La rinascita di Riace

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30/10/2019 Attilio De Alberi

Dopo un anno di morte, finalmente Riace sta rinascendo come quel comune noto in tutto il mondo per la sua politica progressista di accoglienza portata avanti dal suo noto sindaco Mimmo Lucano. A metà ottobre, improvvisamente, i laboratori sono stati aperti. Gli operatori si sono messi a spazzare davanti alle porte, hanno lavato i vetri ed hanno tolto la polvere accumulatasi dopo tanta inattività. Anche se con timidezza ci si è opposti alla violenza che era stata usata per chiudere le botteghe e bloccare uno splendido progetto di accoglienza e d’interazione con i migranti.

In pratica, si sta facendo avanti la verità. Una bella notizia è che è caduta una delle accuse mosse contro Mimmo Lucano riguardo la gestione nel 2011 dell’emergenza Nord Africa. Come avevano fatto tutti i Comuni d’Italia, quello di Riace aveva applicato l’IVA del 4% per la gestione dei suoi progetti di accoglienza. Poi nel 2016 la Guardia di Finanza aveva messo in discussione ciò, chiedendo un pagamento di 324.000 euro, onde recuperare la maggiorazione IVA, che secondo essa doveva essere del 20-21%. Poi però  la Commissione Tributaria ha stabilito che le cose non stavano così, e che tale richiesta era “non esigibile ma neanche fondata”, ingiungendo all’Agenzia delle Entrate il pagamento di 10.000 euro di spese al Comune di Riace.

Molto è stato fatto per distruggere il progetto di accoglienza grazie al quale Riace era divenuto un simbolo mondiale di giusta umanità. Tra le iniziative, il trasferimento della maggioranza dei migranti, il lasciare a casa gli operatori e, appunto, la chiusura dei laboratori artigianali. Insomma, Riace si è così trasformato in uno dei tanti paesi fantasma che abbondano in Calabria, ma anche altrove nel Sud d’Italia. Ed intanto il sindaco Lucano era stato mandato in esilio. Inoltre gli asini della fattoria didattica erano stati messi sotto sequestro, con la giustificazione che le stalle non hanno l’agibilità, anche se la maggioranza degli uffici pubblici locali, incluso il Tribunale di Locri, si trovano in una situazione non dissimile. E forse non è un caso se questo terremoto sia avvenuto sotto un governo in pratica comandato dal noto demagogo anti-migranti noto come Matteo Salvini.

Ma, fortunatamente, al tempo stesso, in questa fase così difficile, è continuato il sostegno di non pochi cittadini e di tante associazioni, che hanno voluto continuare a credere nel progetto originario, e nella sua rinascita, che ora, anche se con lentezza e fatica, sta avendo luogo, anche grazie alla raccolta di fondi per la Fondazione “E’ stato il Vento”.

Nel frattempo Riace riprende a vivere. Oltre a far pulizia dei laboratori, è stato aperto un asilo parentale e si sta procedendo con la ristrutturazione di Palazzo Pinnarò, storica sede di Città Futura, nel quale verrà creato un Centro di Documentazione, in collaborazione con alcune università. Lo scopo è di raccogliere tesi di laurea proprio su Riace. Infine si sta muovendo il Frantoio di Comunità, una struttura di avanguardia, dove, quando tutto sarà sistemato, i proprietari locali potranno portare il loro raccolto di olive.

Dalla morte, finalmente, si sta passando ad una nuova vita.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.

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