Trombe d’aria e tornado sull’Italia, Giuliacci: “Saranno sempre di più”

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13/03/2018 Davide Gambardella 4212

Prepariamoci a convivere con l’incubo di essere inghiottiti da trombe d’aria e tornado, come quelli che negli ultimi anni si stanno abbattendo sempre più di frequente sulle nostre città, da nord a sud dello Stivale. Come nei grandi stati d’America, dove periodicamente scatta l’allarme rosso dettato dagli uragani, anche in Italia dobbiamo iniziare a fare i conti con fenomeni metereologici particolarmente virulenti, frutto di una instabilità data dalle correnti d’aria calda e fredda che si scontrano fino a provocare un tumulto nei nostri cieli. D’altronde, è il salatissimo conto che stiamo già pagando per il surriscaldamento globale. Non ne fa mistero Andrea Giuliacci, uno dei massimi esperti italiani di meteorologia e volto noto delle previsioni del tempo delle reti Mediaset. Quello che sta accadendo non deve stupirci più di tanto, ricorda a YOUng: “È una delle caratteristiche dei cambiamenti climatici, certo, ma non possiamo parlare di tropicalizzazione.  Piuttosto si tratta di una estremizzazione dei fenomeni metereologici, che nella tarda primavera ci fa vivere giornate invernali e che nei mesi generalmente più freddi ci fa sembrare di essere a fine marzo”.

Dottor Giuliacci, sul Casertano ieri sera si è abbattuto un vero e proprio tornado F2 che ha provocato otto feriti gravi ed ha spazzato via come ramoscelli auto e roulotte. Nel novembre del 2017, sui comuni del Litorale romano, una tromba d’aria ha danneggiato seriamente i palazzi ed ucciso un uomo. Neve al Sud ed in alcune città dove non si vedeva da decenni. Instabilità fino alla primavera. Insomma, cosa sta accadendo?

“Partiamo dagli ultimi giorni. Abbiamo potuto constatare gli effetti di uno scontro violento tra aria fredda e calda. L’Italia non è nuova a questi fenomeni, trombe d’aria se ne sono registrate anche in passato, anche se non erano così frequenti e violente come quelle degli ultimi tempi”

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Da cosa derivano questi scontri?

“Si tratta di marcati contrasti termici che sono tipici delle stagioni estive ed autunnali, dove vi è la presenza di flussi di aria calda che riescono a condizionare le nubi temporalesche e che favoriscono forti temporali o trombe d’aria. Di sicuro quello che si è verificato ieri in Campania è un evento eccezionale fuori stagione”

Possiamo dire che si è trattato di un evento figlio delle attuali condizioni climatiche?

“Difficile affermare con assoluta certezza da cosa sia stata provocata quella tromba d’aria eccezionale. Ma la violenza di sicuro è riconducibile ai cambiamenti climatici degli ultimi anni”

Ecco perché lei parla di estremizzazione…

“Il ragionamento non è basato sul singolo episodio, ma sui fenomeni atmosferici sempre più frequenti che spesso ci troviamo ad osservare. Siamo passati dal freddo siberiano ai temporali, alternati a sprazzi di primavera ed episodi temporaleschi in pochissimo tempo”

Un’anomalia per il mese di marzo?

“D’estate te l’aspetti di più, una tromba d’aria come quella di ieri sera.  Non con quella forza, magari. I temporali si alimentano da scontri tra freddo e caldo: questo avviene in autunno, perché l’aria calda tende a levarsi dal basso verso l’alto e dunque a scontrarsi con le correnti fredde. D’inverno è decisamente più insolito come episodio”

Secondo lei, cosa dobbiamo aspettarci nei prossimi anni? L’Italia diventerà come i paesi tropicali costantemente a rischio?

“Non esattamente. Più che una tropicalizzazione, dobbiamo aspettarci un aumento di questi fenomeni violenti. Nei prossimi anni aumenteranno le estremizzazioni, anche con danni ingenti, perché la maggior quantità di calore nell’atmosfera provocato dal riscaldamento globale darà sempre più forza a questi fenomeni atmosferici. Il quadro è allarmante perché strettamente correlato all’inquinamento che continua a danneggiare il nostro pianeta in maniera inarrestabile”

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Meteo dei prossimi giorni: cosa dobbiamo aspettarci da Burian 2?

“Un po’ di freddo, decisamente insolito per il periodo, con qualche fiocco di neve in montagna e fino alle pianure. Di sicuro non le temperature di fine febbraio. Non rappresenta una particolare eccezionalità, come è stato annunciato. Sarà una primavera con caratteristiche di marcata variabilità: avremo giornate fresche ed una spiccata instabilità. Tutto sommato saremo nella norma stagionale”.

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