Eclettico, audace, trascinante.
Niccolò Ammaniti è questo e tanto altro.
Mai banale, capace di trasporre la realtà nella sua crudezza, a tal punto che è stato definito più volte uno scrittore “borderline”. Una creatività narrativa che si esplica in scenari sempre diversi eppure inconfondibili. Chi legge Ammaniti, lo fa a ritmo sostenuto, desideroso di andare avanti, di andare oltre.
Ammaniti è uno e cento. Rimane fedele a se stesso, ma esplora mondi altri, paralleli, trasversali, distopici.
Tutti quelli che hanno visto in lui uno sceneggiatore ideale, hanno potuto saggiare queste doti grazie alla prima serie creata e prodotta proprio da Ammaniti.
Con la serie tv “IL MIRACOLO”, debuttata l’8 maggio scorso su SKY ATLANTIC, possiamo alzare di netto l’asticella della qualità, dove per qualità identifichiamo l’alto livello del prodotto, del modo di confezionarlo e di sottoporlo al pubblico.
Complice l’esperienza decennale della casa di produzione Wildside (ricordiamo al suo attivo film d’autore con Bernardo Bertolucci, Marco Bellocchio, Saverio Costanzo – e serie TV di conclamato successo come “The Young Pope” con Jude Law), “IL MIRACOLO” fa tante promesse. E le mantiene tutte.
La promessa cardine sta tutta nel nome, e nella scena iniziale, così suggestiva e foriera di interrogativi.
Di che miracolo si tratta? Cosa c’è dietro? Chi sono le persone coinvolte? Cosa fanno? Come vivono? Un susseguirsi di misteri e scoperte, di domande e risposte che danno voce ad altre domande. Un crescendo di tensione che strizza l’occhio al thrilling mood di matrice americana, dove però l’azione cede totalmente il posto ala lentezza, perfettamente funzionale alla resa.
Sangue umano che cade copioso dagli occhi della statua di una Madonnina.
E sei personaggi principali.
Un giovane politico e sua moglie, un prete di periferia, un’ematologa, un Generale, una traduttrice di manuali di elettrodomestici.
Tanti vissuti diversi, ma strettamente intrecciati e ugualmente stravolti da un episodio a cui ciascuno cercherà di dare una propria spiegazione.
Il dubbio, onnipresente. E il contestuale precipitare nell’abisso.
La ricerca costante di un senso, fedele quanto scomoda compagna dell’animo umano.
E poi ancora Ammaniti, nelle sue nuove vesti di sceneggiatore, il quale ama sottolineare nei suoi contributi che l’ultima parola spetta sempre allo spettatore, alla sua capacità di immaginazione, di codifica e decodifica.
Le ottime recensioni de “IL MIRACOLO” hanno fatto da apripista ideale per il debutto della serie sul canale ARTE, con un seguito di circa 1 milione di spettatori per la prima puntata andata in onda il 10 gennaio.
Gli episodi sono stati diretti, oltre che da Ammaniti, da Francesco Munzi e Lucio Pellegrini, con produzione di Mario Gianani e Lorenzo Mieli di Wildside, in co-produzione con ARTE France e Kwai.
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