Gioco d’azzardo: carente la legislazione in UE

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15/01/2019 YOUngTips

I giocatori non sono tutti sicuri allo stesso modo

La Danimarca è l’unico paese dell’Unione Europea a rispettare tutti i parametri comunitari in merito alla sicurezza e la protezione dei giocatori dediti all’azzardo oltre che alla prevenzione del gioco da parte dei minori. È quanto emerge da una ricerca condotta dalla City University of London e commissionata dalla EGBA, European Gaming and Betting Association, un ente che coopera con l’Unione vigilando sullo stato dell’arte del gioco d’azzardo e delle relative normativa all’interno di ognuno dei paesi membri.

La ricerca in questione s’intitola “Consumer protection in EU online gambling regulation” (qui il link per il documento esteso) e mette a confronto i diversi ordinamenti nazionali in materia di gioco d’azzardo rispetto a quelle che sono le direttive europee. Va specificato subito che l’Unione Europea non ha adottato un ordinamento unico in merito alla tematica del gioco, si è limitata a fornire un elenco di raccomandazioni, di “best practice”, che ispirino le leggi dei singoli Stati ma che non possiedono carattere vincolante. La Commission Recommendation del 14 luglio 2014, questo il documento in questione, raccomanda agli Stati membri i principi da seguire per regolare la pratica del gioco, le relative comunicazioni commerciali, la salvaguardia dei consumatori e il non coinvolgimento dei minori. Lo studio delle City University ha quindi posto a confronto questo schema con il patchwork di ordinamenti nazionali dei paesi europei, giungendo alla conclusione che riguardo al gioco d’azzardo esistono livelli di sicurezza molto eterogenei nel vecchio continente.

I risultati di questo studio vedono in generale una certa aderenza degli ordinamenti dei singoli Stati membri alle più generali norme di sicurezza. Ciò nonostante sono tante e tali le differenze da necessitare una maggiore uniformità. Questi sono i risultati:

  • 25 paesi sui 28 dell’UE richiedono la registrazione di un regolare account di gioco prima di poter accedere alle gaming room, solo 22 tra questi procedono ad una verifica completa dei dati forniti.
  • Ogni paese ha stabilito una soglia minima di età che bisogna avere per poter giocare, per 22 di questi paesi la soglia è stabilita a 18 anni, 13 Stati segnalano l’obbligo dell’età anche durante la trasmissione delle pubblicità.
  • 23 paesi danno la possibilità al giocatore di autoescludersi dagli spazi dell’azzardo per qualsiasi motivo legato alla dipendenza, 14 tra questi paesi tengono un registro nazionale di questi nominativi che però non vengono inoltrati immediatamente a servizi sanitari o centri di aiuto per questi casi specifici.

Tra questi paesi l’Italia è uno dei più virtuosi, e non solo perché il suo governo l’ha giurata al gioco d’azzardo. Lo stivale richiede la registrazione di un account di gioco valido assicurandosi di aver ricevuto corrette informazione personali da parte dell’utente, anche se il tempo di verifica è ancora esteso a 30 giorni. Della sicurezza e regolarità di tutti i sistemi si occupa l’ADM (Agenzia Dogane e Monopoli, ex AAMS), a quest’organo spetta anche il monitoraggio dei casi di autosospensione che in Italia, come in altri 23 paesi, è pratica concessa. Precisamente nel Belpaese ci si può autoimporsi  una sospensione da 30, 60 o 90 giorni, addirittura il ban può essere permanente. In quest’ultimo caso la sospensione può essere anche revocato, ma secondo la legge italiana bisogna aspettare almeno un periodo di stop di 6 mesi.

In merito al discorso sulla tutela dei minorenni che si avvicinano al gioco d’azzardo, il problema in Italia è molto sentito considerato che le percentuali di adolescenti che hanno già provato un qualsiasi tipo di scommessa superano il 10%. A questo proposito, in relazione ai parametri stabiliti dalla ricerca, anche in Italia il divieto al gioco per i minori è evidenziato durante le reclame ed è ribadito in testa a ogni sito di gambling che opera regolarmente nel paese. Ovviamente però va sottolineato che l’Italia è anche l’unico paese in Europa, e probabilmente nel mondo, ad aver applicato un divieto totale ad ogni forma di pubblicità e sponsorizzazione, proprio nell’ottica di non favorire la nascita di nuovi giocatori che si avvicinino all’azzardo tramite uno degli strumenti più potenti in mano alle aziende del settore: il marketing.

L’iniziativa del governo italiano, entrata in vigore con tutto il pacchetto del decreto dignità nel luglio 2018, è stata accolta con largo favore dall’opinione pubblica e, ovviamente, con svariate recriminazioni da parte degli addetti ai lavori. Per quanto la legge miri ad abbassare i livelli di gioco nel paese va considerato che crea uno squilibrio rispetto all’ordinamento degli altri paesi. In questo senso anche da Bruxelles ritengono che ci sia necessità di uniformare le misure in materia di gioco d’azzardo per livellare concorrenza, sicurezza e rischio di frodi.

Lo evidenzia anche Maarten Haijer, Segretario Generale dell’EGBA, con queste parole a commento dei risultati della ricerca: “Poiché il gioco d’azzardo online, in Europa, è regolamentato su base nazionale, il livello di protezione dei consumatori fornito ai giocatori varia a seconda di dove risiedono nell’UE e questo è del tutto inadeguato per quello che è un settore digitale intrinsecamente senza confini. Le linee guida si sono rivelate insufficienti e chiediamo ai responsabili politici dell’UE di agire introducendo regole obbligatorie per garantire un livello elevato di protezione dei consumatori e reti di sicurezza uniformi per tutti i giocatori d’azzardo online in Europa”.

Si può dire che qualcosa si sia già mosso se consideriamo l’apertura del tavolo TC 456 da parte della European Committe for Standardization (CEN), il comitato europeo di normazione che si occupa proprio di cercare armonia e sintesi trai vari ordinamenti degli Stati membri. A questo tavolo potranno sedere i regolatori dei giochi, i vari player del mercato, associazioni di consumatori, tutti intenti a cercare di definire uno standard e passare dalle raccomandazioni alle leggi, per poter finalmente certificare che ogni giocatore d’azzardo in Europa può farlo in maniera sicura.

L'AUTORE
Una raccolta di "dritte", consigli, occasioni e buone pratiche scovate e selezionate direttamente dalla Redazione.

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