Economia e finanza: cosa sono?

Pubblicato il 18 October 2015 da FEF ACADEMY | Per leggere questo articolo ti servono: 5 minuti | 1929
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Leconomia ha accresciuto la sua presenza nelle nostre vite. Termini, immagini e concetti legati alleconomia sono sempre più diffusi nei dibattiti degli esperti, nelle pratiche commerciali, sui media. Sono tutti frammenti che provengono da un puzzle complesso di idee, teorie e visioni del mondo che abbiamo bisogno di ricostruire. E solo cercando e mettendo insieme i vari frammenti è possibile ricomporre il quadro generale e comprendere in maniera profonda il mondo nel quale viviamo oggi.

Ogni frammento può dar luogo allunione, il nostro vuole essere un esperimento di sinergia editoriale: troverai le nostre rubriche disseminate fra varie testate giornalistiche che accoglieranno la ricerca dellimmagine finale.

Questo è il primo numero della rubrica di approfondimento “economia e finanza: cosa sono?”.

Per comprendere di cosa si parla quando facciamo riferimento al termine “economia” è utile partire dalla sua etimologia. La parola “economia” deriva dal latino oeconomĭa, che a sua volta però è ripreso dal greco οἰκονομία (parola composta da oikos, che significa “dimora”, “casa” e per estensione “beni di famiglia”; e da nomos, che invece è traducibile come “norma”, “legge”o “amministrazione”). Di conseguenza, dall’etimologia stessa del termine possiamo desumere come lo scopo primario dell’economia sia quello di configurare e individuare la miglior “amministrazione della casa” possibile. E, per traslazione, quale sia il modo ottimale di gestire la produzione e gli scambi che sono necessari al soddisfacimento dei bisogni della comunità (composta da individui, famiglie, città, stati). La produzione, così come gli scambi, implicano che la sfera economica sia caratterizzata dall’instaurarsi di relazioni sociali fra individui. È quindi necessario che coloro che si occupano di economia (gli economisti) siano in grado di elaborare, analizzare e gestire l’organizzazione sociale della produzione e dello scambio (in epoca recente anche attraverso istituzioni economiche e politiche preposte specificatamente a farlo) in una maniera che sia funzionale rispetto alle relazioni che si instaurano fra gli quegli individui che sono coinvolti nel processo di produzione di beni e servizi e di scambio.

Occupandosi dell’uomo, l’economia rientra nel campo delle scienze sociali: studia, infatti, il comportamento degli esseri umani, sia a livello individuale che collettivo nell’ambito specifico delle loro azioni economiche. Ciò significa che, a differenza di quanto avviene per le scienze cosiddette “dure” (come per esempio, le scienze naturali come la fisica o la chimica), un economista non può sperimentare e replicare meccanicamente in laboratorio le sue ipotesi. I fenomeni economici, in altre parole, non possono essere replicati all’occorrenza, bensì vanno studiati sulla base dell’esperienza passata e presente, traendo da essa la possibilità di effettuare previsioni e ipotesi sui comportamenti futuri. L’accuratezza di queste previsioni dipende dalla bontà delle ipotesi di partenza formulate: esse devono cogliere caratteristiche empiricamente osservabili inerenti la società e gli individui e quindi non possono prescindere da un approccio multidisciplinare. Non per caso, infatti, l’economia è spesso legata alle analisi e alle ricerche derivanti da altre discipline come la sociologia, l’antropologia, la politologia, la storia. Tutti ambiti di studio che permettono una maggiore e più ampia comprensione dei comportamenti umani.

Il termine “finanza” deriva dal verbo latino finire che significa letteralmente “terminare”, “concludere qualcosa” e dal sostantivo finis, che significa sia “fine” che “scopo”. Come ricordano gli economisti Massimo Amato e Luca Fantacci dell’Università Bocconi, “la finanza ha a che fare con la messa in opera delle condizioni strutturali di possibilità per un incontro fra debitore e creditore, in cui possa avere luogo il pagamento dei debiti.” In altre parole, la finanza mette in contatto chi ha bisogno di ottenere denaro e chi vuole risparmiare denaro e quindi in qualche modo “conclude” questo incontro.

Inoltre, il secondo significato che abbiamo tratto dall’etimologia del termine, quello relativo all’obiettivo, al fine della finanza, viene ben descritto dalle parole dell’economista Stefano Zamagni dell’Università di Bologna:

“Finanza vuol dire fine-anza, è tutto ciò che ha un fine, ed il fine della finanza è il bene comune. La finanza inizia con l’economia del credito. Da una parte ci sono quelli che risparmiano e dall’altra quelli che prendono perché devono investire, in un modo o nell’altro. La finanza accontenta tutti. Se sono un risparmiatore ho bisogno che qualcuno si prenda cura dei miei risparmi affinché non vadano dispersi e possibilmente che ci guadagni qualcosa, un interesse. Se sono invece un mercante o un imprenditore (già nel millecinquecento nascono i veri imprenditori nel senso moderno del termine) ho bisogno di chi mi anticipa danaro per consentirmi di svolgere l’attività mia propria alla quale mi dedico. L’attività finanziaria è quell’attività che serve a far circolare la ricchezza.

Se, quindi, la ricchezza è l’obiettivo dei rapporti di scambio – che tramite la finanza si concretizzano e configurano in rapporti di debito e di credito fra individui -, la finanza è quella forma particolare di circolazione della ricchezza che rende possibile tutta questa serie di rapporti. Per concludere, dunque, possiamo dire che il ruolo definitivo della finanza è quello di dare una forma ai vari bisogni umani, consentendo di collegare questo desiderio iniziale con la sua effettiva realizzazione nello spazio e nel corso del tempo (tramite la produzione e lo scambio che vengono attivati e regolati dallo strumento che costituisce il mattone di un sistema finanziario: la moneta).

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