Come evolveranno i rapporti tra Usa e Iran?

Dicembre 15, 2020
Attilio De Alberi
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I rapporti tra USA ed Iran sono peggiorati molto durante l’amministrazione di Donald Trump che ha ritirato il proprio appoggio al trattato di controllo sulle armi nucleari con l’Iran e che ha imposto al paese una serie di sanzioni di natura economica. Sotto l’amministrazione Trump, gli Stati Uniti si sono molto più avvicinati a paesi come Israele e l’Arabia Saudita, noti nemici dell’Iran. Adesso bisognerà vedere se sotto la nuova amministrazione di Biden si potrà arrivare ad un miglioramento dei rapporti USA-Iran. 

Biden ha intenzione di ribaltare la politica di Trump nei confronti dell’Iran facendo rientrare gli USA nel Trattato sulla Non-Proliferazione delle Armi Nucleari. Infatti ha detto questo. “Guardate, c’è molto da parlare sui missili di precisione e su tutta la gamma di cose che stanno destabilizzando la regione”. Ma ha poi aggiunto che “il modo migliore per ottenere della stabilità nella regione consiste nel trattare col programma nucleare”. Ha poi aggiunto che se l’Iran si procura una bomba nucleare ciò imporrebbe un’enorme pressione su l’Arabia Saudita, sulla Turchia, l’Egitto ed altri stati, spingendoli ad ottenere anche loro delle armi nucleari. Ha concluso dicendo questo. “L’ultima dannata cosa di cui abbiamo bisogno in quella parte del mondo è uno sviluppo della capacità nucleare”.

Non bisogna dimenticare, tra le altre cose, che l’unico stato in Medio Oriente che ha armi nucleari è proprio Israele. Non è poi forse un caso che, a quanto pare, sono stati proprio i servizi segreti israeliani a portare a termine recentemente l’assassinio di Mohsen Farkhrizadeh, il noto scienziato nucleare iraniano.

Al tempo stesso bisogna tenere in mente che l’Iran possiede molti missili (non nucleari) a lunga gittata e che ha alleati come Hezbollah in Libano e personale militare in paesi come la Siria, l’Iraq e lo Yemen. Al tempo stesso non bisogna dimenticare che il budget militare iraniano è decisamente più basso rispetto a quello di Israele e dell’Arabia Saudita che, come ben sappiamo, riceve molte armi dall’Occidente.

Ma adesso c’è una novità inquietante. Prima ancora che Biden s’insedi alla Casa Bianca a partire dal 20 gennaio 2021, e quindi cominci, idealmente, ad avviare un colloquio più pacifico con l’Iran, che potrebbe portare anche alla fine delle pesanti sanzioni economiche contro il paese, a quanto pare Trump sarebbe pronto non solo ad imporre nuove sanzioni, ma addirittura a lanciare un attacco militare contro l’Iran. Sembrerebbe che ci abbia già pensato fin da novembre e che sia pronto a lanciare questo attacco prima che la sua presidenza si concluda.

Questo potenziale attacco potrebbe scatenare delle mosse di ritorsione da parte dell’Iran e spingere la parte più conservativa del governo di Teheran a rifiutare le intenzioni pacifiche di Biden, e quindi il paese potrebbe decidere di non rientrare nel trattato contro la proliferazione nucleare e quindi darsi da fare per ottenere delle armi atomiche.

Rimane il fatto che da molto tempo l’Iran è stato in un modo o nell’altro maltrattato dall’Occidente. Non bisogna dimenticare l’occupazione britannica e l’attacco di Saddam Hussein, sostenuto sempre dall’Occidente.

C’è solo da sperare che la situazione non si evolva nella direzione più drammatica non solo per l’Iran, ma per l’intero teatro mediorientale.   

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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