani del Pentagono sulla storia
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