Covid 19: il pericoloso atteggiamento di certi leader politici

Luglio 15, 2020
Attilio De Alberi
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La diffusione del Covid-19 in tanti paesi del mondo ha rappresentato e continua a rappresentare una pericolosa minaccia per molti cittadini. In questo contesto l’atteggiamento dei leader politici è molto importante. In Italia, seppure con certi ritardi ed alcune contraddizioni, si è riusciti a bloccare la pandemia e a ridurla notevolmente grazie al lockdown imposto dal governo in carica. Ed infatti nel nostro paese la diffusione del Covid-19 è notevolmente calata. E naturalmente questo vale anche per altri paesi, a cominciare dalla Cina, il focolaio originario della pandemia. E potremmo citare anche altri paesi come la Germania, la Francia e la Spagna. Ma purtroppo questa politica di controllo dei cittadini grazie all’uso delle mascherine ed al distanziamento sociale non è stata sistematicamente adottata in altri paesi.

Potremmo cominciare con gli Stati Uniti e la Gran Bretagna, laddove l’attitudine iniziale di leader come Donald Trump e Boris Johnson ha dato il via ad una diffusione pericolosa del contagio.

In particolare, Trump ha addirittura suggerito l’utilizzazione di un disinfettante in realtà inutile, se non addirittura pericoloso, per combattere il virus. Il problema è che molte persone, fedeli alle idee ignoranti di Trump ha pensato di seguire il suo suggerimento. Questo a confermare come spesso una certa influenza politica può creare seri problemi. Non è un caso se ora gli Stati Uniti sono il primo paese al mondo nelle statistiche della pandemia.

A questo bisogna aggiungere il fatto che Trump ha addirittura voluto uscire dall’OMS, l’Organizzazione Mondiale della Sanità, che, come ben sappiamo, ha continuamente fornito dati e buoni consigli per combattere il Covid-19. Inoltre Trump non ha fatto nulla per estendere una sanità pubblica gratuita a tutti i cittadini, e questo ha causato parecchi decessi.

Ma c’è un paese in particolare laddove la leadership politica ha avuto un’influenza negativa nella lotta alla pandemia. Ci riferiamo al Brasile guidato dal leader sovranista Jair Bolsonaro. Ed infatti in Brasile c’è stata una diffusione tremenda del Covid-19, che ha causato migliaia e migliaia di morti. Infatti questo paese, nelle statistiche mondiale, è arrivato ad essere il secondo, dopo gli USA, nella diffusione della pandemia.

Chiaramente Bolsonaro ha deciso di sottovalutare gli effetti del virus, chiamandolo addirittura “una piccola influenza” e dichiarando che “tanto tutti dobbiamo prima o dopo morire”. Coerentemente con questa attitudine non ha permesso un serio lockdown nel suo paese, sottovalutando l’utilità pratica di usare le mascherine e di adottare il distanziamento sociale.

Non è un caso se, sempre statisticamente parlando, la diffusione del Covid-19 si è potuta notare proprio nelle municipalità dove Bolsonaro aveva guadagnato più voti nel corso delle ultime elezioni presidenziali. Questo dimostra come l’influenza politica di un certo leader può avere delle ripercussioni gravi nel comportamento dei cittadini, e quindi, nel caso della pandemia, nella loro sicurezza sanitaria.

A questo bisogna aggiungere che Bolsonaro ha pensato di sostituire il Ministro della Salute Luiz Henrique Mandetta (ortopedista pediatrico) e poi il suo sostituto, Nelson Teich (oncologo) con Eduardo Pazuello, un militare senza alcuna conoscenza scientifica. Questo a dimostrare una specie di rifiuto della scienza nell’affrontare il virus. A riprova di questo anche Bolsonaro ha suggerito l’utilizzazione dello stesso disinfettante proposto da Trump, anche se l’OMS ne ha dichiarato sia l’inutilità che il pericolo, soprattutto per le funzioni cardiache.

Inoltre, fin dal suo arrivo al potere in Brasile, Bolsonaro ha avviato una politica di tagli alla sanità pubblica, e quindi, come negli USA, anche questo ha avuto degli effetti negativi nella lotta al Covid-19.

Ironicamente, proprio recentemente Bolsonaro stesso si è ammalato di Coronavirus.

In conclusione, a parte certe tesi negazioniste nei confronti del COvid-19 che circolano tuttora tra i cittadini di molte parti del mondo, l’attitudine ignorante e superficiale di certi leader politici può avere una sua influenza nefasta nella lotta alla pandemia.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.
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