Di Gasparro: il presunto “Aranzulla del Network Marketing”

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06/03/2020 Germano Milite

L’editoria online fatica a trovare un modello alternativo a quello universalmente utilizzato da sempre, ovvero visite/pagine viste + banner e pubblicità invasiva. Così, in maniera sempre più marcata, le testate digitali accettano di trasformarsi in meri mega-markettifici che pubblicano qualsiasi contenuto inviato dalle varie agenzie di digital pr. Basta pagare un tot e si può scrivere qualsiasi cosa, vedendosi pubblicati senza opportune verifiche e potendo poi spacciare il pezzo promozionale per contenuto spontaneamente diffuso dalla testata.

La pratica del cosiddetto publiredazionale, chiariamolo, è sempre esistita e non rappresenta nulla di riprovevole, se portata avanti osservando le normative vigenti a tutela dei consumatori e la deontologia professionale.

Nel caso che stiamo per analizzare, però, appare evidente l’utilizzo dello strumento per propinare una vera e propria pubblicità ingannevole, basata su falsità più o meno clamorose ed un’analisi della qualità (e veridicità) del contenuto che è pari a zero.

DI GASPARRO: IL PRESUNTO “ARANZULLA” DEL NETWORK MARKETING

Il nuovo “Guru” che si tenta di far assurgere nell’empireo degli invidiabili si chiama Riccardo Maria Di Gasparro, presentato addirittura come “L’Aranzulla del Network Marketing”. Grazie al prezioso contributo ed alla prove offerte da Alessandro Norcia del “Il Gatto e la volpe nel Web”, abbiamo effettuato uno scrupoloso fact checking, dimostrando quante inesattezze o autentiche falsità siano contenute nei pezzi promozionali su Di Gasparro, il quale (tra l’altro) sui propri profili social si mostra anche sorpreso ed entusiasta per aver ricevuto menzioni da parte di determinate testate.

I pezzi però sono praticamente identici nei contenuti e nei toni, oltre che come detto scritti ed inviati da un’agency specializzata in questo tipo di servizi.

DI GASPARRO: LA VERA STORIA

Partiamo dal principio: Riccardo Maria di Gasparro è da anni un incaricato della società OrGano, che vanta nel suo recente passato una sanzione da AGCM (2014) per sistema piramidale. Come per molte altre società di network marketing, infatti, gli incaricati hanno la possibilità di scalare i ranghi aziendali e raggiungere qualifiche in base ai volumi generati dalla propria rete.

Dopo aver superato alcune piccole qualifiche, i principali step della compagnia, in ordine crescente, sono i seguenti:
zaffiro (guadagni medi dai 1000 ai 1500 euro mensili)
rubino
– smeraldo
– diamante
– diamante blu
– diamante nero

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COME DI GASPARRO OTTENNE IL “DIAMANTE”

Nel network marketing, per poter guadagnare commissioni elevate ed essere considerato un vero leader capace di ispirare e…formare altri futuri networker di successo, è importante non solo raggiungere una qualifica, ma anche aiutare le persone della propria rete a scalare le gerarchie aziendali e, cosa fondamentale, riqualificare la propria posizione nei mesi successivi confermando il fatturato generato dalla propria struttura.

Dopo anni di attività, nel luglio del 2017,  Di Gasparro raggiunge la qualifica di diamante e con orgoglio racconta sui social il suo traguardo, mostrando il proprio assegno personale. Ma questa qualifica come l’ha raggiunta? E, soprattutto, l’ha mai più riconfermata?

Ecco quanto ci è stato confermato da decine di networker, in sintesi:


“Nel mese di luglio del 2017 a tutta l’intera rete commerciale di OrGano è stato comunicato che a novembre sarebbe arrivato in Italia il leader americano della compagnia e, per poter partecipare all’imperdibile evento, era necessario acquistare un kit di prodotti dal valore di circa 1200 euro! Proprio in quel mese, attraverso un’operazione promozionale molto “aggressiva” effettuata sugli incaricati nei principali incontri aziendali, ripetendo a tambur battente che mai avrebbero potuto mancare all’evento, questi ultimi sono stati invitati con grande insistenza a spendere 1200 euro per acquistare dei prodotti. In questo modo, hanno incrementato a dismisura il fatturato di chi si trovava ai vertici della rete commerciale in quel momento (altro sistema piramidale come quello già condannato nel 2014?). Grazie a questa operazione di vendita massiva fatta dalla società, Di Gasparro ha raggiunto circa 400mila punti volume, conquistando il diamante tanto ambito. Peccato che da lì in poi quella qualifica non sia mai più stata riqualificata neppure lontanamente!”

Alcuni utenti sono venuti in possesso delle dashboard personali dei suoi volumi di affari (quella del mese successivo alla qualifica e una più recente del dicembre 2019) e le hanno condivise con noi. Bene: le dashboard dimostrano un fatturato complessivo di appena 50 mila punti (un ottavo rispetto quanto raggiunto nel luglio 2017) che corrisponde alla qualifica dello zaffiro, con un conseguente crollo delle commissioni (davvero misere per un networker di livello), a conferma del fatto che, Di Gasparro, non sembra mai essere stato in grado di creare alcuna rete commerciale di successo, né di duplicare un sistema che aiutasse le persone del suo team a guadagnare nel suo business.

IL CUORE DELLA VICENDA

Ma andiamo al dunque, al cuore della vicenda che stiamo sviscerando.

Per la precisione, arriviamo a gennaio 2019, quando sul proprio profilo personale Di Gasparro pubblica un post dal tono sensazionalistico e sorpreso: “Incredibile! La testata giornalistica AdnKronos pubblica un articolo che parla di me definendomi L’Aranzulla del Nerwork Marketing!”
Passano alcuni giorni e il networker insiste: “Dopo oltre 40 anni anche la redazione de ‘Il Tempo’ torna a trattare temi sul network e lo fa parlando di me”
Altri due giorni ancora ed ecco un articolo su ‘Yahoo News’; poi un altro su ‘Libero Quotidiano’; poi ancora ‘La Sicilia’ e così via: Di Gasparro è improvvisamente e rapidamente finito su numerose testate giornalistiche online”
“Volevo ringraziare tutti i giornali italiani che hanno voluto parlare di me”: continua a scrivere sui suoi profili social, mostrando un misto di incredulità e profonda gratitudine.

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LE SCOPERTE DI NORCIA E DEL SUO GRUPPO

Qui però interviene Il gatto e la volpe nel web” di Alessandro Norcia, una community online con l’obiettivo di scovare truffatori e furbetti che agiscono online e non solo.

A me tutti questi articoli pubblicati a ripetizione e così simili nei contenuti e nei toni puzzano parecchio, questo quanto dichiarato dall’admin e fondatore della community, Alessandro Norcia, esperto nel settore del network marketing. Norcia ha infatti deciso di indagare a fondo per comprendere come fosse possibile che, una persona con una rete commerciale oramai inesistente come quella di Di Gasparro, potesse finire di punto in bianco su così tante testate giornalistiche online, per giunta in tempi così stretti e con contenuti tanto simili tra loro.

La cosa che più mi ha insospettito- ha continuato Norcia – è il modo in cui i giornali hanno riportato tutte quanti lo stesso, identico contenuto. In più, la firma in calce ad ogni articolo, era sempre la stessa, ovvero quella di un’agenzia pubblicitaria. Tra l’altro conosco nei minimi dettagli sia l’evoluzione dell’azienda Organo che quella di Di Gasparro come networker. Di conseguenza,  leggendo gli articoli copia-incollati ovunque, ho riscontrato parecchie incongruenze tra i numeri ed i fatti riportati a la realtà delle cose”

IL FACT CHECKING APPROFONDITO

Ed ecco dunque la scrupolosa e dettagliata analisi fatta da Norcia. Un’analisi che, come noterete, smonta pezzo dopo pezzo l’intero articolo agiografico comparso un po’ ovunque:

“Percorso professionale che lo ha portato ad espandere il proprio business in oltre 20 Paesi nel mondo”
Falso! E’ l’azienda che era presente sul mercato in oltre 20 Paesi nel mondo, non lui.

“Di Gasparro si è confrontato con multimilionari del settore tra cui Don e Nancy Failla a LasVegas nel 2013”
Falso! Si è semplicemente fatto una foto, in fila assieme altre centinaia di networker, che quel giorno erano li per uno scatto con loro. Non ci sono prove che i due si sia confrontati o anche solo presentati.

“Ha ottenuto il diamante grazie a doti strategiche acquisite”
Falso! Ha raggiunto il diamante grazie ai numerosi ragazzi reclutati con pacchetti d’investimento da 1200 euro di prodotti, per l’evento citato all’inizio della nostra analisi. Dal mese successivo alla grande raccolta, gli è crollata la rete.

“La sua rete è rappresentata da migliaia di distributori”

Falso! In Italia tutti i leader di Organo se ne sono andati in altri network, portandosi via la maggior parte degli incaricati.

“Nuovo record nel 2019 con 60 membri del suo team con guadagni da 2500 euro in su”
Falso! Calcolatrice alla mano, conoscendo il piano compensi aziendale, se ci fossero veramente 60 incaricati della sua rete con quelle commissioni, il signor Di Gasparro guadagnerebbe milioni di euro al mese

“Alla luce di quanto sin qui evidenziato – asserisce Norcia – potrei pensare che quell’articolo sia stato scritto di suo pugno e che il networker abbia semplicemente pagato un’agenzia per pubblicarlo online! Il motivo? Molto semplice: some molti networkers che vedono la propria rete crollare, il signore si è messo a vendere corsi provando a posizionarsi come a guru, simulando uno spontaneo interesse mediatico che, in realtà, non esiste neppure lontanamente ed anzi è dovuto solo ad un investimento in digital pr

E, non a caso, la tesi del fondatore del Gatto e la Volpe nel web trovano riscontro proprio nel contenuto dell’articolo stesso, dove vengono promossi sia il nuovo corso che le consulenze strategiche a pagamento targate Di Gasparro.

IL CONTATTO CON L’AGENZIA PUBBLICITARIA

Per toglierci ogni dubbio, abbiamo poi contattato l’agenzia pubblicitaria che ha posto la firma su ogni articolo, inoltrando loro una mail per chiedere se effettuavano un servizio di promozione pubblicitaria attraverso le migliori testate giornalistiche.

Ci siamo spacciati per formatori nel campo delle affiliazioni, richiedendo un preventivo per promuovere il nostro nuovo sito attraverso i media, indicando un dominio inesistente (avete letto bene: il sito non era neppure attivo!) e, in risposta, ci sono stati forniti i vari pacchetti di sponsorizzazione.

Tra questi ne abbiamo trovato molto economico, da appena 800 euro + IVA che, al suo interno contiene citate proprio le stesse testate che hanno promosso il Di Gasparro.

Arrivati a questo punto però, ci è sorto un dubbio: l’agenzia pubblicitaria avrà controllato quanto dichiarato dall’ “Aranzulla del Network marketing” oppure, una volta ricevuto il pagamento, avrebbe mandato online l’articolo senza nemmeno verificare si trattasse di contenuti reali o fuorvianti? Potrebbe magari aver concepito essa stessa il titolo ed il contenuto?

Abbiamo così inoltrato una seconda mail, specificando che avevamo una certa fretta di pubblicare il nostro articolo, e che avremmo atteso la pubblicazione dello stesso prima di pubblicare il nostro sito internet.

Ci aspettavamo quanto meno un colloquio da parte dell’autore incaricato di scrivere e diffondere i pezzi, almeno per verificare chi noi fossimo e di cosa ci occupassimo nel dettaglio. E invece, con nostro stupore, la risposta è stata la seguente: “una volta redatto l’articolo e ricevuto il pagamento, entro pochi giorni verrà reso pubblico”

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BASTA PAGARE E PUBBLICANO QUALSIASI COSA

Ora, pensate ad una persona magari non particolarmente attenta che, per migliorare le proprie competenze, o per imparare a lavorare all’interno del settore del network marketing, facendo una ricerca su Google, legge (più di) un articolo sull presunto “Aranzulla del network marketing”, decidendo così di affidare a lui i propri soldi ed acquistando un suo corso di formazione o una sua consulenza perché lo ritiene un professionista. Del resto ha letto di lui su testate come Il Tempo, Libero, Adnkronos ed altri giornali locali molto seguiti e ritenuti affidabili.

Oggi, come abbiamo dimostrato, è difatti possibile utilizzare il nome di uno dei principali esponenti italiani nel mondo del web come Salvatore Aranzulla, accostandosi alla sua presenza/fama, nel tentativo di attrarre più persone possibili e far loro acquistare un corso, millantando competenze e guadagni quanto meno molto discutibili. Il tutto, semplicemente pagando un’agenzia pubblicitaria che non si degnerà minimamente di verificare le fonti, dando in pasto ad altrettanto disattenti giornali delle autentiche fake news. Basta pagare, e si può dichiarare qualsiasi cosa.

Ed alla tutela dei lettori chi bada? A quanto pare, nessuno.

IL CORSO “SENZA RIMBORSO” E LA LOCANDINA CON I LOGHI DEI GIORNALI

Intanto, il buon networker tramutatosi nell’ennesimo formatore che tenta di insegnare ciò che non pare essere riuscito a fare lui ijn primis, ha condiviso fiero la locandina con la canonica dicitura “ne hanno parlato su” e loghi dei giornali pagati per pubblicare un comunicato stampa. Lo vedemmo già con Marco Lutzu: questa pratica non è permessa dagli accordi con le testate. Se gli articoli e le interviste pubblicate sono inserite a pagamento sui giornali, di norma non si è autorizzati ad utilizzare i loro loghi per spacciare una copertura mediatica “spontanea”; soprattutto se a fini commerciali. Ma Di Gasparro, come molti altri, nel tentativo di guadagnare autorevolezza, utilizza i loghi delle testate in maniera massiccia per promuovere il suo corso (“Apprendista Networker Pro”). Sempre seguendo un trend molto diffuso tra i vari formatori, anche per questo corso, non si prevede alcun rimborso: una volta comprato, non hai possibilità di recedere (il costo attualmente è di 327 euro).

Al di là della qualità del percorso formativo offerto da Di Gasparro, resta comunque tutto ciò che abbiamo raccontato e dimostrato in questo articolo. Così, almeno, i potenziali acquirenti potranno farsi un’idea completa del “formatore” e decidere se acquistare i suoi corsi non basandosi solo su contenuti agiografici pubblicati a pagamento e senza alcuna verifica.

L'AUTORE
Giornalista professionista. Partendo dalla televisione, ha poi lavorato come consulente in digital management per aziende italiane ed internazionali. E' il fondatore e direttore di YOUng. Ama l'innovazione, la psicologia e la geopolitica. Detesta i figli di papà che giocano a fare gli startupper e i confusi che dicono di occuparsi di "marketing".

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