Sangue e Arena. Anzi, Findus

Agosto 31, 2015
Roberto Corradi
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Se a volte vedete del sangue quando vi lavate i denti, potrebbero essere le gengive. Oppure la sportellata che avete preso un secondo prima o, in alternativa, Duccio, quello del secondo piano che dice che parcheggiate nel posto suo e quando vi ha visto, prima, vi ha dato un cazzotto nei denti piuttosto convinto. O se no è una malattia di quelle brutte, per cui anche se vi lavate i denti non è detto che… Ma poi, un momento. L’enunciato è ampio e non implica una personalizzazione. “Se vedete del sangue” può riguardare anche sangui…di altri: un tizio che scivola per strada, un film di Tarantino nella tv di là, una signora anziana che viene sbranata da alcuni rottweiler nel parco su cui ha l’affaccio il bagno, le possibilità sono tante ma quelli del dentifricio Parodontax vogliono che noi si segua i loro meccanismi mentali. Ma qui il pedinamento richiesto è temerario perché la rapidità comunicativa vira all’ansiogeno e all’allarmistico e si allontana con fierezza dall’ameno jingle dei colleghi della, che so?, “Pasta del Capitanooooo” che al massimo canticchiavano il nome del prodotto. Ma i pubblicitari a volte lo fanno e battono strade che conoscono solo loro; così arriva il giorno in cui per parlarti di piselli surgelati, pianificano inquadrature che prendono gli umani dalla coscia a metà fianco e poi imbastiscono dialoghi da cui emerga che i protagonisti sono una famiglia che a un certo punto deve dibattere di omosessualità. Ora…sorvoliamo su una serie di circostanze che alletterebbero la comicità più vieta, quindi anche quella di chi vi scrive, ma non stavolta, e soffermiamoci sulla situazione. Siamo in una casa. Una casa dall’arredo Ikea, per quel poco che si vede dalle inquadrature ad altezza Brunetta.

Siamo in una casa e è l’ora di pranzo e mentre la mamma dalla voce matura e rassicurante è lì che tenta di inforchettare dei legumi verdi come se la dignità fosse un orpello, ecco che il figlio, probabilmente ospite e mecenate del momento conviviale, spiega che il tizio con loro non è un amico ma il suo compagno, tiè. La mamma, a questo punto, invece di soffocare e significare, con un filo di voce, “che cazzo dici?”, sorride amabilmente, si desume dal tono, e una volta spiega che lo sapeva, in un’altra versione festeggia, brinda e trallallà. Mmh, vabbè… però qualcosa non torna. A parte il lecito chiedersi perché mai un coming out debba essere veicolo per diffondere merce congelata, la reazione della genitrice non giustifica l’incontro.

Tu, figlio gay, che tante difficoltà adolescenziali avrai dovuto incontrare nel momento di prendere atto della tua sessualità, hai l’abnorme fortuna di avere una madre illuminata, buona, piena d’animo e armi tutto ‘sto casino, a cose fatte? Ma confidati prima, chiamala, dille che hai incontrato un tipo che ti piace e che forse ci vivrai insieme, insomma celebra il fatto di non essere uno che se doveva fare la pubblicità per la Barilla, avrebbe dovuto tenere conto che da quelle parti si riconosce solo quella eterosessuale come famiglia legittima o come coppia naturale. Perché se no non ha senso passare tanta vita con genitori da cui si può imparare a stare al mondo e poi non avere neanche voglia di confidare una bella novità come un amore. Sai perché te lo dico, figlio gay che proclama alla madre la sua gaytudine davanti a un piatto di piselli scongelati e cotti invece di rendersi conto che ha una famiglia d’origine straordinaria? Perché così, a giudicare da questo spot, viene il sospetto che tutto sia fatto solo ruffianamente per incattivirsi le simpatie di tutti e mostrarsi tolleranti, sani, progressisti e come vi pare, ma non con pregiudizi, no no no! Ecco. E io, a questo punto che il pezzo è finito, lo direi che comunque per reclamizzare piselli, hanno parlato di omosessuali. E’ una caduta di stile eccessiva? Ma tanto s’era capito fin dall’inizio che lo volevo di’. O no?

L'AUTORE
Roberto Corradi, romano, scrivente e commediante, momentaneamente trentanovenne. Incenusarato. Momentaneamente.  
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