Caso feti e arti umani a Poggioreale

Gennaio 16, 2019
Team Young
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Caso feti e arti umani a Poggioreale, EFI replica a Sgambati: “Comune non può lavarsene le mani”.

Gennaro Tammaro e Alessio Salvato di EFI (Eccellenza Funeraria Italiana): “Grave che un uomo di Legge e di Stato sostenga ciò, già i dipendenti comunali non sono a norma”.

La denuncia dei delegati EFI Gennaro Tammaro e Alessio Salvato delle scorse ore, in riferimento alla conservazione dei resti umani quali feti e arti amputati nel deposito del cimitero di Poggioreale, è esplosa sui giornali e sui siti d’informazione. Sul Roma di oggi il consigliere Carmine Sgambati, presidente della Commissione Cimiteri del Comune di Napoli, dichiara: “Controlleremo che ognuno faccia il proprio lavoro come si deve, ma non ci sono responsabilità dell’amministrazione”.

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Restiamo allibiti – spiegano Tammaro e Salvato – dalle dichiarazioni di Sgambati, uomo di Legge e di Stato di cui nutriamo profonda stima. Ma il Comune non può continuare a lavarsene le mani, a giocare non rispettando nessuna regola”.

Sono anni – continuano – che denunciamo una gestione dei cimiteri scriteriata e in barba a ogni legge. Un esempio? L’ultimo in ordine di tempo è datato luglio 2018, in cui attraverso una nota stampa ribadivamo che esiste una sacrosanta legge regionale che obbliga chi lavora nel comparto funebre di essere adeguatamente formato attraverso appositi corsi professionali. Corsi che i dipendenti del comparto cimiteriale del Comune di Napoli non hanno mai svolto”.

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Nella nostra denuncia delle scorse ore – sottolineano i due impresari funebri – abbiamo sottolineato che il deposito del Cimitero di Poggioreale è presidiato da agenti della Polizia Municipale. Esistono precise leggi che stabiliscono come un resto umano vada conservato, leggi che sono disattese se si utilizzano quella tipologia di casse, senza le opportune targhe, senza sigilli. Sgambati sostiene che non è responsabilità dell’Amministrazione? Bene, ma l’Amministrazione è tenuta al controllo e nonostante la situazione fosse nota non ha mai mosso un dito”.

Chiediamo – concludono Tammaro e Salvato – a gran voce un confronto serio e onesto. Onesto nel senso che nascondersi dietro a un dito non serve a risolvere i problemi ma solo a creare scaricabarile che sono lesivi dell’immagine di tutti”.

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