I tassi di interesse stanno scendendo e con essi anche i rendimenti offerti dalle banche sui risparmi depositati, eppure il conto deposito resta uno degli strumenti più richiesti da chi vuole far fruttare la propria liquidità senza esporsi a rischi significativi.
La Banca Centrale Europea ha avviato un ciclo di ribassi che sta ridisegnando le condizioni proposte dagli istituti di credito, rendendo la scelta del prodotto giusto più delicata rispetto a qualche anno fa. Capire dove conviene depositare i propri risparmi nel 2026 significa andare oltre il tasso lordo pubblicizzato e confrontare con attenzione rendimenti netti, vincoli, costi e solidità delle banche coinvolte.
Come scegliere il conto deposito più conveniente nel 2026
La prima distinzione da conoscere riguarda la differenza tra conto deposito libero e conto deposito vincolato. Nel primo caso le somme restano sempre disponibili e possono essere prelevate in qualsiasi momento, senza penali né perdita degli interessi maturati. Nel secondo caso, invece, il capitale viene bloccato per un periodo prestabilito (tipicamente da 6 a 36 mesi) e in cambio la banca corrisponde un tasso di interesse più elevato.
Proprio questa scelta rappresenta il primo passo per individuare il prodotto più adatto alle proprie esigenze. Chi sa di non aver bisogno della liquidità per un certo periodo può puntare su un vincolo più lungo e ottenere un rendimento superiore. Chi invece preferisce mantenere la massima flessibilità troverà nei conti liberi una soluzione più indicata, anche se con tassi generalmente inferiori.
Un aspetto che molti trascurano è la modalità di pagamento degli interessi. La liquidazione trimestrale, quando prevista, consente di beneficiare della capitalizzazione composta e di reinvestire prima le somme maturate, migliorando il rendimento effettivo rispetto a una liquidazione annuale. Anche la possibilità di cointestare il conto (fino a tre titolari in alcuni casi) e di operare interamente online, senza dover stampare documenti o recarsi in filiale, rappresenta un vantaggio concreto per chi cerca praticità.
Tra le soluzioni che rispondono a questi criteri, il conto deposito di Santander Consumer Bank propone due formule distinte: IoPOSSO, la versione libera che consente di disporre delle somme in qualsiasi momento continuando a maturare interessi, e IoSCELGO, la versione vincolata con rendimenti crescenti in base alla durata scelta tra 6, 12, 24 e 36 mesi. Entrambi i prodotti prevedono zero spese di gestione, apertura in pochi minuti tramite SPID e la possibilità di simulare il rendimento direttamente dal sito prima di procedere.
Le banche con i migliori tassi per conti deposito liberi e vincolati
Il panorama delle offerte a febbraio 2026 è piuttosto variegato e le condizioni proposte dagli istituti di credito cambiano con una certa frequenza, seguendo l’andamento dei tassi di riferimento della BCE.
Sul fronte dei conti deposito liberi, i tassi più competitivi presenti attualmente sul mercato si attestano intorno al 3-4% lordo per i primi sei mesi, riservati ai nuovi clienti che attivano contestualmente un conto corrente. Superato il periodo promozionale, però, questi rendimenti tendono a scendere in modo significativo, spesso sotto l’1%, un dettaglio che rende fondamentale leggere con attenzione le condizioni oltre la fase iniziale. Altre soluzioni sul mercato propongono rendimenti più stabili, intorno al 2% lordo, con maturazione giornaliera e senza tetto massimo sulle somme depositate, rinunciando però alla spinta iniziale dei tassi promozionali.
Sul versante dei conti deposito vincolati, il vincolo a 12 mesi viene considerato da molti analisti il miglior compromesso nel contesto attuale. I tassi lordi per questa durata oscillano mediamente tra il 2,9% e il 3%, con guadagni netti annuali che si aggirano tra i 195 e i 210 euro su un deposito di 10.000 euro, al netto della ritenuta fiscale e dell’imposta di bollo. Per chi è disposto a vincolare le somme più a lungo, alcune banche arrivano a proporre tassi fino al 4,50% lordo su 36 mesi, anche se in una fase di tassi calanti è opportuno verificare che queste condizioni siano ancora confermate al momento della sottoscrizione.
Tassazione, costi e garanzie: cosa valutare prima di aprire un conto deposito
Prima di lasciarsi attrarre dal tasso lordo più alto è fondamentale calcolare il rendimento netto effettivo, che è poi quello che effettivamente entra nelle tasche del risparmiatore.
Gli interessi maturati su un conto deposito sono soggetti a una ritenuta fiscale del 26%, applicata al momento della capitalizzazione. A questa si aggiunge l’imposta di bollo, pari allo 0,20% annuo calcolato sulle somme depositate. Alcune banche si fanno carico dell’imposta di bollo come incentivo promozionale, ma nella maggior parte dei casi resta a carico del cliente e può incidere in modo significativo sui rendimenti più bassi.
La formula per calcolare gli interessi è piuttosto lineare: si moltiplica il capitale depositato per il tasso di interesse annuo e per il numero di giorni, dividendo il risultato per 36.500. Dal risultato ottenuto si sottrae la ritenuta del 26% e l’eventuale imposta di bollo per arrivare al guadagno netto reale.
Sul fronte della sicurezza, tutti i conti deposito in Italia sono tutelati dal Fondo Interbancario di Tutela dei Depositi (FITD), che garantisce una copertura fino a 100.000 euro per depositante e per singolo istituto di credito. Questo significa che, in caso di difficoltà della banca, i risparmi fino a quella soglia sono protetti. Per importi superiori, la regola di buon senso suggerisce di distribuire il capitale su più istituti diversi.
Un ulteriore criterio di valutazione spesso sottovalutato è la solidità patrimoniale della banca, misurabile attraverso indicatori come il CET1 Ratio. Un tasso leggermente più basso offerto da un istituto solido e strutturato può risultare preferibile rispetto a un rendimento più alto proposto da una banca con fondamentali meno robusti.
Anche le condizioni di svincolo anticipato meritano un’analisi attenta. Non tutti i conti vincolati consentono di rientrare in possesso della liquidità alle stesse condizioni: in alcuni casi lo svincolo comporta la perdita totale degli interessi maturati, in altri viene riconosciuto il tasso base per tutto il periodo di giacenza. Leggere con attenzione il foglio informativo prima di sottoscrivere resta il passaggio più importante per evitare sorprese.
[PUBBLIREDAZIONALE]
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