La mediazione per la risoluzione delle controversie ambientali

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14/03/2019 YOUngTips

Il ricorso alla mediazione può essere la soluzione ideale per porre fine a controversie ambientali non solo tra le imprese, ma anche tra le imprese e i consumatori. Tale pratica si rivela economica e, soprattutto, garantisce tempi rapidi, permettendo di giungere – in caso di esito positivo – a una soluzione che risulti sostenibile e accettabile per tutte le parti in causa. I comitati di cittadini, le associazioni ambientaliste, le amministrazioni pubbliche, le imprese e i privati possono prendere in considerazione questa opportunità, che prevede l’intervento di un soggetto terzo e neutrale.

L’importanza della tutela ambientale 

Come possono confermare gli esperti in consulenza ambientale a Milano, i temi della sostenibilità e della tutela dell’ambiente al giorno d’oggi rivestono una straordinaria importanza, e proprio per questo motivo coinvolgono in misura sempre più significativa i consumatori e le imprese. L’iniziativa di promozione della mediazione si pone lo scopo, tra l’altro, di valorizzare la cosiddetta green economy e di promuovere il suo sviluppo. Nel corso degli ultimi anni le imprese di tale comparto sono cresciute in modo consistente, al punto da diventare sempre più importanti anche per l’economia nel suo complesso.

La crescita della consulenza ambientale

Si spiega facilmente, dunque, la crescita di settori come il controllo qualità e la consulenza ambientale. Su tutto il territorio italiano ci sono quasi 11mila imprese che si dedicano alla consulenza tecnica: nel corso dell’ultimo anno esse sono cresciute di quasi il 6%, mentre se si prendono in considerazione gli ultimi cinque anni si scopre che l’aumento è stato addirittura di oltre il 48%. La Lombardia è la regione italiana che raccoglie il maggior numero di imprese di questo campo, praticamente una su quattro, mentre sul secondo e sul terzo gradino del podio ci sono il Veneto e il Piemonte.

Il primato della Lombardia

Il primato della Lombardia è confermato anche dai ritmi di crescita: nel giro di un anno il settore ha conosciuto un rialzo di quasi il 7%, mentre è stato superiore al 50% nell’ultimo lustro. La sola città di Milano conta circa 9mila addetti, per più di un migliaio di attività: tra il 2017 e il 2018 la metropoli meneghina è cresciuta dell’8%, mentre tra il 2013 e oggi la crescita è stata del 52%, in linea con i dati regionali. Per quel che riguarda le altre città d’Italia, Torino e Roma possono vantare circa 600 imprese a testa, mentre Napoli e Brescia superano quota 300. Le prospettive rosee della Lombardia, ad ogni modo, non si limitano solo all’area di Milano: a Bergamo, per esempio, in cinque anni la crescita ha sfiorato il 50%, e oggi ci sono più di 250 imprese nel settore; bene anche la provincia di Monza e Brianza, con oltre 200 imprese e un tasso di crescita di quasi il 48% in cinque anni. Tuttavia, è Lodi la città che ha fatto registrare il più consistente aumento di trend, pari a oltre 117 punti percentuali.

L’identikit delle imprese

Passando a un rapido identikit delle imprese, si scopre che nel nostro Paese solo il 15% delle realtà attive nel settore del controllo qualità e della consulenza tecnica è femminile, con una differenza di genere piuttosto consistente. Poco più del 4% delle imprese è straniero, mentre meno dell’8% è giovanile. Tutte, però, possono fare riferimento a uno strumento prezioso come la mediazione. Secondo i dati forniti in merito dalla Camera Arbitrale di Milano, in circa 7 casi ambientali su 10 la mediazione permette di giungere a un accordo che sia soddisfacente per tutte le parti in causa. Gli enti pubblici sono coinvolti in media in un caso su quattro, mentre le associazioni ambientaliste sono presenti circa in una controversia ogni venti e i comitati dei cittadini solo nel 2% delle vicende.

L'AUTORE
Una raccolta di "dritte", consigli, occasioni e buone pratiche scovate e selezionate direttamente dalla Redazione.

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