Trump prova a sovvertire i risultati elettorali (ma fallisce)

Novembre 17, 2020
Attilio De Alberi
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Donald Trump non ha ufficialmente concesso la vittoria a Biden nelle recenti elezioni presidenziali, anche se Biden ha ampiamente superato il numero di collegi elettorali necessari per essere chiamato a sostituire Trump alla Casa Bianca. “The Donald” si è anche impegnato in una serie di battaglie legali nel tentativo di dimostrare che la vittoria di Biden è stata, secondo lui, una frode. Inoltre Trump si rifiuta di aiutare la prossima amministrazione Biden a sostituire la sua.  

Ma questa assurdo tentativo di Trump sta incontrando non pochi ostacoli.

Doug Deason, un donatore a favore di Trump, ha dichiarato al Washington Post: “Molto più probabilmente troveranno una qualche frode, ma non ce ne saranno abbastanza per giustificare una squalificazione di abbastanza voti per Trump per vincere in un numero sufficiente di stati e vincere la presidenza, ma potrebbe. Probabilmente ciò non avverrà, Ma darà ai sostenitori di Trump il conforto che Biden ha vinto in maniera giusta e corretta”.

Dan Eberhart, un altro donatore repubblicano, ha detto al Washington Post che Trump sta facendo un gioco di potere nel rifiutarsi a riconoscere Biden come presidente eletto. Ha detto. “Trump sta cercando di stabilire la premessa che è stato derubato da una frode di elettori e la usa come la sua base di potere nell’ambito del Partito Repubblicano perché vada avanti”.

I legislatori repubblicani sono stati similarmente lenti nel riconoscere la vittoria di Biden, perché non vogliono rischiare di irritare Trump e diminuire la loro prospettiva di una loro rielezione tra due anni, ha detto un anonimo assistente al Congresso repubblicano al Washington Post. “Se il partito non combatte sulla riconta dei voti, la base abbandonerà il partito“ ha detto un altro repubblicano. “Quella è la scelta che hanno. Ecco perché lo fanno. Ciò ha meno a che fare col presidente, ma di più con i suoi elettori”.

C’è da osservare anche che un certo numero di esperti legali ha deciso di ritirarsi dalla lotta che Trump sta intraprendendo per dimostrare l’esistenza di una frode. L’hanno fatto perché in realtà non ci sono prove sufficienti che ci sia stata veramente una frode elettorale.

D’altro canto lo stesso Trump si sta rendendo conto che la sua lotta non lo sta portando da nessuna parte. In alcune conversazioni private ha dimostrato di non essere totalmente fuori dal contatto con la realtà. Sta infatti parlando di voler tentare a partecipare ad una corsa alla presidenza nel 2024, invece di provare a rimanere alla Casa Bianca nei prossimi quattro anni.

Bisogna poi tener conto di una cosa. Uno dei motivi per cui Trump non vuole concedere la vittoria al rivale Biden è che una volta uscito dalla Casa Bianca probabilmente dovrà avere a che fare con una serie di problemi legali che potrebbero addirittura portarlo in prigione. A parte i suoi debiti che ammontano a 300 milioni di dollari, Trump non ha pagato molte tasse ed è anche accusato di molestie sessuali. Chiaramente, una volta che non sarà più presidente sarà molto difficile per lui evitare tutti i suoi problemi legali. Non è un caso che Michael Cohen, ex-avvocato di Trump ha dichiarato apertamente che lui o qualche membro della sua famiglia finirà in carcere.

Intanto, a dimostrare quanto il paese sia diviso, c’è stata una rumorosa dimostrazione di sostenitori di Trump lo scorso sabato. Un gruppo più piccolo di americani anti-Trump ne ha fatta un’altra, sempre a Washington.

Biden, nel suo primo discorso dopo la vittoria, ha sottolineato l’importanza dell’unità dei cittadini negli USA. Ma non sarà un percorso facile, perché il paese è chiaramente diviso.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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