Perché in Italia non esiste alcuna “emergenza sicurezza”

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11/11/2015 Germano Milite
L’editoriale sul caso Ermes Mattielli ha generato reazioni che non immaginavo. Circa 10.000 condivisioni, oltre 31.000 visite e centinaia di commenti tra portale e social network. Alcuni utenti hanno addirittura organizzato vere e proprie crociate contro lo scrivente, con minacce ed auguri di morte, di svaligiamenti e di stupri (possibilmente da parte di “ladri rom”). Molti commenti, sia pubblici che privati, avevano il tenore di questo che potete leggere di seguito e che trovate comunque da me postato anche sulla mia bacheca Facebook. Simili personaggi sono gli stessi che poi si stracciano le vesti per solidarietà a chi subisce un furto, anche di modesta entità e senza conseguenze o minacce ricevute.  IL DATO CLAMOROSO: MAI COSI’ POCHI OMICIDI NELLA STORIA D’ITALIA Ho dunque avuto conferma che, il tema banalmente e propagandisticamente affrontato “armi liberalizzate sì/armi liberalizzate no”, fa molta presa al momento. Insieme, ovviamente, a quello della sicurezza domestica e della difesa della proprietà privata. Complice il solito terrorismo mediatico che sbatte in prima pagina ogni azione di furto che finisce in tragedia e ne amplifica la portata, spaventando a morte il “cittadino medio”, come sempre facile preda di fobie collettive e, appunto, tormentoni mediatici. Un tempo, ad esempio, c’erano i “rumeni stupratori” (bastava raccontare con enfasi i 3 stupri avvenuti in un anno e la percezione collettiva era che ci fossero 2 milioni di donne stuprate al giorno e che occorresse una spedizione punitiva contro qualsiasi “rumeno”). E’ un meccanismo di aizzamento del basso volgo vecchio come la storia dell’uomo che, anche nel 2015, dopo millenni di (presunta) evoluzione, funziona ancora benissimo. Coupon Degustazione di coppia a 33,90€ Scegli il menù che preferisci tra carne, pesce e vegetariano, gustatelo e presenta il coupon direttamente alla casa. Non hai limitazioni sul giorno Ottieni sconto -17 € Peccato che, le statistiche degli…

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L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".

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