Vaccino Covid-19: lo stato delle cose

Dicembre 8, 2020
Attilio De Alberi
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Nei prossimi mesi verrà distribuito gradualmente il vaccino contro il Covid-19. Finora tre sono i paesi dove si è cominciato a somministrarlo: Cina, Russia e Gran Bretagna. Alla fine di gennaio toccherà anche all’Italia e più o meno nello stesso periodo ad altri paesi in Europa. Poi sarà la volta degli USA sotto l’amministrazione Biden. Col tempo, comunque, il vaccino dovrebbe diffondersi in tutto il mondo.

Sono tre le principali compagnie che sono riuscite a creare un vaccino contro il Covid-19: le americane Pfizer e Moderna e la britannica AstraZeneca, che si è basata sulle ricerche positive portate avanti dall’Università di Oxford. E’ stato accertato che i due vaccini americani hanno un’efficacia del 95%, almeno sulla base delle ricerche di laboratorio effettuate. Va chiarito però che attualmente ci sono oltre 200 diversi vaccini contro il Covid-19 in fase di sviluppo in tutto il mondo e che  il primo vaccino contro il Coronavirus registrato nel mondo è stato lo Spunik V, quello russo, basato su vettori adenovirali umani.

Per ciò che riguarda l’Italia, milioni di dosi del vaccino anti-Covid pronte ad essere trasportate negli hangar della base aeronautica di Pratica di Mare, alle porte di Roma. Le vaccinazioni cominceranno alla fine di gennaio.
Il Ministro della Sanità Roberto Speranza ha annunciato che le vaccinazioni saranno gratuite, ma al tempo stesso il processo di vaccinazione sarà graduale. I primi ad essere vaccinati saranno dottori, infermieri ed assistenti sanitari e gli anziani delle residenze che li accolgono. Poi si comincerà a vaccinare le persone anziane con età superiore agli 80 anni e poi quelle con età superiore ai 65 anni. Successivamente, verranno inclusi i cittadini con età inferiore a quelle menzionate.

Altro dettaglio: la vaccinazione non sarà obbligatoria. La presenza dei no-vax, i negazionisti contrari alle vaccinazioni tout court, potrebbe rappresentare un ostacolo alla vaccinazione di tutta la popolazione, con le inevitabili conseguenze nel tentativo di debellare la pandemia del Covid-19.
Un’ulteriore piccola complicazione nasce dal fatto che la vaccinazione dovrà essere portata avanti in due fasi, nel senso che dopo la prima somministrazione dovrà avvenirne un’altra a distanza di qualche settimana. Inoltre non è escluso che la vaccinazione stessa potrebbe avere delle conseguenze fisiche negative come mal di testa ed altri dolori.
Comunque, a parte questo, secondo tutti gli esperti nel settore la vaccinazione rappresenterebbe la cosiddetta “luce alla fine del tunnel”. L’ha dichiarato anche il Dott. Tedros Adhanom Ghebreyesus, il Direttore Generale dell’OMS (Organizzazione Mondiale per la Sanità) di origine etiope.

Al tempo stesso, Michael Ryan, uno dei Direttori Esecutivi dell’OMS, ha dichiarato che i vaccini non comportano necessariamente la fine del Covid-19. Secondo Ryan i vaccini rappresentano un grande strumento nella lotta alla pandemia, ma bisognerà comunque continuare a rispettare le regole che già si stanno praticando adesso: uso delle mascherine, distanziamento sociale e pulizia delle mani. Questo soprattutto perché il processo di vaccinazione non coinvolgerà subito tutta la popolazione del globo, ma procederà comunque in maniera graduale.


Bisognerà tener conto del fatto che la vaccinazione non avverrà in maniera automatica ed immediata per tutta la popolazione mondiale, e quindi si dovrà continuare a mantenere tutte le precauzioni necessarie.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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