Relazioni amorose e aspettative sul partner

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04/06/2019 Attilio De Alberi

Esiste un aspetto particolare delle menti di noi esseri umani al quale raramente rivolgiamo grande attenzione. Ci si riferisce qui alle nostre aspettative, che, in qualche modo, ci influenzano più di quanto noi pensiamo. In pratica, ce ne andiamo in giro con delle immagini mentali relative a come supponiamo le cose debbano andare. A malapena ci rendiamo conto dell’esistenza di tali “fantasmi”, ma in realtà le nostre aspettative hanno un impatto molto forte su come reagiamo a quel che ci succede.

Questo può innescare reazioni di rabbia, ma al tempo stesso, se ne siamo consci, potremmo anche reagire a quanto non corrisponde alle nostre aspettative con molta più calma, fa notare The School of Life, il centro inglese di studi sulla psicologia e la filosofia della vita. Ma purtroppo le nostre aspettative sono particolarmente alte e, di conseguenza, più problematiche quando entriamo nel reame dell’amore.

Le nostre aspettative possono essere queste: un partner decente dovrebbe essere in grado di capire intuitivamente quali sono i nostri interessi e le nostre preoccupazioni. Non ci sarebbe quindi bisogno di spiegarle. Se, per esempio, abbiamo avuto una giornata difficile, non dovremmo aver bisogno di dire che siamo esausti e che abbiamo bisogno di un po’ di spazio. Il nostro partner dovrebbe essere in grado, sempre secondo le nostre aspettative, di sapere come ci sentiamo. Non dovrebbe opporsi a noi. Se, altro esempio, diciamo che, secondo noi, una delle persone che entrambi conosciamo è piena di sé, il nostro partner non dovrebbe cominciare a difenderla in qualche modo. In altre parole, ci aspettiamo un continuo supporto. Se ci sentiamo male con noi stessi, il partner dovrebbe assicurarci e ricordarci i nostri punti di forza. Un partner decente non dovrebbe avere troppe pretese, e quindi non dovrebbe richiedere costantemente che noi facciamo qualcosa per lui/lei.

Partiamo dall’idea che ad entrambi piacciano sempre le stesse cose. Possiamo pensare di avere dei buoni gusti per ciò che riguarda film, cibo e routine domestiche, ed il nostro amante dovrebbe capire e simpatizzare con tutto ciò immediatamente. Ma poi entriamo in una seria relazione e cominciano quasi automaticamente i problemi.

Una soluzione al nostro stress ed alla nostra agitazione in questo contesto si può trovare, appunto, in quella che si può chiamare filosofia del pessimismo. Chiaramente, il pessimismo può sembrare un atteggiamento brutto, sgradevole e per nulla attraente, ed è associato al fallimento, ma quando trattiamo di relazioni in particolare, le aspettative sono nemiche dell’amore.

Un insieme più moderato e più ragionevole di aspettative includerebbe quindi una gamma di idee. Per esempio che sia normale e praticamente inevitabile che due persone in una coppia non si capiscano bene fino in fondo. La mente di ciascuno di noi è estremamente complessa e convoluta. E’ difficile capire esattamente perché uno si comporta in una certa maniera, e, come conseguenza tanto vale assumere fin dall’inizio che nessun partner potrà avere una completa, affidabile o totalmente accurata comprensione di chi siamo esattamente. Ci potranno essere degli aspetti occasionali che questi potranno afferrare, ma queste saranno eccezioni piuttosto che la regola.

Quindi, man mano che la relazione si sviluppa, non dovrebbe farci male scoprire che il nostro partner fa delle assunzioni totalmente errate per ciò che riguarda i nostri bisogni e le nostre preferenze. Questa dovrebbe essere la premessa alla base del nostro rapporto fin dal suo inizio. Dovremmo prevedere che in qualsiasi relazione ci saranno, inevitabilmente, delle aree in cui regna il disaccordo, e che non ci potrà essere una soluzione automatica a questa problematica. Sarebbe sbagliato assumere che possiamo trovare qualcuno che sia sulla nostra stessa lunghezza d’onda in tutto.

L’amore comincia con la scoperta di una chiara armonia in certe specifiche e, possibilmente, aree molto belle della nostra esistenza. Ma continuare con questa aspettativa per ciò che riguarda tutto quello che facciamo e pensiamo significa condannare l’amore ad una lenta morte.

L’errore che siamo tentati di fare consiste nel vedere i difetti specifici del nostro partner. Veniamo a scoprirne certi aspetti irritanti e deludenti e giungiamo alla conclusione che siamo stati particolarmente sfortunati. Ed è a questo punto che ci si guarda intorno, alla ricerca di un nuovo partner, nella speranza di trovare quello che continuiamo a sognare: una relazione senza un qualsivoglia problema.

Questo è un modo per continuare a rinnovare i nostri impulsi romantici, senza incolpare, invece, le nostre speranze dure a morire. Non ci rendiamo conto però che i problemi e le delusioni legate ad una relazione amorosa sono universali. Non dobbiamo conoscere le specifiche eccentricità di un eventuale partner, ma dobbiamo sapere fin dall’inizio che ne esistono, e che, ad un certo punto si riveleranno come piuttosto serie.

In conclusione: le persone che reputiamo “normali” sono in realtà quelle che non conosciamo ancora troppo bene.

L'AUTORE
Attilio L. De Alberi, studente in Gran Bretagna e negli USA, lavora in pubblicità a Milano. Emigra a New York e poi a Los Angeles, dove lavora nel cinema e come giornalista. Rientrato in patria continua a dedicarsi al giornalismo, scrivendo per Lettera43 e per Il Manifesto. Ultimamente collabora part-time con Don Luca Favarin, prete alternativo in un dei suoi centri di accoglienza per immigranti nel cuore del Veneto leghista.

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