Narnia Festival: il Campus della musica creato da Cristiana Pegoraro

Narnia Festival2017
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Social Score

Sono stato, appena pochi giorni fa, con mia moglie Natalia Pavlova, soprano lirico, a Narni, in occasione  del  Narnia Festival 2017, appena concluso con numeri strepitosi, (10.000 presenze di pubblico) diretto dalla pianista Cristiana Pegoraro, musicista di calibro internazionale, dove mia moglie ha ricevuto un premio e cantato.

Mi sono trovato immerso per due giorni in una dimensione culturale, quella del Narnia Festival, semplicemente esaltante e di altissimo livello, che  spazia dalla musica classica all’opera lirica, dalla musica sacra al jazz, dalla danza classica al flamenco e tango argentino, fino alle  bellissime danze storiche della Compagnia Nazionale  di Danza Storica diretta e fondata dal Maestro Nino Graziano Luca, che si è esibita nel Teatro Comunale. Festival che  la grande stampa nazionale avrebbe dovuto, a mio modesto avviso, maggiormente raccontare,  sostenendo con ciò la Kermesse Narnese per l’importanza strategica nella formazione culturale musicale che ormai ha  nel nostro paese tanto che il Narnia Festival, ormai è giunto alla sua sesta edizione, è stato insignito della medaglia d’oro per meriti artistici e culturali dalla Presidenza della Repubblica, esperienza  che mi ha infuso una enorme speranza, rispetto a uno scenario nazionale culturalmente parlando drammatico e che il settimanale L’Espresso aveva sintetizzato proprio poco tempo fa con questo eloquente titolo: Analfabeti funzionali, il dramma italiano: chi sono e perché il nostro Paese è tra i peggiori. 

La pianista Cristiana Pegoraro , diretrrice artistica e fondatrice del Narnia festival
La pianista Cristiana Pegoraro,  fondatrice e direttrice artistica del Narnia Festival

Allora a  fronte della  consapevolezza della catastrofe culturale italiana, andavo pensando, un gruppo editoriale che si fa portatore di questa denuncia come nell’articolo dell’Espresso, poi, trovandosi di fronte alla eroica fatica di  Cristiana Pegoraro  nell’inventare, realizzare e far durare negli anni   il Narnia Festival,  trasformando la cittadella in un campus musicale internazionale,  dovrebbe volerlo assolutamente raccontare alla nazione, come esempio di controtendenza, di impegno a promuovere la cultura in un paese che sta diventando tra i più ignoranti d’Europa,  e di immenso lavoro pedagogico, o no? 

Camminando nello scenario medioevale mozzafiato del centro storico della cittadella di Narni,  in questi giorni si veniva investiti  e incantati dai flussi musicali dei cast di  cantanti lirici statunitensi che nel bel Teatro Comunale Giuseppe Manini  provavano Gianni Schicchi e Suor Angelica, che avrebbero poi eseguito come spettacolo finale di un programma didattico di altissimo livello, l’International Vocal Arts Program, e si veniva sommersi dai flussi musicali delle varie orchestre o dei pianoforti e altri strumenti ovunque suonanti degli  studenti di musica provenienti da ogni parte di Italia e del mondo e dei loro  Maestri anche essi provenienti da tutto il mondo. Una aria di operosità piena e felice, diffusa come il tepore di un sole, un’ impressione  come di un favo di api dedite a produrre armonia al posto del miele. Semplicemente bellissimo, importante, stupendo. Oserei dire anche terapeutico. 

La stessa infaticabile Cristiana, madre e madrina  di questo festival, insegnava lei stessa, senza risparmiarsi, ogni giorno per ore e ore  a studenti di tutte le età,  maestra tra altri maestri impegnati in questo antichissimo uffizio di travasare  nei discepoli-allievi segreti e saperi della propria arte –parliamo di oltre 300 studenti provenienti da 36 paesi seguiti da 40 maestri provenienti dalle maggiori università e scuole di livello internazionale: The Juilliard School di New York, il Conservatorio Tchaikovski di Mosca, il Mozarteum di Salisburgo, l’Università di Friburgo, l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia- allievi che dopo mesi di attesa di questo tempo finalmente giunto  approfittavano di questi giorni per poter essere seguiti personalmente dalla pianista che ha la sua base a New York ,dove vive da anni, e dagli altri superbi insegnanti. 

la soprano Natalia Pavlova premiata al Narnia Festival con il Leone d'Argento 2017
La soprano Natalia Pavlova premiata insieme alla soprano Elizabeth Norberg-Schulz al Narnia Festival con il Leone d’Argento 2017

Intanto i bar e  i ristoranti della cittadina di quasi 20.000 abitanti gremiti da musicisti di ogni provenienza e colore, spesso  potendo incontrare intere bellissime famiglie di musicisti con padre madre e figli musicisti al seguito, e dalle numerose persone che  seguono il festival come pubblico,   erano un riecheggiare delle più disparate lingue, quasi fossero essi stessi parti di un  grande strumento divino di pace, l’umanità nel suo essere umanesimo,  in una atmosfera carica di vibrazioni positive, di armonia e armonie risuonanti nella cassa armonica delle architetture medioevali della città, e riverberati dalla pietra, dai vicoli ovunque  vocianti di un turismo educato  colto e studioso, appassionato, dagli affreschi alto e tardo medioevali affioranti sulle colonne, sulle mura, nelle nicchie, germe visibile e sconvolgente lo sguardo, quello  di trovarsi a faccia a faccia con  il  principio di quella che poi diventerà la magnifica storia dell’arte italiana  tre-quattro-cinque-seicentesca. Segni di espressione e fede che uomini di 7-800 anni fa avevano un giorno proprio in quel posto  lasciato sotto la mirabile forma della pittura o della scultura o della architettura.

Vertigine Ontologica, armonici metafisici, da rischio di  Sindrome di Stendhal assicurata con tanto di mancamento e visioni mistiche. Sentivo ogni molecola del mio essere in questi giorni guarire da ogni male, allontanarsi, in questa isola di humanitas,  gli atroci clangori  delle guerre infestanti il pianeta,  ogni nodo veniva sciogliendosi in un concilio tra anima e mondo circostante. 

Io e mia moglie fummo alloggiati dalla meravigliosa ospitalità del Festival e della città in un delizioso appartamentino del 4-500 in pieno centro storico a livello strada, da cui ascoltavamo questa piacevole processione di genti  qui venute da ogni dove a riempirsi lo spirito di bellezza e di musica, che scendevano o salivano nei vari livelli cittadini della magnifica Narni. 

Ecco come tutto ci  apparve l’incanto di questa città nei giorni del  festival.

Ed  ecco Infine Cristiana,  tra una lezione e l’altra e i tanti impegni,  con infinita cortesia, mi avverte al telefono che è riuscita  a trovare una decina di minuti per un aperitivo insieme , mi sta aspettando tra cinque minuti in un bar davanti al teatro, finalmente potrò farle per i miei lettori e me stesso alcune domande, nonché godere del piacere della sua simpatica compagnia, vado.

CONVERSAZIONE CON CRISTIANA PEGORARO IDEATRICE E DIRETTRICE ARTISTICA DEL NARNIA FESTIVAL

Allora Cristiana, veramente sembra di essere a una corte di altri tempi qui in questi giorni…

Cristiana Pegoraro
Cristiana Pegoraro

Sì, interessante è proprio il connubio di arti, non solo musica di ogni tipo ma anche danza modern e la conoscenza del territorio attraverso escursioni guidate. Tutto ciò è già di per sè un percorso di grande ispirazione per tutti noi artisti, un percorso che attraverso le varie contaminazioni ci porta ad arricchire il nostro bagaglio culturale e linguaggio espressivo.

Un concetto assolutamente Rinascimentale

Infatti a me piace considerare questo festival come un festival del Rinascimento… un rinascimento sia spirituale che culturale, concetto alla base dell’intera operazione artistica. Rinascimentale anche in rapporto al contesto architettonico e urbanistico che lega, in questo senso di corte, l’intero impianto degli eventi artistici e didattici, e che però si proiettano bel oltre la città in un ampio raggio del territorio con concerti e spettacoli in varie città umbre e nella Capitale. Stiamo parlando in questa edizione 2017 di quarantatré concerti in 12 giorni, dislocati tra Narni, Terni, Amelia, Perugia, Orvieto, Acquasparta e Roma, sempre sotto l’egida del Narnia Festival. Un altro concetto importante è invece: spazio ai giovani! Attraverso i nostri programmi didattici, aiutare giovani musicisti a crescere artisticamente offrendo loro un’esperienza completa, a farli interagire, e soprattutto ad abituarli attraverso continui concerti, ada suonare in pubblico. Quest’ultima cosa è fondamentale e dovrebbe sempre far parte del training di qualsiasi artista, e che invece è un aspetto molto sottovalutato nelle scuole di musica. Al Narnia Festival i ragazzi fanno concerti tutti i giorni.  Terzo concetto, parlando di giovani ma parlando anche di piccoli, e di piccolissimi, hai visto quanti bambini ci sono in giro? Hanno un’età tra i 5 e i 10 anni e grazie al programma Junior Masterclass vengono a Narni a studiare con i migliori maestri di livello internazionale. Ecco l’offerta unica del Narnia Festival: diamo la possibilità a questi giovanissimi musicisti in erba di studiare con i più grandi insegnanti perché bisogna inculcare da subito la musica fatta bene, ovvero quello che è la passione ma anche la tecnica giusta…

Orchestra dei bambini seguita dal Maestro
Prove d’orchestra con i bambini che suonano con strumenti in miniatura, diretti dal maestro Lorenzo Porzio nel refettorio della Loggia degli scolopi

Direi una fabbrica del talento musicale, un po’ appunto come nell’antichità con la bottega dei pittori e degli scultori

Esattamente. Questi bambini vengono subito inseriti in grandi progetti orchestrali dove usando parti facilitate che vengono preparate ad hoc dal Maestro Porzio, e suonano accanto ai loro maestri dentro un’orchestra sinfonica, quindi i bambini sperimentano il suono della grande orchestra composta dai maestri e dai ragazzi avanzati. Un’esperienza unica!

Dunque ci sono tre livelli nella orchestra i maestri i ragazzi avanzati e i bambini?

Esatto. Attraverso questa operazione musicale anche i piu’ piccoli ottengono uno stimolo pazzesco e la cosa è anche molto bella e divertente da vedere perché ora costruiscono questi strumenti perfetti in miniatura adatti ai piccoli e quindi ti ritrovi davanti questi bambini con contrabbassi, violoncelli e violini in miniatura, sono stupendi!

Suonano perfettamente?

Assolutamente perfetti. Quest’anno, inoltre, grazie alla direzione del Maestro Porzio, si sono triplicate le iscrizioni al programma Junior Masterclass, quindi siamo arrivati ad un’orchestra di oltre 60 elementi.

Ma tutto ciò è stata una tua idea?

Tutto questo festival è una mia idea, a Narni non esisteva nulla di simile. Oggi abbiamo concluso  una splendida  sesta edizione con numeri da record.

Ma nel teatro non c’era nulla prima?

 Si c’era e c’è tuttora la stagione teatrale unita a qualche spettacolo durante l’anno., ma ritornare qui dopo tanti anni di estero e vedere questa spettacolare cittadina che è un vero gioiello artistico con un centro storico molto piccolo e per questo si presta benissimo per un festival del genere, che unisce spettacoli e didattica.  La bellezza della città risulta di grande ispirazione per gli artisti e le dimensioni ridotte del centro storico, dove si svolge il campus, piccola zona tranquilla e senza pericoli, favorisce lo svolgimento del campus anche con i piu’ piccoli.  I posti sono meravigliosi, pieni di arte: c’è l’auditorium, il teatro, le chiese…

Cristiana, in questi due giorni ho avuto impressione di una città che ti segue compatta in questa bellissima avventura. Ecco, si sente questo grande feeling tra te direttrice e creatrice del festival e i cittadini di Narni che hanno capito il significato di quello che significa questo evento per la città…

Sì. In questi giorni molta gente mi ferma per strada per ringraziarmi di quello che sto facendo per Narni, per i giovani, per il territorio, per la cultura. Naturalmente la maggior parte della gente segue, però c’è sempre qualcuno che è un po’ ritardatario nel capire. A volte trovo grandi difficoltà a relazionarmi con il tessuto burocratico, per carità non parlo del Sindaco che ci apre le porte della città e sostiene l’iniziativa, ma di dirigenti ottusi che invece di facilitare un’operazione che a Narni porta tantissimo, anche in termini economici e di visibilità, al contrario cercano non so perche’ di rendere tutto più complesso del necessario.  E per me diventa uno sforzo gigantesco dover superare tutte queste barriere per realizzare tutto cio’.

Tu sei stata tanti anni all’estero e hai importato qui in Italia, a livello procedurale e organizzativo, dei modi operativi che sono normali a New York ma forse qui non ancora…

Io lavoro con un ordinamento mentale e un’organizzazione  americano-tedesca, perché  fa parte del mio bagaglio culturale. Dopo essermi diplomata  a Terni a 16 anni sono subito andata all’estero. Ho vissuto 5 anni in Austria, due a Berlino e poi sono andata negli Stati Uniti, e purtroppo, o per mia fortuna non lo so, ho sviluppato un cervello pensante che non è propriamente italiano. Per questo quando vengo in Italia mi scontro con delle realtà completamente diverse. Ho la mente organizzata su modelli diversi, assimilati all’estero, e faccio fatica. Certo  poi anche in Italia si possono fare delle grandi cose, però ci sono dei percorsi molto più  labirintici, più lenti e quindi si fatica un po’ di più in Italia. 

Nonostante tutto sei riuscita a fare qualcosa di veramente straordinario, di bellissimo, di importante, specie pensando che dai semi che si piantano qui nei giovanissimi domani potrebbe nascere un Accardo, un Muti, un Benedetti Michelangeli, che magari ho incontrato oggi nei panni simpatici dei piccolissimi musicisti che suonavano nell’orchestra

Concerto nel Duomo di Orvieto durante il Narnia festival
Cristiana Pegoraro e Lorenzo Porzio in concerto nel Duomo di Orvieto durante il Narnia Festival

Il Narnia Festival è cresciuto moltissimo in poco tempo, ogni anno sperimento aggiungendo nuovi programmi che poi si rivelano avere successo perché in fin dei conti  è come imparare le lingue:  quando ne conosci due, la terza, la quarta, la quinta le impari più facilmente… e allora l’idea di far interagire le arti significa che più ne metti a contatto e più riesci a far nascere  dei progetti interessantissimi.  Sono partita con un campus strumentale, poi si è aggiunta l’opera, poi si è aggiunto il corso di lingua e cultura, poi quello di cultura e piacere, è arrivato il campus dei bambini e quindi tutto è andato  sempre in crescendo. Abbiamo una tale offerta oggi che chi viene a studiare da noi può scegliere di usufruire di tutti questi programmi

 

 

Insomma è diventata una scuola praticamente, un campus all’americana, con i corsi da scegliere…

Esatto, e quindi si cresce nell’ambito dell’arte in tutti i sensi.  Ci sono sempre tanti  personaggi, stelle del concertismo internazionale che ci vengono a  trovare, lasciano la loro testimonianza, fanno masterclass, suonano con noi, in un’atmosfera di grande familiarità, e tutto questo e’ bellissimo. Nonostante le grandi difficolta’ nell’organizzare un festival simile, alla fine il sorriso dei ragazzi, della gente che viene ai nostri concerti e che ci ringrazia, I commenti delle famiglie che mi dicono “ i nostri figli sono contentissimi e per loro è un’esperienza unica” per me è la soddisfazione più grande che mi ripaga veramente di tutti i sacrifici, la soddisfazione di fare qualcosa di importante soprattutto per I giovani, che sono il nostro futuro.

 “i vincitori della borsa di studio Victor Uckmar alla terza edizione del Narnia Arts Academy International Competition”
“i vincitori della borsa di studio Victor Uckmar alla terza edizione del Narnia Arts Academy International Competition”

A tal proposito voglio aggiungere una cosa che mi sta a cuore: nell’ambito del festival si è tenuta la terza edizione del Narnia Arts Academy International Competition, che ha visto la partecipazione di oltre 50 promesse del concertismo. Il concorso ha lo scopo di promuovere la cultura musicale tra i giovani e favorire l’affermazione artistica di nuovi talenti emergenti. I premi in borse di studio in memoria del fondatore della Società Italia Argentina Victor Uckmar sono state gentilmente offerte dal Presidente dell’Associazione Italia Argentina Giorgio De Lorenzi, e noi lo ringraziamo veramente di cuore per il sostegno che da’ alla nostra iniziativa. 

Io in questi due giorni ho avuto un impatto forte, innanzi tutto ho visto il grande lavoro pedagogico sui bambini veramente di primo ordine anche perché oggi la musica è salvifica rispetto a tutto

Esatto, una vera arma di salvezza. Pensiamo che questi ragazzi sono puliti, credono in un sogno, mettono passione in quello chef anno, sono avidi di apprendere. Non sono paragonabili a quelli che passano ore davanti alla TV o a giocare con i videogames. Il nostro e un percorso di formazione ma anche spirituale.

Senti, il Ministero della Cultura ti segue?

Il Ministero della cultura sinceramente non tanto.

E  se io fossi ora il ministro della cultura, se non sbaglio è ancora Franceschini, ecco cosa mi chiederesti? Sostegno economico?

Sostegno, sostegno e sostegno!

Quanto costa a voi questo festival?

In realtà riesco a contenere i costi del festival perché tramite i miei contatti riesco ad avere non tanto grandi sponsor ma artisti che vengono a costi contenuti perche’ amano l’iniziativa e credono nelle finalita’ del festival. In più sono innamorati di Narni e dell’Umbria

Perchè capiscono secondo me l’importanza di quello che stai facendo qui, però manca un po’ la presenza dello Stato..

Manca, e te lo dico nonostante la medaglia d’oro che ci è stata conferita dalla Presidenza della Repubblica. Questo e’ un

un Momento dello Spettacolo della Compagnia Nazionale di Danza Storica
un Momento dello Spettacolo della Compagnia Nazionale di Danza Storica

problema comune, non solo il nostro: lo Stato, ma anche la Regione, non si rende conto che attraverso queste iniziative si riesce anche a promuovere il territorio a costo zero. Pensa a quello che porto qui a Narni, a tutti le persone, italiane e straniere, che vengono per il festival in qualita’ di pubblico o come artisti, che sono un grandissimo  indotto economico per la città e per la regione. Pensa a tutte le escursioni che noi abbiniamo ai concerti nelle varie citta’ dell’Umbria, un modo per far conoscere da vicino il nostro territorio. Questo concetto e’ stato fondamentale fin dall’inizio della creazione del Festival, unire arte, musica, cultura e territorio. Tutte le persone che vengono a visitarci poi ritornano a casa e ne parlano, Ormai anche con I social e’ tutto piu’ facile, si fanno milioni di fotografie e si postano, e vengono viste da migliaia di altre persone in tutto il mondo. Tutto cio’ è una immensa pubblicità per il territorio a costo zero. E allora dico: investite in queste operazioni culturali perché poi ritorna tutto elevato all’ennesima potenza.

Certo, si crea un circolo virtuoso.

Però purtroppo nessuno capisce che l’investimento nell’arte è importantissimo. Non solo per dare cibo per l’anima agli esseri umani, ma anche perché l’arte, soprattutto in un paese come l’Italia, potrebbe essere un business turistico culturale e di movimento da punti di pil

Hai ragione Cristiana, la cultura dovrebbe essere il nostro petrolio, anzi è la nostra riserva, gli altri hanno i giacimenti di petrolio per cui poi si fanno le guerre,  noi avremmo invece giacimenti di arte, e Narni ne è esempio perfetto, con cui potremmo costruire  tra l’altro la pace perché non vi è altro antidoto alla guerra che la cultura

 Esatto… e l’Italia è il paese più ricco in assoluto di bellezze artistiche e stanno tutte qui, a cielo aperto…

Senti, per i miei lettori, mi dai qualche numero del festival?

La pianista Cristiana Pegoraro e il direttore d’orchestra Lorenzo Porzio
La pianista Cristiana Pegoraro e il direttore d’orchestra Lorenzo Porzio

Visto che espressamente me li chiedi: 50 spettacoli, 10.000 spettatori, 50 corsi di perfezionamento artistico, 300 partecipanti ai campus, 10 percorsi artistico – culturali, un concorso, 5 laboratori teatrali, ed ecco altri numeri che mi ha appena fornito l’ufficio: 10.330 visitatori al sito narniafestival.com,  120.000 visualizzazioni su Google, 460.000 pagine visitate, 8.120 followers su Facebook, 26.150 visualizzazioni dei video su YouTube… possono bastare ? 

Assolutamente impressionanti direi.

Vorrei aggiungere ancora una cosa:  non so se il governo mai potrà capire l’importanza di investire nella cultura e nell’arte, ma che succeda o no, l’arte non morirà mai e gli artisti non smetteranno mai di esistere.

Grazie Cristiana !

Grazie a te. 

Sorridente, con i bei capelli nel vento e un bellissimo vestito di seta, Cristiana scompare dentro le mura secolari del Refettorio della Loggia degli Scolopi dove la sta aspettando un  campione olimpionico di canottaggio nonché direttore d’orchestra: il Maestro Lorenzo Porzio, con l’orchestra dei giovanissimi musicisti bambini che suonano strumenti in miniatura tra cui forse già muove  i primi passi un gigante della musica di domani.

 

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La pianista Cristiana Pegoraro, direttrice artistica e fondatrice del Narnia Festival
La pianista Cristiana Pegoraro, direttrice artistica e fondatrice del Narnia Festival
Cristiana Pegoraro, Pianista
Cristiana Pegoraro si diploma a sedici anni presso il Conservatorio di Terni, sua città natale, con il massimo dei voti, lode e menzione d’onore. Prosegue gli studi con Jörg Demus a Vienna e Hans Leygraf al Mozarteum di Salisburgo e alla Hochschule der Künste di Berlino. In seguito si perfeziona con Nina Svetlanova alla Manhattan School of Music di New York.
Il suo pianismo dimostra grandi capacità tecniche ed interpretative, come attestano i primi premi in numerosi concorsi internazionali. Nel 1989 a Praga le viene assegnato il premio Il Migliore dell’Anno per la Musica Classica “per il naturale talento, la grande personalità, la magistralità del fraseggio e la maturità espressiva”. Il New York Times la definisce “un’artista del più alto calibro” in occasione del suo debutto al Lincoln Center di New York nel 1996.
FIn da giovanissima età, Cristiana si esibisce nelle più importanti sale da concerto in Europa, Stati Uniti, Sudamerica, Medio Oriente, Asia e Australia (Lincoln Center, Carnegie Hall, Nazioni Unite, Museo Guggenheim – New York, Opera House – Sydney, Festspielhaus – Salisburgo, Musikverein – Vienna, Royal College of Music – Londra, Centro Cultural de Belem – Lisbona, Auditorium Parco della Musica, Casa del Jazz – Roma, Amici del Loggione del Teatro alla Scala, Serate Musicali – Milano, Teatro Municipale – San Paolo, Teatro Municipale – Rio de Janeiro, Teatro dell’Opera – Manaus, Spring Festival di Budapest, Umbria Jazz Winter, Sorrento Jazz Festival, Festival di S. Pietroburgo, Festival di Edimburgo, Klavierfestival Ruhr – Germania, Shabyt Festival di Astana – Kazakistan, World Expo di Aichi – Giappone e World Expo di Saragozza – Spagna).
Con le sue tournée nei paesi del Golfo, è la prima donna italiana a tenere concerti di musica classica in Bahrain, nello Yemen e in Oman. Cristiana Pegoraro è anche la prima donna italiana al mondo ad eseguire l’integrale delle 32 Sonate per pianoforte di Ludwig van Beethoven.
Annoverata dalla critica internazionale fra i migliori interpreti di musica cubana e sudamericana, ha eseguito in prima esecuzione assoluta per il pubblico europeo lavori di compositori sudamericani quali Astor Piazzolla, Joaquin Nin ed Ernesto Lecuona. Ha trascritto per pianoforte i più bei Tanghi di Astor Piazzolla e composto una Fantasia su danze cubane di Ernesto Lecuona.
La sua ampia discografia conta 25 CD incisi per Decision Products, Nuova Era, Dynamic, Diva e Eden Editori. Il suo album “Astor Piazzolla Tangos”, uscito nel 2016, ha vinto la medaglia d’oro ai prestigiosi Global Music Awards in due categorie: best album e best instrumental.

Le sue registrazioni televisive e radiofoniche includono RAI, Mediaset, Radio Vaticana, Discoteca di Stato, BBC (Scozia), ARD (Germania), RTP (Portogallo), WQXR New York (USA), Nine Network (Australia) e CBC (Giappone). Annovera partecipazioni alle trasmissioni televisive di RAI 1 “Porta a Porta” con Bruno Vespa e “Sottovoce” con Gigi Marzullo, e di Rete 4 “Vivere Meglio” con Fabrizio Trecca.
Cristiana si esibisce per le più alte cariche istituzionali e diplomatiche. Suona alla presenza del Presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi, del Presidente dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite, del Governatore dello Stato di New York, di Sua Altezza Reale la Granduchessa Maria Teresa del Lussemburgo, del Ministro Italiano dello Sviluppo Economico, del Governatore della British Columbia, Canada e del Presidente del Senato austriaco.
Nel 2008, unica rappresentante europea nell’ambito dello Spring Festival, tiene un concerto nella Sala dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite a New York di fronte ad ambasciatori e diplomatici di 192 paesi.
È regolarmente invitata dal Ministero degli Affari Esteri, in collaborazione con Ambasciate e Istituti di Cultura, a rappresentare l’Italia e a promuovere la musica italiana nel mondo.

Sostiene diverse organizzazioni mondiali tra le quali Unicef (di cui è testimonial), Amnesty International, World Food Programme ed Emergency nelle loro campagne umanitarie. Nel 2005, in occasione del suo decimo concerto al Lincoln Center di New York, le viene conferito dal Circolo Culturale Italiano delle Nazioni Unite il prestigioso riconoscimento World Peace Award “per il suo particolare impegno nel promuovere la Pace nel mondo”. Nel 2007, a Napoli, riceve insieme a Claudio Abbado il premio Sebetia-Ter, targa d’argento del Presidente della Repubblica, come riconoscimento per la sua attività di concertista e compositrice. Nello stesso anno, in occasione del suo concerto all’Auditorium Parco della Musica di Roma, viene nominata Ambasciatrice del Diritto alla Musica, un programma istituito dal Ministero delle Politiche Giovanili e dalla Commissione Cultura del Comune di Roma per promuovere la cultura musicale in ogni suo aspetto. Nel 2010, a New York, è insignita del premio Donna ILICA 2010 dall’Italian Language Inter-cultural Alliance. Nel 2011 le viene conferito il premio Rotary Umbria “per l’alto livello professionale, il forte impegno sociale e la costante opera di promozione della terra umbra nel mondo”. Riceve inoltre il premio Messaggero del Territorio assegnato dalla Camera di Commercio di Terni e il premio Melvin Jones Fellow della Lions Clubs International Foundation “per dedicati servizi umanitari”. Il 15 Aprile 2013, nella Sala della Protomoteca del Campidoglio, Cristiana Pegoraro riceve dalle mani del Sindaco di Roma il Premio Simpatia. La prestigiosa giuria, composta fra gli altri da Carlo Verdone, Christian De Sica, Pippo Baudo e Gigi Proietti, le ha voluto assegnare l’ambita onorificenza “per la sua eclettica attività artistica e di ambasciatrice della musica nel mondo”. Per la musica, il premio è andato anche a Riccardo Cocciante e a Mogol.
Cristiana Pegoraro affianca da tempo la sua attività pianistica a quella di compositrice. Ha pubblicato 5 album con sue composizioni originali: “A Musical Journey”, “Ithaka”, “La mia Umbria”, “Volo di note” e “Piano di volo”. Fra le sue composizioni, già utilizzate anche per film e documentari, va menzionata la colonna sonora per il video “Per chi suona la sirena” prodotto dall’Ufficio del Rappresentante Speciale delle Nazioni Unite per bambini e conflitti armati e presentato all’ONU l’11 Settembre 2004 in memoria delle vittime dell’attacco terroristico. Ha inoltre composto la colonna sonora per il film documentario “La casa dell’orologio” di Gianni Torres. È autrice del libro di poesie “Ithaka” e di una collana di favole per bambini tratte dalle opere liriche italiane.
È spesso invitata a tenere masterclass alla Juilliard School di New York e in varie università e college di Stati Uniti, Europa, Medio Oriente, Asia e Australia.
Durante l’anno svolge attività didattica presso i suoi studi privati di Roma e New York e in estate è docente presso il Narnia Arts Academy – Campus Internazionale di Alto Perfezionamento Artistico di Narni (TR).
È testimonial per la campagna di turismo dell’Umbria nel mondo. Dal 2011 è Direttore Artistico di Narnia Arts Academy (www.narniaartsacademy.com) e Narnia Festival (www.narniafestival.com). Nel 2014 e 2016 Narnia Arts Academy e Narnia Festival hanno ricevuto la medaglia del Presidente della Repubblica.
david colantoni

David Colantoni è poeta, scrittore, saggista pittore e artista visivo. E' autore della rivista Nuovi Argomenti, fondata da Alberto Moravia, della rivista Fermenti, e altre testate. Ha fondato e diretto il mensile di pensiero e letteratura Lettere dalla Frontiera. Insieme ad Aldo Rosselli, figlio dello storico del risorgimento Nello Rosselli e Nipote di Carlo Rosselli, di cui è stato amico e allievo per quasi 30 anni, ha fondato nel 1999 il quadrimestrale di cultura Inchiostri.  Per il cinema ha sceneggiato "Io, l'altro" 2007 , di Moshen Melliti. distribuito da 20th Century Fox. La sua Ultima esposizione come artista è avvenuta al Moscow Museum of Modern Art a giugno del 2015

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